BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Dunkirk, un capolavoro destinato a diventare cult della storia del cinema

Cristopher Nolan ha saputo creare un film da far impallidire il soldato Ryan e durante il quale non si può fare altro che restare incollati allo schermo e vivere ogni attimo di questo capolavoro.

“Capolavoro”. “Film dell’anno”. “Il miglior film di guerra di tutti i tempi.”

Dunkirk.  Come non averne sentito parlare? E’ sulla bocca di tutti e nelle sale di tutti i cinema: io ho avuto la possibilità di vederlo – e ascoltarlo – nel cinema migliore, nel formato migliore. Nella sala IMAX del nuovo Uci Cinemas del colosso Orio Center ed è, senza ombra di dubbio, un’esperienza da vivere. Sì, perché Dunkirk è stato girato con pellicole particolari, ideali per la proiezione in cinema appositi dotati di schermi IMAX, ottenuti da tre laser, o che supportino pellicole da 70 millimetri, che danno una maggiore definizione alle immagini. Un’impresa che il geniale regista Christopher Nolan aveva già fatto per il suo precedente film Interstellar: è un formato raro, fatto apposta per mostrare al meglio e sui migliori schermi possibili immagini girate sulla migliore pellicola possibile.

I film di guerra non mi piacciono, o meglio, apprezzo solo quelli che, nel dramma che già la guerra comporta, aggiungono anche una drammatica storia d’amore che mi fa commuovere (anzi, proprio piangere). Alla Pearl Harbor, per intenderci. Cosa posso farci, sono una romantica e le scene d’amore rilassano, almeno per un attimo, il mio cuore in preda alle palpitazioni nelle scene violente. In Dunkirk sapevo che non c’erano romanticherie neanche da lontano e mi sono detta “dai, se ti mette troppa ansia puoi sempre chiudere gli occhi e farti raccontare la scena”. Sì, certo. Gli effetti della sala IMAX hanno spazzato via anche questa piccola speranza: lo spettacolare schermo – il più grande d’Italia, 490 metri quadrati – e il sensazionale impianto audio – top di categoria che consente di simulare i suoni più disparati, dall’effetto di una goccia che cade al rombo di un aereo supersonico – hanno reso tutto così reale che era impossibile chiudere gli occhi ed estraniarsi. 

Devo dirlo: per fortuna! Di Dunkirk non si può perdere neanche un secondo e di certo Nolan ha saputo creare un film da far impallidire il soldato Ryan e durante il quale non si può fare altro che restare incollati allo schermo e vivere ogni attimo di questo capolavoro.

Dunkirk, nome inglese di Dunkerque, cittadina nel nord della Francia, vicino al confine col Belgio, è stato lo scenario per rievocare il salvataggio di 300mila soldati britannici, assediati dai nazisti e in attesa di soccorsi dalla madre patria.

Una settimana. Un giorno. Un’ora.

In tre archi temporali differenti, ma indissolubilmente legati, viene raccontato, grazie ad un eccezionale cast e una ancor più magnifica colonna sonora di Hans Zimmer e Peter Bradshaw, l’evento che ha cambiato le sorti della storia: “Un evento di enorme rilevanza internazionale: se non ci fosse stata l’evacuazione di Dunkirk la Seconda guerra mondiale avrebbe avuto sviluppi diversi e oggi vivremmo in un altro assetto”, afferma il critico Joshua Levine, che ha fatto da consulente per il film.

Un’ora e mezza per avere paura, per temere sempre il peggio, per sussultare al suono di ogni sparo, per scandire il tempo con il martellante tic tac tic tac creato da Zimmer. Per commuoversi con il comandante Bolton (interpretato da Kenneth Branagh) alla vista della Patria e il pilota della Royal Air Force Tom Hardy nella calda luce del tramonto sulle coste francesi. Un’ora e mezza per riflettere e ricordare le vittime e le vite delle persone profondamente cambiate in seguito a quell’evento drammatico. Un’ora e mezza per ripensare al passato e rivalutare il presente, sperare in un lieto fine e nel ritorno a casa del giovane Tommy, soldato dell’esercito britannico.

Dunkirk è un film che ti rimane dentro, che difficilmente verrà dimenticato e che, di certo, è destinato a diventare un cult nella storia del cinema.

Senza aver bisogno nemmeno di una storia d’amore romantica. E se lo dico io significa che è vero.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.