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Orio con Ryanair “vola” verso il record passeggeri: 12 milioni

Il vettore irlandese ad agosto ha registrato un load factor impressionante e ad aprile annuncerà di aver trasportato 10 milioni di persone nel 2017 da Bergamo: lo scalo farà segnare il nuovo record entro la fine dell'anno.

L’evoluzione, anno su anno, è impressionante: l’aeroporto di Orio al Serio entro la fine del 2017 sfonderà quota 12 milioni di passeggeri, confermandosi terzo scalo più importante d’Italia dopo Roma Fiumicino e Milano Malpensa.

Una progressione che dal 2014, quando i passeggeri trasportati furono quasi 9 milioni nonostante la chiusura temporanea per permettere i lavori di rifacimento della pista, sembra inarrestabile: dai quasi 10 milioni e mezzo nel 2015, il 27 dicembre 2016 Orio ha tagliato il traguardo degli 11 milioni, collezionando altre 160mila partenze negli ultimi 4 giorni dell’anno.

Difficile che nel 2017 arriveremo a 12 milioni, lo faremo sicuramente nel 2018”, avevano commentato prudentemente in quell’occasione il direttore generale di Sacbo Emilio Bellingardi e il direttore commerciale Giacomo Cattaneo: e invece, alla luce dei risultati straordinari di questi primi sette mesi dell’anno, quell’obiettivo è parso da subito alla portata.

La svolta, forse inattesa, è arrivata ad aprile quando per la prima volta nella sua storia “Il Caravaggio” ha infranto il muro del milione dei passeggeri in un mese primaverile, dando seguito ad un inizio dell’anno caratterizzato fortemente dal segno più: indici che, tradotti in numeri e persone reali, hanno significato un traffico aumentato di 324.245 unità rispetto allo stesso periodo del 216.

Il trend non si è fermato a luglio, vivacissimo dal punto di vista del traffico: 1.252.000 le persone trasportate (+15% su luglio 2016), che portano oltre i 7 milioni il totale annuo, e alle quali se ne aggiungeranno altre circa 1,5 milioni ad agosto.

Pur se ancora ufficioso, il dato di agosto segna già uno spartiacque significativo perchè significherebbe una crescita di un milione di passeggeri rispetto ai primi 8 mesi dello scorso anno.

Un balzo reso possibile ancora una volta da Ryanair che in 15 anni ha fatto di Bergamo una delle sue basi europee più importanti, tanto da posizionare un hangar per le riparazioni in loco degli aeromobili e da trasformarlo in “hub” con l’introduzione, che si completerà il prossimo anno, di 300 rotte in coincidenza da tutta Europa, antipasto della tanto chiacchierata connessione a terzi per la quale al momento mancano ancora accordi tra vettori e sistemi che parlino la stessa lingua.

Ad aprile 2018 il vettore irlandese annuncerà di aver trasportato da Orio al Serio 10 milioni di passeggeri in un anno, numeri che non possono che soddisfare i vertici della compagnia aerea low cost che fa capo all’esuberante Michael O’Leary e che a Bergamo ha piazzato un mini esercito da 16 aerei basati in alta stagione, 350 assistenti di volo e un centinaio di piloti.

A fare la differenza è però senza dubbio il load factor, ovvero l’indice di riempimento degli aerei, che in estate a Bergamo ha superato il 90% e che limitata alla sola Ryanair e al mese di agosto ha toccato una media del 98%.

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