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Sorteggi da incubo per l'Atalanta? "Noi siamo bergamaschi e non conosciamo confini" - BergamoNews
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Sorteggi da incubo per l’Atalanta? “Noi siamo bergamaschi e non conosciamo confini”

"È andata male sulla carta all'Atalanta di Gasperini che però ha dimostrato di non conoscere confine." Il commento del nostro Luca Andreini, classe 1997

Non c’è giusto o sbagliato nella lotteria dei sorteggi, senza dubbio al pari di quella dei rigori, o almeno ci piace credere così.
È andata male sulla carta all’Atalanta di Gasperini che però ha dimostrato di non conoscere confini.

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Al Grimaldi forum i nero azzurri finiscono nel gruppo E con Lione, Everton e Apollon Limassol, una delle certezze inattaccabili è che girone peggiore non poteva capitare, un’altra certezza che potremmo ancora per poco definire soggettiva è che chi scrive di incubo per l’Atalanta dovrebbe cambiare mestiere.

Il messaggio di presidente Percassi è chiaro sin dalle prime dichiarazioni: “È stato un sorteggio tosto, ma partecipare serve a far crescere il club. Speriamo di far bella figura”. Questa pacata reazione pronta a far stizzire i paladini del ranking è però figlia di una realtà ben conosciuta, nel bene e del male, dalla sua gente, la stessa che sa che le sorti del campionato sono certamente il primo obbiettivo per la squadra e che l’Europa è utile ad un percorso pragmatico per una società in crescita e modello sì, oltre che ostico avversario, per il panorama del continente.

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Nel dettaglio: è sin da piccoli che in casa il valore atalantino, quel sentimento giusto, viene trasmesso di generazione in generazione, da padre in figlio, di figlio a fratello così da potere apprezzare la cultura calcistica locale e poter dire che le competizioni di questo genere sono sempre più adatte non solo al generico valore immediato delle squadre italiane ma anche a qualificazioni di crescita utili a maturare sempre più realtà appartenenti ad un calcio che cambia, come l’Atalanta, il Sassuolo oppure il Salisburgo, le così dette piccole e medie provinciali.

Certo è quindi che questo ragionamento, quello che sostiene che Everton, Lione e Limassol siano le squadre giuste sul percorso della Dea (non a caso bendata) che tanto ha bisogno di clima e gioco internazionale di livello più che di procedere con “facilità” in Europa League, può sembrare affrettato ma pensare a gradini è sempre stata cosa buona dalla parti di Zingonia, sinonimo di confermata solidità dopo il caso Spinazzola.

Proviamo a vederla così, lontani da coloro che inculcano incubi prima di partire, perché siam bergamaschi e non conosciam confine, nemmeno lontani dal Brumana, pronti a giocare l’Europa che ci è spettata, sempre con quel sentimento giusto.

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