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Uova contaminate: “300mila in Bergamasca, ma per ora nessun allarme”

Paolo Antoniolli, Direttore del Dipartimento Veterinario di Ats Bergamo, rassicura: "Il livello di fipronil rilevato è ben al di sotto dalla soglia di rischio 'intossicazione acuta'"

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“Sono 300mila le uova con tracce di fipronil ritrovate nell’allevamento in provincia di Bergamo, ma al momento non c’è nessun allarme”. È la rassicurazione di Paolo Antoniolli, Direttore del Dipartimento Veterinario di Ats Bergamo, dopo la scoperta di un lotto di uova contaminate in Bergamasca.

Il ritrovamento è stato effettuato nei giorni scorsi proprio dall’Ats, allertata dal proprio dipartimento veterinario dopo il riscontro di tracce di fipronil in un campione di uova provenienti da galline allevate in Emilia Romagna e commercializzate in provincia di Bergamo e nelle Marche.

“Si tratta di 300mila uova, ma potrebbero essere anche di più – spiega Antoniolli -, in seguito agli ulteriori controlli che stiamo effettuando. In ogni caso voglio rassicurare i bergamaschi, in quanto il livello di fipronil rilevato è ben al di sotto dalla soglia di rischio ‘intossicazione acuta’, stabilita nello 0,72 mg/kg”.

“Stiamo verificando la correttezza delle attività del ritiro dal mercato di uova e ovoprodotti coinvolti, tutti tracciati e quindi rintracciabili grazie alla documentazione relativa a ogni singola transazione commerciale. Un’attività che è a carico dell’azienda. Le procedure sono già state attivate e continueranno fino alla conclusione del processo. Considerati i valori, il ritiro è previsto dalla Legge solo come misura precauzionale”.

“I risultati delle analisi dei campioni prelevati sul territorio provinciale, effettuati a metà agosto in funzione dell’allerta fipronil, hanno dato esito favorevole – assicura il lo stesso direttore del Dipartimento Veterinario di Ats Bergamo – I controlli, su indicazione del Ministero, erano stati attuati dai nostri tecnici nel corso della settimana di Ferragosto, in coordinamento con i Nas. I campionamenti erano stato inviati all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo che, proprio in queste ore, ci ha comunicato l’esito completamente favorevole”.

“Cos’è il fipronil? Il fluocianobenpirazolo, questo il nome chimico, è un insetticida ad ampio spettro che disturba l’attività del sistema nervoso centrale dell’insetto. È il principio attivo utilizzato come anti parassitario per animali non destinati alla produzione di alimenti, per animali da affezione. È considerato “moderatamente tossico” per l’uomo dall’Oms e il suo impiego è vietato negli allevamenti avicoli in Europa. Il suo assorbimento cutaneo è minimo. Lo possiamo trovare comunemente negli antiparassitari utilizzati per cani e gatti, senza alcun rischio per la salute dell’uomo: per evitare qualsiasi rischio è sufficiente lavarsi le mani”.

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