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Tre anni dopo… finalmente il ritorno dei War on Drugs

"A Deeper Understanding" non fa rimpiangere l'attesa, parola di Brother Giober. Che invita ad ascoltare anche le sorelle Shelby Lynne & Allison Moorer in "Not Dark Yet".

ARTISTA: War On Drugs
TITOLO: A Deeper Understanding
GIUDIZIO: ****

Finalmente. I War on Drugs sono tornati sulle scene con il nuovo album, probabilmente il più atteso comeback del 2017. Passati tre anni da Lost in The Dream, l’album che aveva stupito tutti per bellezza, intensità e che era riuscito ad accomunare critica e pubblico in un unanime riconoscimento, ecco partorito A Deeper Understanding, primo album inciso per una major, la Atlantic.

Ciononostante, poche sono le concessioni al mercato: i brani sono tutti lunghi, con frequenti code strumentali poco funzionali a rapidi passaggi radio, pochi sono gli spazi concessi a melodie ed
effetti troppo facili e scontati. E per fortuna i brani non sono moltissimi, dieci in tutto, in senso contrario alla moda che crede che il prezzo di un disco debba essere giustificato dalla sua lunghezza

Dico subito che l’album è bello, decisamente bello. Forse un gradino sotto rispetto al suo predecessore (non vi è più l’effetto sorpresa) ma senz’altro riuscito. Se vi è piaciuto Lost in the Dream, vi piacerà anche A Deeper Understanding.

E forse un po’ il limite è proprio questo, quello di una mancata evoluzione di genere, sì che i WoD sembrano un po’ troppo simili a se stessi; non so se questo può essere un difetto, alla lunga forse sì, se calerà l’ispirazione, ma nel caso di A Deeper Understanding il pericolo è scampato perché le canzoni presenti sul disco sono quasi tutte ben riuscite.

Il suono: i WoD fanno un rock che richiama da vicino gli anni ’70 , con accenni alla psichedelia di quegli anni. Qualcuno al proposito ha richiamato il termine di cosmic rock e, tutto sommato il
riferimento, mi sembra corretto.

Il suono delle chitarre ricorda molto da vicino quello di Mark Knopfler dei Dire Straits e il modo di comporre in frequenti casi il Boss, Tom Petty oltre che, ovviamente, Bob Dylan (quello del periodo religioso e delle produzioni di Daniel Lanois).

La struttura dei brani, privilegia la media durata spesso caratterizzata da solide code strumentali nelle quali è possibile apprezzare la capacità tecniche soprattutto del leader Adam Granduciel.

I brani si alternano concedendo uguale spazio alle ballate e ritmi più veloci. Tra questi ultimi Up All Night, posto all’inizio della raccolta è uno dei meno riusciti, perché un po’ troppo ripetitivo
senza una vero e proprio sviluppo, ma è un caso isolato.

Molto meglio Holding on, più semplice e diretta, una sorta di galoppata, coinvolgente e appagante, quanto almeno Nothing to Find, con un riff di chitarra in mezzo talmente efficace che neppure il suono di una tastiera troppo anni ’80 riesce a scalfire e ancora.

In Chains ossia il brano che Bruce potrebbe benissimo riproporre nei suoi concerti  con quel sax che ricorda troppo da vicino i passaggi più lirici di Big Man.

Ma è forse nelle ballate che i WoD danno il meglio. Così, senza vergognarmi più di tanto sono rimasto ammaliato dai suoni pop di Thinking of a Place, un brano sognante che non avrebbe sfigurato in uno degli album di maggiore successo dei Fleetwood Mac e che si chiude con solo di chitarra che ti entra dritto nel cervello.

Pain è la ballatona che Bob Seeger se avesse voglia ancora di scrivere potrebbe proporre al proprio pubblico ed ha un finale chitarristico talmente intenso da stordirti.

Vero che ogni brano ricorda qualcun altro è questo non è necessariamente un male se lo ricorda bene, ma è poi la voce di Granduciel  a rendere tutto molto personale e a far sì che il marchio WoD sia riconoscibile da chiunque.

A Deeper Understanding è anche per certi versi un album notturno, fatto da brani dai toni fortemente evocativi, come Clean Living dove ancora lo spirito di Bruce è presente e che anche
Tom Petty amerebbe probabilmente cantare.

E per finire una sera, in autostrada, ascoltatevi la conclusiva You don’t have to go e il suo suono cristallino capace di richiamare nello stesso modo Mark Knopfler (Water of Love) e Bob Dylan,
“periodo Infidels” e non potrete restare indifferenti.

A Deeper Understanding e un album fortemente emozionale, capace di unire nell’ascolto differenti strati di pubblico e diverse generazioni. Nasce nell’approccio dalla spiritualità degli anni
’70, non ha vergogna delle sue affinità con gli anni ‘80, ma resta al fine un qualcosa di fortemente targato War on Drugs. Da ascoltare assolutamente.

La canzone guida: Pain

Se ti è piaciuto ascolta anche:
Bob Dylan: Infidels
Bruce Springsteen: Tunnel of Love
Joe Henry: Invisible Hour

In breve:

Shelby Lynne & Allison Moorer: Not Dark Yet ***1/2

scelby lynne allison moorer

Shelby Lynne e Alison Moore sono sorelle e sono state protagoniste, ognuna, di una soddisfacente carriera che le ha viste crearsi un seguito soprattutto nel territorio del Nord America, considerato che il genere che frequentano, ossia il country, ha solide tradizioni e seguito prevalentemente in quei luoghi. Shelby Lynne, tra le due, ha avuto più successo anche perché spesso la sua musica ha sconfinato nel pop, quello più elegante e nobile che ha in Burt Bacharach il nume tutelare. Di lei, se non la conoscete, mi piace segnalarvi due album bellissimi: I’m shelby
Lynne e Just a little lovin’. In questo disco di pop ce ne è poco perché le sorelle riprendono le fila dei loro amori giovanili e propongono una manciata di cover, scelte con una certa originalità. Fra gli autori troverete Bob Dylan, Merle Haggard, Jason Isbell, Nick Cave, Kurt Cobain, Townes van Zandt e tra i musicisti che accompagnano le sorelle non posso omettere di citare Benmont Tench , ossia il tastierista degli Heartbreakers di Tom Petty. Nonostante il book variegato, Not dark Yet è un disco che ha una sua distinta personalità, frutto dello sforzo di produzione che ha elaborato un lavoro prevalentemente acustico fatto di suoni cristallini. Ovviamente è cantato benissimo con le voci delle due sorelle che duettano, si sovrappongono, si contrappongono, creando spesso e volentieri atmosfere sognanti

Legenda Giudizio:

* era meglio risparmiare i soldi ed andare al cinema
** se non ho proprio altro da ascoltare…
*** in fin dei conti, poteva essere peggio
**** da tempo non sentivo niente del genere
***** aiuto! Non mi esce più dalla testa

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