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Francesco Gabbani non è una meteora. E dal vivo lo dimostra

"Giacca rosso fiammante come la chitarra elettrica, t-shirt bianca e pantaloni neri: eccolo davanti a noi, la folla già scaldata dal suo sorriso magnetico e dal suo caloroso saluto." L'emozionante concerto di Francesco Gabbani al Bum Bum Festival raccontato da Milena Zucchini

Al Bum Bum Festival, evento organizzato a Trescore Balneario che ospita famosi artisti della musica italiana, nella serata di sabato 26 agosto, si è esibito davanti ai circa 3000 fans Francesco Gabbani.

L’attesa per l’ entrata trionfale del cantante era snervante: per un’ora hanno suonato tre band di giovani emergenti. Tutti ci auguravamo che finissero presto, ma sembrava che facessero apposta: quella che noi credevamo fosse l’ultima canzone, in realtà era soltanto una delle tante della serie, interessante ma noiosa rispetto a ciò che ci aspettava.

Giacca rosso fiammante come la chitarra elettrica, t-shirt bianca e pantaloni neri: eccolo davanti a noi, la folla già scaldata dal suo sorriso magnetico e dal suo caloroso saluto.
Durante il concerto, in cui Francesco Gabbani ha cantato venti canzoni, la maggior parte tratte dal nuovo album “Magellano”, era un’ emozione unica averlo proprio a qualche metro di distanza: tutta la sua energia, la sua simpatia e la sua ironia ti inondavano ad ogni canzone. Percepivi sulla pelle quel suo grande amore per la musica: ogni volta era un’esplosione di energia, una forte immedesimazione nel brano che interpretava, il desiderio continuo di interagire col pubblico, ora con il microfono teso davanti a noi, ora con quei passi di danza, simpatici e singolari, che ci strappavano un sorriso e che ci facevano emozionare perché straripavano di una forte vitalità e di una passione viscerale per quello che stava facendo, e tanti sicuramente come me sentivano quelle sue emozioni e ne erano contagiati. Ti potevi voltare ed eri circondato da persone che ballavano, urlavano a squarciagola le varie canzoni e anche tanti complimenti, che ondeggiavano le braccia a ritmo di musica, anzi potevi vedere solo queste braccia che per metri e metri si perdevano in lontananza tutt’attorno a te.

Bellissimo è stato quando un po’ tutti noi giovani ragazzi e i bambini piccoli con i genitori alzavano orgogliosi e compiaciuti gli striscioni offertici all’ entrata su cui campeggiavano delle parole tratte da un suo singolo,”Eternamente Ora”. E ancora quando abbiamo acceso un po’ tutti all’ unisono nella penombra le torce dei nostri cellulari come romantico accompagnamento.

Io ero estasiata: oltre a cantare e a suonare magistralmente la chitarra e il pianoforte,  e talvolta anche la batteria con il fratello batterista,ciò che mi colpiva era sentire come la musica e il brano musicale fossero un tutt’ uno, si percepiva la consonanza di ciò che stava esprimendo attraverso il suono e la parola. Ho sempre avuto questa sensazione ma ora lo era all’ ennesima potenza: vedere lui in carne ed ossa che articolava con le labbra quelle parole e che le accentuava con i gesti e l’ espressione facciale, era sensazionale!

Beh, tanti non lo sapranno, ma Francesco Gabbani, prima di vincere San Remo 2016 nella categorie “Nuove Proposte”e San Remo 2017 nella categoria “Big”, ha fatto una lunga gavetta di sedici anni con pochi successi per l’ invidia e il mancato riconoscimento nei suoi confronti di tante case discografiche.n Quindi oggi non può che essere un grandissimo cantautore (in parte aiutato dal fratello Filippo, batterista della sua band) e un cantante talentuoso. Sa combinare suono e parola secondo vari registri (romantico, ironico,sarcastico e filosofico) e secondo vari generi musicali (pop,elettronica e elettropop) in base a quale sia il significato da rivelare della canzone.
Perché infatti i più si limitano a trovare divertimento nelle sue canzoni, non riuscendo invece ad osservarvi il senso di esse, composto in modo fine ed eccelso, tra le note della canzone.
Lo stesso artista ha rivelato in un’ intervista, dove lo si elogiava per il successo del suo singolo ” Occidentali’s Karma”, ritenuto un semplice tormentone estivo, che vorrebbe che questo suo brano, come rappresentante di tutti i suoi altri sia ricordato più che per l’ energia e la simpatia del brano, per il senso profondo della canzone.
Lui infatti, diploma classico, ha una vastissima cultura e una grande abilità tecnica nel comporre perciò ha davvero le potenzialità per esprimere un suo pensiero attraverso la musica.

Per esempio il testo di un altro suo brano che è diventato anch’ esso un tormentone,“Tra le granite e le granate” funge da leggera critica sociale: l’autore vuole sfatare il mito dell’ estate come stagione dedita allo svago totale,infatti essa recita “eppure non partiamo mai, ci allontaniamo solo un po’, diamo alla vita un’ ora perché al ritorno sembri nuova.” Inoltre il ritornello è scandito dal curioso “e-state”, non solo gioco di parole, ma monito alla società che vorrebbe vivere eternamente in estate e perciò lontano dalla realtà.
Un’altra canzone significativa dal mio punto di vista e sempre divertente è la sua “Pachidermi e Pappagalli”, in cui la critica sociale sottesa è più aspra: il cantante ci ricorda che spesso crediamo ai complotti e alle dicerie tanto da non vedere perciò una realtà “neutra” ma esasperata da quelle nostre infondate proiezioni su di essa.

Ma da fan sfegatata di Francesco Gabbani quale sono, vi consiglio di ascoltare anche le sue canzoni romantiche, le mie preferite come “Maledetto Amore”,” Come l’aria” e “Immenso”, nelle quali la profondità dei sentimenti espressi è accentuata da una voce avvolgente e pacata (insolita a primo impatto per il Gabbani che superficialmente si conosce), che si colora anche di un tono graffiato.

Insomma passione viscerale, talento straordinario e visione critica della realtà fanno di Francesco Gabbani un grandissimo artista, per me il migliore in assoluto. Spero di vederlo tante altre volte a SanRemo, magari per vincere o arrivare in alto alla classifica, o comunque spero vivamente che lui componga tante altre canzoni che possano far riflettere la società e aiutarla a riacquistare quello spessore morale che negli anni un po’ è decaduto.

Fotografie di “Bum Bum Festival” – Pagina Facebook

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