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Ruba zaino ad una turista, profugo lo insegue in bici e lo recupera

Due turiste bergamasche sono a Bolzano per un periodo di ferie. Sedute al bar vengono derubate da un giovane libico richiedente asilo. Un ragazzo siriano, anch'esso richiedente asilo, lo insegue, recupera la borsa e la restituisce

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Due turiste bergamasche sono a Bolzano per un periodo di ferie. Sedute al bar vengono derubate dello zaino e del cellulare da un giovane libico richiedente asilo. A quel punto un ragazzo siriano, anch’esso richiedente asilo, lo insegue, recupera la borsa e la restituisce. Zihad Saleh e Hani Muhir, questi i loro nomi, sono profughi. Sono scappati rispettivamente dalla Libia e dalla Siria e sono richiedenti asilo politico nel nostro Paese. A contrapporli, il loro senso civico e la cultura della legalità.

La notizia risale a qualche giorno fa. Le due 50enni scendono dal treno alla stazione di Bolzano e, prima di raggiungere la loro destinazione, si fermano per sorseggiare una bibita. Si siedono sui tavolini esterni di un bar in Via Garibaldi. Ad un tratto si vedono portare via, da un ladro, il cellulare posato sul tavolo e lo zaino appoggiato sulla sedia. Protagonista un giovane, con una maglietta arancione molto appariscente, che scappa a piedi verso la stazione ferroviaria, preoccupato di non essere notato dalla polizia e dai carabinieri. A notarlo, però, è Hani Muhir di 31anni, da sei mesi in Italia dopo un lungo ed estenuante viaggio da Idlib, una delle aree della Siria dilaniata dal conflitto. Il giovane siriano richiedente asilo, che nello stesso momento del furto attraversava quella zona in bicicletta, con grande senso del dovere e coraggio, senza incertezze, si mette subito all’inseguimento del ladro che raggiunge. Recupera lo zaino e lo restituisce alla signora bergamasca.

Nel frattempo sul posto arrivano le forze dell’ordine, a quali indica il responsabile del furto. La polizia ferma il ladro, nonostante i molteplici tentativi di resistenza con calci e pugni, rincorrendolo sui binari. L’uomo risulta essere un libico trentenne, nella tasca rinvengono il cellulare della donna sottratto poco prima.

Il giovane è stato processato per direttissima il giorno seguente in tribunale davanti al giudice. Zihad Saleh di 26 anni, patteggia un anno e 10 mesi di reclusione (per furto aggravato e resistenza) e mille euro di multa. Molto probabilmente dovrà dire addio alla speranza di vedersi accogliere la domanda di asilo.

Durante l’udienza molti ringraziamenti e un po’ di emozione per il trentenne siriano che con fattiva collaborazione ha sventato il furto. La signora, presente in aula, per l’udienza non ha mancato di esprimere tutta la sua gratitudine. Interprete, in arabo, il fratello di Hani Muhir che a conclusione dell’udienza ha detto al giudice di non voler neppure essere pagato, esempio di collaborazione, in un ottica di correttezza e legalità.

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