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Renato Zero, in 50mila al concerto per i 50 anni di carriera

Renato Zero ha stregato il pubblico con lo spettacolo "Zerovskij Solo Per Amore". Il nostro Domenico Piccolo era tra il pubblico

Gli artisti, si sa, sono capaci di sorprendere. Ed è quando sono al limite delle sorprese che le aspettative vanno scemando.
Se però l’uomo in questione è molto più di un artista, tanto da sfuggire da sempre ad ogni possibile etichetta, allora può accadere di tutto. E anche di più.
Questo, verosimilmente, potrebbe essere lo stato d’animo col quale i 50 mila dell’Arena di Verona si sono apprestati a vivere l’ennesima grande magia di Renato Zero. Lo spettacolo “Zerovskij Solo Per Amore” sfugge anch’esso alle briglie di una definizione, per accasarsi fra gli avamposti del mai visto. Quello portato in scena da Renato è una sorta di Teatro Totale nel quale confluiscono tutte le arti e le esperienze sin qui incontrate dall’artista romano, che è stato capace, grazie all’aiuto e alla bravura di Vincenzo Incenzo di concepire un impianto che regge per tutte e tre le ore di durata dell’opera.

La vicenda ruota tutta attorno ad una stazione, la Stazione Terra, nella quale transitano treni carichi delle vicende di alcuni personaggi che caratterizzano la nostra esistenza: Adamo ed Eva, Amore, Odio, Tempo, Morte e Vita, ed Enne-Enne, figlio dimenticato dalla società. C’è la Voce di Dio, impersonata da Pino Insegno a raccontare di un progetto di mondo che è naufragato ed uno che vedrà presto la luce. E c’è sopratutto lui, Zerovskij, il capostazione, che dirige il traffico dei binari, fra dialoghi accesi e canzoni tutte da ascoltare, perché profonde o rivestite di un nuovo abito sinfonico. Il tutto scorre con grande pathos da parte di chi segue ed è mirabilmente posto sotto la direzione coreografica di Bill Goodson e quella musicale di un altro grande Renato, Serio, il quale ha l’onore e l’onere di dirigere la bellezza di 61 elementi d’orchestra e un imponente coro di 30 persone. Interessante e divertente il cammeo di Gigi Proietti.

Uno spettacolo veramente accattivante, reso speciale dalle superbe interpretazioni di attori eccezionali, tra i quali è giusto dare una menzione speciale a Roberta Faccani, in passato protagonista del musical “Pinocchio” dei Pooh e qui nelle vesti di Morte/Vita. Il suo monologo sul fine vita e sul “diritto” ad una fine dignitosa (uno dei tanti di questa opera che meriterebbe lunghi approfondimenti) ha strappato applausi da parte del pubblico. Il quale non si è mai risparmiato, nemmeno per il resto del tempo.

Un pubblico tra i quali c’era qualcuno che si aspettava uno spettacolo celebrativo con tanto di balli e via dicendo. E invece, nella magica cornice veronese, con la promessa di un diluvio di pioggia respinto al mittente dagli zerofolli e da Renato, ha assistito ad un qualcosa che è destinato a lasciare il segno non solo nel percorso di Renato Zero ma nell’arte italiana.

Prossimo appuntamento con “Zerovskij Solo Per Amore” l’8 e il 9 Settembre al Teatro Greco di Taormina.

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