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“Bum Bum Festival” fa il botto: Gabbani piace e stupisce foto

Un ospite d'eccezione al festival musicale "Bum Bum Festival" a Trescore Balneario: Francesco Gabbani. Il nostro Cristian Acquaroli, classe 1995, era tra il pubblico

Giovani e adulti. In molti sabato 26 agosto si sono dati appuntamento al “Bum Bum Festival” di Trescore Balneario che, nel venticinquesimo anno dalla sua fondazione, ha avuto la presenza di un cantautore eccezionale: Francesco Gabbani.

Vincitore con “Amen” al Festival di Sanremo 2016 nella categoria “Giovani proposte”, Gabbani è uscito vincitore anche alla 67esima edizione sanremese con il brano “Occidentali’s karma”, singolo contenuto nell’album “Magellano”, uscito il 28 aprile 2017. Due ore di concerto senza interruzioni, con tanta allegria e con battute scherzose che, come ci ha abituato nell’album “Eternamente ora”, si alternano a momenti di vera poesia.

Il concerto, iniziato con la canzone “Magellano” e proseguito toccando anche la canzone “Susanna” di Adriano Celentano e “Vengo anch’io” di Enzo Jannacci, è proseguito con canzoni dei tre album di Gabbani, facendo sussultare i numerosi “gabbaniani” che popolavano l’intero parco. I momenti più significativi del concerto sono stati sicuramente quelli che hanno visto il cantante cantare “Amen”, “Occidentali’s karma” e “Tra le granite e le granate”.

La prima delle tre canzoni sottolinea il carattere tanto sofferente quanto superficiale della nostra società. Davanti alla moda più malsana che la coinvolge (rappresentata simbolicamente dai “trafficanti d’organi” e dalle “razzie dei vandali”), l’umanità sembra deresponsabilizzarsi, far crescente solo l’attesa di un miracolo sganciato dall’operato umano, arrivando così ad un Amen spogliato del suo valore spirituale più profondo. L’attenzione data alla contrapposizione tra interiorità ed esteriorità continua per tutta la canzone fino al desiderio umano di creare un mondo dove vivere “in armonia con gli uccelli del cielo e i pesci del mare” e dove “la terra spontanea donava i suoi frutti in abbondanza, non vi era la guerra, la morte, la malattia, la sofferenza”. Tutto finisce con l’uomo che si sveglia da questo sogno, emblema di tutte quelle volte in cui si desidera il cambiamento, senza tuttavia agire in prima persona per esso.

In “Occidentali’s karma” Gabbani volge uno sguardo compassionevole a quest’umanità (o disumanità?) sempre più virtuale e desiderosa di un’impossibile libertà assoluta, sganciata da qualsiasi relazione e attenta solamente a quello che fa più audience. In tutto questo cammino privo di pause e silenzi basta il grido di un mantra per creare scompiglio e far inciampare l’evoluzione con tutta la sua sovrastruttura, svelando così all’uomo la sua vera identità: una “scimmia nuda” che balla.

Il singolo estivo “Tra le granite e le granate” esprime bene quanto viviamo proprio in questo periodo dell’anno. Partiamo, infatti, pur sapendo che “non partiamo mai, ci allontaniamo solo un po’, diamo alla vita un’ora perché al ritorno sembri nuova”. Anche in questa canzone torna il sembrare, l’apparire, la “logica delle granite” che, anche se si cambia il suolo sotto le suole, si trasforma in “logica delle granate”, in logica della quotidianità sempre uguale.

Gabbani piace e stupisce in continuazione. Ma dove sta l’arma del suo successo? Dietro alle parole semplici, ai ritmi musicali basati su assonanze, consonanze e rime varie, il cantautore di Carrara sfodera l’invincibile arma dell’ironia e della conseguente semplicità. Attraverso questi elementi decisivi per le sue canzoni Gabbani indaga le dinamiche sociali, l’indifferentismo in particolari contesti vitali, il crescente relativismo privo di decisioni…

Tuttavia Francesco nelle sue canzoni non demotiva l’uomo, ma arriva ad infondergli quel coraggio e quella speranza per tornare nuovamente a Vivere e considerare quella dignità che, misura dell’agire umano, in “Foglie al gelo” viene vista “come neve bianca al sole”.

Fotografie di “Bum Bum Festival” – Pagina Facebook

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