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Caricano agnellino sul furgone dei rifiuti: guardia vede, denuncia e lo fa riportare al gregge foto

Sul posto è arrivata una volante della Polizia di Stato che ha ordinato al conducente di fermarsi, constatando la presenza dell'animale nel cassone

Quell’agnellino caricato sul camioncino per la raccolta dei rifiuti dell’A2A, in capo alla società Aprica, l’ha fortemente insospettita. Così, per capirne di più, una guardia per l’ambiente, che per caso transitava in auto dalle parti di via Quintino a Bergamo, ha deciso di fermarsi e “indagare”.

È successo a Valtesse, quartiere alle porte della città, nella mattinata di mercoledì 6 settembre. La guardia per l’ambiente ha fermato la propria auto a distanza di sicurezza per evitare di farsi notare. Ma dalla sua postazione è riuscita a fotografare ciò che è avvenuto.

In pratica ha notato un un gregge che stazionava su un prato adiacente, e ad un certo punto ha visto il pastore che si avvicinava verso il camioncino dell’A2A con l’agnellino vivo tenuto in braccio. Accostatosi al mezzo dei rifiuti, ha messo nel cassone l’animale.

Il camioncino avrebbe poi ripreso la sua marcia verso via S. Colombano. Nel frattempo, però, la guardia per l’ambiente ha allertato le forze dell’ordine. Sul posto, in pochi minuti, è arrivata una volante della Polizia di Stato, che in via Vacha ha ordinato al conducente di fermarsi.

Camioncino A2A

Gli agenti hanno così constatato la presenza dell’agnellino nel cassone. Il conducente del mezzo per la raccolta dei rifiuti davanti ai poliziotti si è giustificato dicendo che voleva fare un piacere a una terza persona. Le forze dell’ordine hanno rintracciato anche il pastore, e quest’ultimo ha spiegato che l’agnello era il regalo destinato a un bambino. Quel che è certo è che entrambi sono stati identificati. Sul posto è giunto anche il veterinario dell’Ats che ha redatto il verbale, poi consegnato alla Polizia di Stato.

L’agnellino è stato riportato al gregge. E le richieste di sequestrarlo insieme al furgone dei rifiuti non sono state accettate. Così rimane inevasa la domanda: quale era la destinazione finale dell’animale? Interrogativo al quale cercheranno di dare una risposta le autorità competenti.

Nel frattempo, l’Associazione guardie per l’ambiente fa sapere che sporgerà denuncia. Anche la garante per i diritti degli animali al Comune di Bergamo Paola Brambilla non esclude di inoltrare un esposto in Procura per far luce su quanto accaduto e per fugare i dubbi sul fatto che non si tratti di un caso isolato.

Renato Pennacchia, responsabile del Settore Movimento di Aprica, intervenuto sulla vicenda, stempera quanto accaduto: “Siamo convinti che si sia trattato soltanto di una bravata – afferma – e del fatto che quanto detto agli agenti dal nostro dipendente corrisponda a verità. Allo stesso tempo, siamo però sorpresi della leggerezza commessa da un professionista di una certa esperienza, che nel corso degli anni si è sempre dimostrato affidabile. Prenderemo certamente provvedimenti per fare in modo che situazioni come questa non si ripetano più”.

 

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