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Consumo di suolo, in 16 anni via 6mila ettari: ospedale e Brebemi nella black list

Più o meno l'8% degli oltre 82mila totali. Il dato, riguardante la provincia di Bergamo, è riportato da Legambiente e Coldiretti

Oltre 6mila ettari di terreno ricoperti di cemento in 16 anni. Più o meno l’8% degli oltre 82mila totali. Il dato, riguardante la provincia di Bergamo, è riportato da Legambiente e Coldiretti Lombardia, ed è basato sui dati elaborati dal Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo del Politecnico di Milano.

In Lombardia si registrano cali particolarmente rilevanti nelle province più dotate di terreni coltivati, dove si è fatto sentire anche il peso delle nuove infrastrutture. Non fa eccezione Bergamo, dove nella “black list” di Legambiente e Coldiretti, per quanto riguarda i “casi i emblematici di consumo di suolo”, finiscono l’ospedale cittadino Papa Giovanni XXIII (“Struttura d’eccellenza ma intervento urbanistico smisurato, per il quale si poteva forse trovare una localizzazione migliore”, si legge nel dossier) e l’autostrada Brebemi, tra Treviglio e Caravaggio (“che ha reso irriconoscibile la campagna”).

TUTTI I DATI NEL DOSSIER 

Stando a quanto pubblicato nel report, la disponibilità di superfici agricole è passata da quasi 2mila metri quadrati a meno di 1.000 per ogni residente in Lombardia, mentre a livello regionale il 30% dei terreni coltivabili è stato abbandonato o trasformato in insediamenti residenziali, capannoni e nuove autostrade. A tutto questo si è aggiunto lo spopolamento delle montagne verificatosi in particolare fra gli anni ’60 e ’80, e il boom degli insediamenti industriali attorno alle città che, in qualche caso, nel tempo si sono trasformati in carcasse industriali.

“Ancora oggi, in Lombardia come nel resto d’Europa, i suoli sono sotto assedio da parte del cemento, ma anche di fenomeni di degrado e abbandono – spiega Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia -. Per questo motivo promuoviamo una petizione europea che ogni cittadino con la propria carta d’identità può sottoscrivere sul sito www.salvailsuolo.it, per chiedere una iniziativa legislativa europea che tuteli una risorsa naturale da cui noi tutti dipendiamo”. È possibile firmare fino al prossimo 12 settembre.

“La terra non è una risorsa riproducibile – aggiunge Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia -. Una volta persa lo è per sempre. Negli ultimi 60 anni si è sepolto sotto il cemento e l’asfalto un patrimonio ambientale, culturale ed economico. Nonostante si possa pensare che la crisi dell’edilizia abbia in qualche modo frenato il consumo di suolo, a livello di volontà politica basta vedere i piani di governo del territorio dei comuni per verificare che la propensione delle pubbliche amministrazioni, in genere, non è certo quella del risparmio di suolo. E se nell’immediato dopoguerra tutto questo poteva essere giustificato dalla contingenza di una situazione eccezionale legata alle necessità della ricostruzione e dello sviluppo, nell’ultimo trentennio non sempre tutti i progetti si sono dimostrati utili o all’altezza della aspettative, basti vedere quello che è successo con la Brebemi, tanto per citare l’esempio più recente”.

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