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Atalanta, è stato un mercato difficile: persa qualità, ma Sartori merita la sufficienza

Non è arrivato il bomber, ma nel complesso la rosa più lunga e gli innesti fatti sono un bel segnale per la stagione appena iniziata. E Spinazzola? Si metta il cuore in pace e cerchi di ricostruire il rapporto con i bergamaschi

Una premessa a sgomberare il campo da equivoci: il mercato era facile per l’ Atalanta? Chi l’ha mai detto. Proprio perché ricca di giovani talenti esplosi nella stagione appena conclusa, ahimè ognuno con le proprie ambizioni e soprattutto con quelle del mondo che li circonda, non è stato come percorrere una Brebemi libera dal traffico.

Per questo si vedono luci ma anche ombre che generano qualche osservazione.

La rosa risulta allargata ma non numerosa, cosa che Gasperini non gradisce. Servirà, a patto che la utilizzi pienamente. Non è mai stato nel suo dna. Diverse le alternative, non tutte di qualità, e in picchiata come età media, non oltre i 24 anni. Un risultato quest’ultimo molto positivo da riconoscere al lavoro di Sartori.

Nell’insieme la rosa ha perso in qualità, via Conti, Kessie e senza Gagliardini, il solo Ilicic a compensare il gap. Non è molto. Palomino e Gosens a parte, già utilizzati (il primo sembra di sicuro affidamento), il valore dei vari Cornelius, Haas, Schmidt, Castagne è tuttora da verificare.

Voto complessivo appena sopra la sufficienza.

Importante essere consci che margini di crescita dopo il quarto posto dell’anno scorso non possono esistere.

Gasperini aveva chiesto due sole cessioni, oltre alla conferma di Gomez. È stato accontentato, anche nell’adeguamento dell’ingaggio. Lo avrei trattato meglio. Visto quanto concesso al Papu. Non dimentichiamo che l’artefice dei risultati calcistici e di bilancio è lui. Non i giocatori.

Mi rimane un ulteriore interrogativo, il periodo di ambientamento per i molti stranieri proveniente da campionati diversi.

Solo in questa logica interpreto il grosso sforzo economico fatto per il ritorno di de Roon. Rimango dubbioso possa essere il centrocampista con le caratteristiche che cercava Gasperini.
Mi auguro che le diversità di vedute tra il mister e Sartori siano uno stimolo per confermare i risultati e non motivo di attrito. L’anno scorso sappiamo come è finita con Paloschi, che per altro non gioca nemmeno con la Spal.

Non è un segreto che Gasperini avesse chiesto uno che la butti dentro. Petagna proprio non vede la porta, Cornelius per ora non meglio, non serve il pallottoliere per capire fin d’ora che mancheranno i gol di Conti. Ammesso che Caldara si ripeta e soprattutto il Papu arrivi almeno in doppia cifra, non oso sperare in una replica dei 16 centri.

Per questo non faccio salti di gioia di fronte alle scelte di mercato, di fronte a plusvalenze che raggiungono quasi i 100 milioni mi sarei aspettato uno sforzo maggiore per una prima punta. Pavoletti lasciato andare al Cagliari con meno di quanto speso per De Roon appare un errore di strategia. Sarebbe bastato pure inserirsi nelle malinconie di Borriello.

Sento dire che la società ha un ripensamento dopo la stucchevole vicenda Spinazzola sulla politica dei prestiti biennali. Prima che nasca un caso Orsolini, qualcuno dovrebbe spiegarmi allora Bastoni all’Inter ancora con la stessa scelta. E il ragazzo sarebbe l’ideale erede di Caldara.

Sul caso Spinazzola mi limito a stare dalla parte di chi crede e vuole che i contratti si rispettino sempre. Percassi è il capo azienda che sa cosa intendo. Gli imbarazzanti messaggi di Spinazzola accompagnati non tanto sotto traccia dalle affermazioni di Marotta meritavano una risposta concreta.

Percassi e Gasperini lo hanno fatto. Con stile. Davide Lippi procuratore di Spinazzola, non altrettanto, ha dovuto abbozzare.

Ora è tempo che il ragazzo capisca che l’unico treno che passa è quello di cospargersi il capo di cenere e di ricostituire il rapporto con lo spogliatoio e con una città laboriosa, altrimenti la partita si vede bene anche dalla tribuna e la nazionale su RaiUno.

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