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Mayweather batte McGregor: “Un (ricco) finale già scritto”

Mcgregor vs Mayweather. Il commento di Guido Sacerdote del match di pugilato del secolo

E rieccoci! Non proprio lucidissimi a causa della levataccia di stanotte, ma comunque pronti a commentare tutti insieme appassionatamente il (triste) match avvenuto ieri sera nella T-Mobile Arena di Las Vegas.

Come volevasi dimostrare, e come largamente pronosticato da chiunque masticasse un minimo di pugilato, McGregor le ha prese, e pure tante.

Ciò a cui abbiamo assistito non è altro che uno spettacolo di mezz’ora di cui tutti sapevamo già l’epilogo, un po’ come quando si riguardano per l’ennesima volte le cassette impolverate del matrimonio dei nonni, disperse chissà dove in soffitta.

Quello che si è visto ieri notte non è altro che un buffo teatrino organizzato per fini commerciali, dove uno dei due lottatori (Conor) vestiva i panni della marionetta testarda che in ogni modo cerca di vincere contro il suo burattinaio (Floyd) che però, quasi divertito, lo girava e rigirava a suo piacimento.

“Eh ma McGregor ha retto per più di 10 round, non tutti ci sarebbero riusciti!” si sente urlare dal fondo della stanza.

Sì beh… non proprio.
Fino al 5º round, forse, The Notorious poteva avere ancora qualche briciolo di possibilità di vincere, ma a partire dalla metà della 6ª ripresa il fighter UFC è andato in affanno, non teneva più alta la guardia, faticava a sferrare anche il più semplice dei diretti e, a causa della scarsa preparazione atletica sui 12 round, cercava sempre più frequentemente “l’abbraccio” con l’avversario, commettendo talvolta anche delle scorrettezze. Da questo punto in poi infatti si è assistito al più classico gioco del gatto col topo, dove il predatore si trastulla un po’ con la preda solo per darle la vana illusione di poter sopravvivere (o fors’anche perché “l’incontro più emozionante del secolo” non poteva durare solo 5 round)

Floyd, dal canto suo, probabilmente si sarà divertito, visto che per lui questa, non è stata altro che una sessione di riscaldamento, e forse neanche delle più faticose. Per tutto l’incontro lo statunitense ha infatti diretto i tempi a suo piacimento, il ritmo aumentava o diminuiva quando lo decideva lui, senza che Conor potesse opporre la ben che minima resistenza. Se poi pensiamo che con questa piccola sessione di sparring Floyd si è portato a casa la bellezza di 100 milioni di dollari e che ha avuto modo di battere il record di un colosso come Rocky Marciano è presto detto che questo incontro, in cui ricordiamo, non c’era NIENTE in palio, se non l’onore, sia stato una manna dal cielo per lui.

“Eh ma l’arbitro li ha interrotti troppo presto!” controbatte il solito signore laggiù.

Ma meno male, aggiungo io. Fossero andati avanti a questo ritmo si sarebbe sempre più concretizzato il pronostico che vedeva McGregor ritirarsi definitivamente dal mondo dello sport dopo questo match, il che sarebbe il peccato viste le sue innegabili potenzialità e la sua giovane età.

Quindi, tirando le somme e prima che il solito signore possa urlare “e Renzi ke fa?”, concludo dicendo che il match non è stato altro che una triste e becera “marchettona”, attorno alla quale si era creata un’insensata attesa, e che è stata cucita ad arte per fruttare milioni di dollari agli organizzatori dell’evento.

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