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Ferrovia Val Seriana, 50 anni fa la chiusura: a che punto siamo per la riapertura

Il 31 agosto del 1967 si assisteva alla chiusura della linea ferroviaria della Val Seriana Bergamo-Clusone. Una decisione, quella di sopprimere i treni, che provocò parecchi malumori e tanta delusione

Cinquant’anni fa, il 31 agosto del 1967, si assisteva alla chiusura della linea ferroviaria della Val Seriana Bergamo-Clusone. Una decisione, quella di sopprimere i treni, che aveva provocato parecchi malumori e tanta delusione, così come racconta Sandro Moretti, ex responsabile del servizio autobus presso la stazione di Clusone: “Il servizio ferroviario era molto utile e la gente non aveva preso bene la notizia della soppressione. Diversi furono i problemi che scaturirono da questa decisione proveniente dai piani alti: ben novanta dipendenti furono licenziati; i più giovani presero in considerazione l’idea di conseguire la patente per poter guidare gli autobus, mentre altri funzionari vennero ricollocati in diverse attività lavorative, come le poste, gli ospedali e il Comune”.

Moretti ha sempre lavorato nel settore dei trasporti: prima alla stazione di Piazza Brembana in ufficio, poi a Bergamo e, infine, presso la stazione di Clusone. Come ricorda l’arrivo dell’ultimo treno? “Il 31 agosto del 1967 – racconta Moretti – ero presente all’arrivo dell’ultima littorina Clusone-Milano. Negli occhi dei tanti passeggeri si scorgeva un gran rimpianto, soprattutto da parte dei tanti capi stazione che vedevano sgretolarsi il loro mondo ed, in un certo senso, anche la loro vita. A seguito di tutto ciò vennero organizzate dalla popolazione anche diverse manifestazioni di protesta, ma il risultato finale non cambiò: si chiusero i battenti”.

A distanza di 50 anni, il discorso della ferrovia è un argomento che fa discutere ancora: nell’ottobre del 2016, infatti, è stato fondato il “Comitato prolungamento tram Albino-Vertova” che ha come obiettivo quello di portare la Teb fino a Vertova. Il comitato è stato costituito dai più grandi imprenditori della Val Seriana, tra i quali Angelo Radici, Antonio Percassi, Pierino Persico, Gianfranco Andreoletti e Silvio Albini, insieme alle Associazioni di categoria bergamasche, come Confindustria, Legambiente, Ance costruttori, Ggil-Spi Bergamo, Fai Autotrasporti, Ascom e Promoserio.

Riccardo Cagnoni, Presidente del Comitato al quale hanno aderito ben 11.400 promotori, illustra i vantaggi che possono scaturire dal trasporto su rotaia: “Gli effetti positivi sono immediati, diretti ed evidenti – afferma Cagnoni – si assisterebbe ad un miglioramento della viabilità grazie alla riduzione del traffico veicolare e ad un positivo impatto ambientale per effetto della riduzione dell’emissione di polveri sottili nell’atmosfera. Il tram viaggia infatti su una linea elettrica con emissione di CO2 in quantità pari a zero. La Teb contiene, attualmente, fino a quattro volte il numero dei passeggeri degli autobus: questo rappresenta un dato ulteriormente incrementabile. Inoltre, è garantita la certezza dell’orario di arrivo visto che si viaggia su corsie preferenziali non influenzate da traffico ed incidenti”.

Altri vantaggi sono indiretti e non immediatamente percepibili: “Come l’innescare meccanismi di riqualificazione urbana e di rigenerazione del tessuto urbano con il recupero di aree industriali dismesse e aree verdi abbandonate – prosegue il Presidente del Comitato – ma anche la creazione di impatti positivi sul turismo attraverso il collegamento con la città ed il futuro collegamento con l’aeroporto di Orio al Serio. Infine, sarebbe favorita anche la mobilità interna tra i vari paesi. La ferrovia renderebbe più attrattivo il territorio e, in particolare per le giovani coppie, sarebbe in grado di generare effetti benefici a livello demografico”.

A tal fine è in corso uno studio sulle esternalità positive che verrebbero generate dal prolungamento della tranvia fino a Vertova affidato, a giugno, dalla società gestore del servizio Teb Spa all’associazione temporanea di professionisti denominata “Trampiù”. Si tratta di una associazione multidisciplinare composta da architetti, sociologi, storici, consulenti finanziari e consulenti della pubblica amministrazione, con l’obbiettivo di misurare i benefici che deriverebbero dalla realizzazione dell’opera. I risultati dovrebbero essere presentati ad ottobre. Lo studio di fattibilità è stato finanziato con 50mila euro dalla Comunità Montana Valle Seriana, dal Comune di Vertova e dalla Provincia di Bergamo.

Non tutti sono d’accordo, c’è anche chi è contrario al prolungamento del tram, in quanto sono stati riscontrati anche effetti negativi, così come racconta Alberto Ongaro, capo gruppo di maggioranza del Comune di Gazzaniga e capo gruppo Lega Nord nella Comunità Montana Valle Seriana: “Il comune di Gazzaniga non è contrario a priori alla Teb, ma valutando l’impatto urbanistico che potrebbe ricadere sul nostro paese abbiamo riscontrato dei problemi che ci sono stati segnalati anche dagli stessi residenti. Il tram andrebbe a passare sul vecchio tracciato dell’ex ferrovia e, per ora, nel pgt non è previsto alcun percorso alternativo. Questo creerebbe varie problematiche: verrebbero meno dei parcheggi presenti nel nostro paese perché l’ex ferrovia passava proprio in questa zona ora dedicata alle auto; questi parcheggi sono vitali per il centro di Gazzaniga e per i suoi commercianti. Inoltre, perderemmo via 24 Maggio, dietro all’oratorio, dove i residenti hanno i loro ingressi: il problema è stato riscontrato sin da subito. Queste zone, dopo il federalismo demaniale del 2012, non sono più di proprietà del demanio, ma appartengono al comune di Gazzaniga: noi paghiamo l’affitto al demanio per queste aree e i residenti che le hanno prese in affitto pagano al comune; andremmo quindi anche a perdere queste entrate”.

Ongaro esprime il suo giudizio negativo anche per quanto riguarda l’impatto ambientale e di bonifica: “La Teb non viene utilizzata dagli imprenditori che, quindi, farebbero a meno di usare le proprie automobili, ma è frequentata soprattutto da tanti studenti; molti di loro non hanno la patente, non ci sarebbe quindi la tanto auspicata riduzione del traffico stradale e, di conseguenza, non si avrebbe una riduzione dell’inquinamento ambientale. La tramvia è utilizzata, per altro, da tanti extracomunitari, la maggior parte non in possesso della patente di guida. Ultimo aspetto da non sottovalutare sono i problemi di ordine pubblico che spesso e volentieri si verificano lungo il tracciato dei tram”.

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