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Trenord, giugno da dimenticare: quattro linee bergamasche tra le più inaffidabili foto

Pubblicati da Trenord i dati relativi all'indice di affidabilità: sedici linee lombarde hanno totalizzato ritardi e cancellazioni sopra la media. Per il mese di settembre i pendolari di tali direttrici hanno diritto ad uno sconto del 30% sul prezzo dell'abbonamento mensile o settimanale.

“Nel mese di Giugno 2017 i treni di una direttrice del Servizio Ferroviario Regionale non hanno rispettato lo standard minimo di affidabilità previsto dal Contratto di Servizio, gli abbonati della seguente direttrice potranno pertanto acquistare l’abbonamento mensile di Settembre 2017 con uno sconto del 30% oppure richiedere il Bonus alla scadenza di validità dell’abbonamento annuale”: si legge in un comunicato di Trenord.

Un buono sconto per i disagi affrontati dai pendolari, una buona notizia (verrebbe da pensare). Ma poi, scorri l’elenco, leggi e strabuzzi gli occhi perché scopri che sono addirittura sedici le linee lombarde che nello scorso mese di giugno hanno accumulato ritardi e cancellazioni sopra la media. E anche la buona notizia diventa una magra, magrissima consolazione per coloro che usufruiscono ogni giorno del treno per motivi di lavoro, studio o altro, e ricorderanno a lungo il mese di giugno come uno dei mesi più neri dal punto di vista degli spostamenti e dei disagi.

Lo hanno chiamato “Indice di affidabilità” il valore che tiene conto di ritardi e soppressioni dei treni della direttrice e “quando il valore dell’indice di affidabilità supera lo standard minimo previsto dai Contratti di Servizio, scatta il diritto al bonus per i possessori di abbonamento ferroviario mensile e annuale a Tariffa Ferroviaria Regionale”. Molto più realisticamente il comitato pendolari Como-Lecco lo ha ribattezzato indice di “INaffidabilità”.

Le sedici direttrici che hanno superato lo standard minimo di affidabilità previsto dal Contratto di Servizio sono: Domodossola-Gallarate-Milano, Chiasso-Como-Monza-Milano, Lecco-Molteno-Como, Lecco-Bergamo-Brescia, Bergamo-Carnate-Milano, Seregno-Carnate, Bergamo-Treviglio, Cremona-Treviglio, Brescia-Piadena-Parma, Brescia-Cremona, Stradella-Pavia-Milano, Mortara-Novara, Pavia-Torreberetti-Alessandria, Pavia-Mortara-Vercelli, Voghera-Piacenza, Lecco-Carnate-Milano. I picchi si sono registrati sulla linea Lecco-Molteno-Como e la Brescia-Piadena-Parma con un indice di affidabilità rispettivamente del 12,38% e del 12,04% rispetto allo standard minimo del 5%.

Ai disservizi già sopportati e noti come carrozze insufficienti a contenere tutti, mancanza di aria condizionata d’estate e riscaldamento d’inverno, sporcizia e continui ritardi, giugno è stato il mese dei tanti treni “cancellati” per il caldo, con una media di 82 soppressioni al giorno. I problemi registrati sono dovuti all’accoppiata tra l’età (avanzata) di numerosi convogli (quasi la metà ha più di 35 anni) e proprio il caldo. Per i treni dotati di aria condizionata che va in tilt non resta altro che la cancellazione, visto che, tra l’altro, in questi convogli i finestrini non si possono abbassare.

È di luglio l’invio da parte del Comitato Pendolari e Viaggiatori lombardi di una lettera in Regione, indirizzata al Presidente Maroni e all’assessore ai trasporti Sorte e a Trenord all’AD Farisè che sottolinea sconcerto e disappunto: “Un tasso di soppressioni record, mai viste così tante nella storia di Trenord. Se non in un caso, quando cinque anni fa il sistema collassò. Desideriamo esprimere chiaramente il nostro sconcerto rispetto a una gestione del servizio pessima e chiedere chiarimenti rispetto alle notizie trapelate in questi giorni tra i viaggiatori e il personale dell’eventualità di una chiusura programmata di intere linee voluta dall’azienda per l’incapacità di far fronte alla situazione di caldo. Ci chiediamo –scrivono i rappresentanti della rete di viaggiatori– se sia veramente l’afa il problema di un’azienda che opera in Lombardia (le cui estati sono note ai più essere torride) o forse più un affanno, dovuto a una continua rincorsa di problemi mai risolti”.

Le difficoltà di giugno, senza pari per disservizi e cancellazioni, nascono a parere di chi viaggia tutti i giorni da problemi strutturali: “Il primo – scrivono i pendolari – è l’indisponibilità dei treni per evidente inadeguata e insufficiente manutenzione; il secondo problema strutturale, addirittura più grave del precedente che viene usato per mascherarne la portata, è l’indisponibilità cronica di personale viaggiante che si fa immancabilmente evidente nei tradizionali periodi di vacanza, come i giorni di Natale 2016 o il primo gennaio 2017, con picchi di cancellazioni che non possono essere attribuite ai guasti e ad un’azienda sana”.

E intanto Edoardo Bennato (con i pendolari lombardi), dal 1973 (anno della canzone) continua a chiedersi “Ma quando arrivi treno?”.

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