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Il doppio ex Mutti: “Napoli? I più forti, ma temono l’Atalanta come fosse la Juve”

Parla Lino Mutti, doppio ex della sfida del San Paolo, nell'Atalanta prima giocatore e poi allenatore e vent'anni fa sulla panchina dei partenopei, anche se per pochi mesi

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“Contro la Roma è mancata un po’ di velocità, di imprevedibilità sugli esterni, anche se i sostituti di chi se n’è andato hanno fatto un’ottima partita. Ma il risultato è bugiardo, guardiamo alla prestazione e quindi con fiducia a Napoli: trasferta a rischio, però l’Atalanta deve fare l’Atalanta, come sempre”. Parla Lino Mutti, doppio ex della sfida del San Paolo, nell’Atalanta prima giocatore e poi allenatore e vent’anni fa sulla panchina dei partenopei, anche se per pochi mesi. Il tecnico di Trescore non perde una partita dei nerazzurri e ribadisce la sua stima per la squadra di Gasperini, senza farsi condizionare dal debutto negativo: “Io vedo una squadra ben rodata, sulla falsariga dello scorso campionato. Chiaro che bisogna migliorare, però ho visto una squadra cosciente delle proprie possibilità. Sottolineo: non guardiamo al risultato ma alla prestazione e allora dico che mancava Kessie e però Cristante ha giocato una grande partita, avete visto anche il rendimento di Palomino al posto di Caldara. Perciò alcune verifiche sono state importanti e positive, speriamo anche nel rientro di Spinazzola per ricomporre alcuni meccanismi”.

Tema spinoso, chiaro che negli anni Settanta e Ottanta, quando Mutti giocava (1981-84 all’Atalanta) i contratti dei calciatori avevano ben altro valore. “E io sono venuto a giocare in B all’Atalanta perché ci tenevo”, ricorda Lino “pur avendo altre offerte, ma volevo giocare nella squadra della mia città. Adesso… beh lasciamo perdere”.

Parliamo di attaccanti. Mutti da ex attaccante cosa pensa di Petagna, di nuovo in discussione? “Ma non esiste il problema. Se guardiamo al rendimento dell’anno scorso, Petagna è un giocatore fondamentale, inamovibile sotto tanti aspetti. Fa salire la squadra, parte da lontano. Certo, il gol è fondamentale per tutti gli attaccanti, però io dico che non c’è un attaccante alla Petagna in serie A. Con lui l’Atalanta è arrivata quarta, chiaro che devono crescere anche gli altri, ma i gol verranno anche per Petagna”.

Le novità Ilicic e Cornelius quanto saranno utili? “In una stagione così impegnativa bisogna avere alternative pronte. Ilicic può risolvere la partita in qualsiasi momento, Cornelius ha grande fisicità e verrà molto utile. Ilicic può anche fare l’interno in un centrocampo a tre con due mediani, anche se non garantisce una copertura come Kurtic. Può anche fare la punta esterna”.

Il problema è che si va ad affrontare la squadra forse più forte in questo momento. “Il Napoli è la squadra più in forma, ha fatto un ritiro solido dovendo affrontare i preliminari di Champions e va già a mille, nel pieno delle sue funzioni. Vero che i due ko dell’anno scorso li mettono in apprensione, temono tantissimo l’Atalanta, come se fosse la Juve: sicuramente non la sottovalutano”.

Sarà difficilissimo ripetere l’impresa con la doppietta di Caldara? “A volte certe tradizioni si ripetono e la positività dell’anno scorso magari te la porti dietro. Certo loro hanno anche alternative, il recupero di Milik è un punto a loro favore, la squadra è anche più equilibrata. Al Nizza non hanno quasi mai fatto vedere palla, però quando perdono palla loro, possono diventare vulnerabili. Bisogna riuscire a colpirli in quei momenti”.

Sarri è considerato il miglior allenatore italiano, Gasperini è suo degno rivale? “I tecnici migliori sono loro, Sarri ha saputo portare grande serenità in un ambiente molto esigente e offrire qualità di gioco. Considero il Napoli nella griglia del campionato davanti a tutte a livello di Juve e Roma, poi le milanesi che devono ricostruire. Gasperini ha portato l’Atalanta al quarto posto e quindi tanto di cappello: l’Atalanta deve puntare a fare meglio possibile in Europa, sarebbe bello vederla tra le protagoniste. E in serie A pensi ad arrivare tra le prime dieci, giocando senza ansia”.

Insomma, a Napoli cosa dobbiamo aspettarci? “L’Atalanta deve giocare senza problemi, è una partita difficile ma lo sarebbe anche giocare a Crotone. Non bisogna mai sottovalutare nessuno. Giocare a Napoli è un rischio, però l’Atalanta deve esprimersi con disinvoltura e con le sue caratteristiche come ha sempre fatto: dovrà fare l’Atalanta”.

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