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La (dis)avventura notturna di Don Roberto: in casa trova un cinghiale foto

L'episodio, senz'altro curioso, ha visto protagonista don Roberto Trussardi, recentemente nominato vicedirettore della Caritas Bergamo: "Ho fatto fatica a riaddormentarmi, non riuscivo più a smettere di ridere"

Un’apparizione inaspettata nel cuore della notte. Quella di un grosso cinghiale. L’episodio, senz’altro curioso, ha visto protagonista don Roberto Trussardi (nella foto in basso), vicario e parroco a Vercurago, in provincia di Lecco, recentemente nominato vicedirettore della Caritas Bergamo (dal settembre 2018 succederà a pieno titolo a don Claudio Viscontileggi qui).

“Un incontro ravvicinato del terzo tipo” quello vissuto dal sacerdote martedì 29 agosto, che lo ha scherzosamente definito così raccontando la sua esperienze ad alcune testate locali.

In effetti, i rumori che provenivano dal giardino della canonica non erano causati dalla presenza di ladri, come inizialmente sospettava, bensì da un cinghiale in cerca di cibo: “Stavo dormendo, era l’una di notte e mi sono svegliato di soprassalto – ha raccontato a LeccoNotizie.com – In giardino ho poi sentito un verso come quello di un maiale, che rovistava in uno scatolone in cui metto la carta da buttare”.

Don Roberto Trussardi

Un’incursione del tutto inaspettata per don Roberto, che è tuttavia riuscito a mettere in fuga il grosso animale: “Mi sono affacciato alla finestra ed ho abbaiato, ho acceso la luce in giardino ed ho visto che era un bellissimo esemplare di almeno 70 o 80 chili, poi sono andato a prendere il cellulare per fare una foto ma al mio ritorno era già scappato”.

Gli avvistamenti non sarebbero nuovi in zona. Una colonia di cinghiali pare abbia ha scelto i boschi circostanti per stanziarvisi, e c’è chi sostiene che la siccità li stia spingendo verso il centro abitato: “Mi hanno detto che sono già scesi in città altre volte – continua il don -. Il mio giardino è molto grande e nel lato che dà a monte non è recintato, credo che il cinghiale fosse davvero affamato per arrivare fino a qui, ci sono anche le scuole, la palestra e la biblioteca poco distanti”.

Un incontro che non lo ha affatto spaventato, anzi: “Ho fatto fatica a riaddormentarmi perché non riuscivo più a smettere di ridere”, conclude Don Roberto.

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