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Da Mosca alla Transiberiana: il viaggio di Seba e Claudio nella cabina del leggendario treno fotogallery

"Transiberiana. Solo il nome evoca miti, leggende, racconti di viaggi fantastici. Viverla però ha un altro sapore, come tutto del resto." L'emozionante terza puntata del viaggio di Sebastiano Rota e Claudio Stroppa dalla Russia alla Mongolia

“Io per ora ti saluto! Questa sera prenderemo il treno per Ulan Bator, ci metteremo 4 giorni e mezzo! Non so quando avremo al connessione! Ci sentiamo presto!”

“Lucia, eccoci sopravvissuti!”

Sebastiano Rota e Claudio Stroppa sono così. Spariscono per quattro giorni dai radar di internet per prendere la ferrovia transiberiana che dalla Russia li porta in Mongolia e ogni riga del loro racconto non può che far venire la pelle d’oca per l’emozione.

Ecco il resoconto della loro Russia cittadina e dei lunghi giorni trascorsi nella cabina del leggendario treno.

Mosca. 16/8/17

La capitale di quella che fu l’URSS ci si presenta alle 06:50 del mattino silenziosa e concentrata sul nuovo giorno che sta per iniziare.
La Piazza Rossa, teatro di numerosi avvenimenti importanti per la storia globale, si apre ai nostri occhi ricordandoci con la sua maestosità il perché la Russia è stata, ed è, una delle maggiori potenze mondiali.

Seba e Claudio_ Mosca

Dopo aver fatto una veloce colazione ci dirigiamo al Love Life Tattoo per effettuare la prima di tre scritte: Я путешествую, ovvero “Sto viaggiando”.
Le altre due le faremo rispettivamente a Ulan Bator e Pechino.

Visita al Cremlino, dove la rigidità russa si espone in tutto il suo sfarzo (mi sono beccato più fischi oggi dai poliziotti che in 15 anni di attività calcistica), visita al centro finanziario e cena ad Izmailovo, caratteristico centro in parte in disuso dove si gode di pace, tranquillità ed un ottimo cielo con il sole dietro l’orizzonte.
Piccola parentesi di panico. Oggi Claudio ha deciso di non salire sulla metro. Dopo dieci minuti d’attesa eccolo scendere dal secondo treno in arrivo. Un paio di insulti e si riparte.

Per la Russia “cittadina” ormai è tutto.
Questa sera ci attende dalla stazione di Yarovslavska (punto ufficiale d’inizio della Transiberiana) il treno che porterà direttamente ad Ulan Bator in Mongolia.

Data di arrivo 21 agosto alle ore 12 locali.
Quattro giorni e mezzo di treno in mezzo alla fredda e selvaggia Siberia, senza nessun tipo di connessione con il mondo Occidentale.

See you in Mongolia guys!

Seba e Claudio_ Transiberiana

Transiberiana. 21/8/17

Solo il nome evoca miti, leggende, racconti di viaggi fantastici. Viverla però ha un altro sapore, come tutto del resto.
Quattro giorni e mezzo in una cabina di due metri per uno e ottanta non sono semplici.

Il paesaggio siberiano sfreccia costante al di fuori del finestrino, presentando con precisione kantiana un’alternanza tra steppa e foresta.
Il letto, una lastra di ferro leggermente imbottita, più scorrono i km e più si irrigidisce sotto le scosse delle rotaie che in alcuni punti non sono sicuramente messe al meglio.
I pasti sono composti da cibo in scatola, specialmente zuppe da riscaldare con acqua calda di rubinetto. Lo stesso recipiente che prima conteneva la “prelibatezza” diventerà poi, adeguatamente lavato, il catino adibito per sciacquarsi capelli.
Ciò che è impressionante è lo scorrere del tempo: lento, inesorabilmente lento, in certi momenti senza esagerare ha toccato i limiti del manicomio.
Ogni minuto pesa sulla pelle, sulle palpebre e sulle ossa nella stessa maniera in cui in situazioni normali potrebbe pesare un’ora, specialmente più ci si avvicina alla meta. Diventa inevitabile quindi pensare e cercare risposte a domande poste all’interno del proprio io, isolato completamente da tutto ciò che comunemente chiami “Mondo”.
Di meraviglioso la Siberia ti regala il cielo al tramonto e l’arcata delle costellazioni nel profondo della notte.
Così tante stelle insieme, pronte a ricordarti l’infinita piccolezza che in fondo sono stati anche questi 8000km.
Questo per i primi tre giorni.

L’ultimo giorno ad Ulan Ude si è aggiunta a noi Lara, una ragazza argentina di 34 anni, veramente gentile e simpatica, che ci ha raccontato del suo viaggio e delle sue esperienze. Poco dopo con Battomor, ragazzo mongolo addetto alla traduzione dei documenti, abbiamo suonato Boulevard Of Broken Dreams dei Green Day.
Sempre lui mi ha chiesto la cortesia di insegnargli l’Hallelujah di Jeff Buckley: per me è stato un piacere enorme condividere ciò che so della musica con persone sconosciute.
Si è creata un’atmosfera magica: due italiani, un’argentina, un mongolo ed una madre cinese con la piccola figlioletta di un anno che sentivano ed apprezzavano la stessa musica, con un tramonto mozzafiato che ci stava dando il benvenuto in Mongolia.

Seba e Claudio_ Transiberiana

Piccoli consigli di viaggio:

– Non fate la tratta intera di quattro giorni e mezzo. Se potete, fermatevi ogni tanto in qualche paesino, a meno che non vogliate vedere scene da American Horror History
– Tra la zuppa da 1€ e quella da 20 centesimi buttatevi a capofitto su quella da 1€. La differenza di prezzo si sente eccome.
– Non perdete la carta d’ingresso in Russia. Non saranno molto contenti, fidatevi
– Nascondete qualsiasi orologio dalla vostra portata visiva e tattile
– Non comprate gelati in un baracchino di una qualsiasi stazione: il nostro era scaduto dal 21 marzo
– Nella stazione di Omshk ci sono Bud da mezzo litro a 1€ a bottiglia
– Se soffrite di mal di schiena portatevi un materassino imbottito
– Portatevi tante piccole attività da poter fare in modo da far passare circa 98 ore, cinque fusi orari compresi. Vi assicuro che anche dormire alla lunga diventerà noioso
– Siate cordiali con tutti e tutti saranno cordiali con voi
– Portatevi un compagno di viaggio adeguato, con cui andate veramente d’accordo. A differenza degli altri punti, però, in questo ero attrezzato ottimamente.

Seba e Claudio_ Transiberiana

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