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L’Atalanta cerca l’impresa-bis: a Napoli servono attaccanti cinici

Al San Paolo Gasperini deve fare tesoro delle prime indicazioni arrivate dalla sfida con la Roma, positive e negative: per ripetere l'impresa dello scorso anno serviranno intelligenza tattica e freddezza.

La prima giornata del campionato ci ha consegnato una Dea complessivamente positiva. Non è arrivato il risultato, la Roma ha vinto (immeritatamente) ma, tenuto conto che era la gara d’esordio e che giocavano diversi nuovi giocatori, la squadra non si è mossa male. Dare giudizi dopo una sola gara è difficile e probabilmente inutile e l’andamento dello scorso torneo dovrebbe insegnarcelo.

A solo titolo di esternazione, l’unica sensazione è che, almeno al momento, Gosens ed Hateboer non valgano Conti e Spinazzola, ma c’è tempo per migliorare ed il nostro stratega in panchina avrà certamente fatto tesoro di queste prime indicazioni venute dal campo.

Il problema è che domenica, nella prima trasferta del torneo, l’Atalanta avrà di fronte quella che, insieme ai campioni in carica, è a mio avviso la squadra più forte del campionato ossia il Napoli di Sarri.

Lo scorso anno fu un trionfo, grazie alla straordinaria doppietta di Caldara. Ma purtroppo anche questa impresa va solo inserita negli annali, quest’anno quasi certamente sarà un’altra solfa. Dubito fortemente che i partenopei si facciano trovare impreparati di fronte a questo impegno e che si facciano cogliere di sorpresa come accaduto nello scorso torneo.

La squadra di De Laurentis è fortissima: ottima a centrocampo e micidiale in attacco con i suoi folletti Mertens, Insigne e Callejon. Il reparto arretrato è forse quello meno temibile e, fortunatamente per noi, non potrà contare su Hysaj, squalificato. La speranza è che i nostri punteros, soprattutto il Papu, possano sfruttare al meglio le poche occasioni che si presenteranno.

Al contrario dei partenopei, però, il reparto difensivo nerazzurro è forte ed affidabile e potrebbe rivedere inoltre in azione anche l’eroe del 2016 Mattia Caldara, che sembra aver recuperato condizione fisica.

Sarà anche una sfida molto tattica, a colpi di schemi e contro schemi, visto che Sarri ed il Gasp sono due dei tecnici più preparati dell’intero panorama nazionale.

E poi c’è l’incognita Spinazzola, che, ormai è certo, resterà a Bergamo un altro anno e, contrariamente a domenica scorsa, ha risposto alla convocazione. Se il mister saprà (ri)motivarlo (certamente c’è anche il suo zampino sul fatto che l’ala abbia deciso di restare), avrà a disposizione un’arma in più nel proprio arsenale offensivo. Speriamo in bene.

Dunque sotto col Napoli, anche se in questi giorni la mente dei tifosi nerazzurri fantastica sulle trasferte europee: certo, sarà un girone durissimo, ma giocare a Liverpool e Lione non capita tutti i giorni.

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