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Caso Spinazzola: bravo Percassi a farsi rispettare, il ragazzo ora riconquisti l’Atalanta

Marotta si salva in corner citando un impegno morale che la Juve sembrava aver dimenticato, ora tocca all'esterno ex Perugia: dovrà farne di corse sulla fascia per riguadagnare la fiducia del popolo bergamasco

Salvate il soldato Ryan, un giro di parole, “È normale che faccia pressioni per venire da noi”: in questa maniera Marotta assolve Spinazzola. Da consumato diplomatico formalmente non rompe con i Percassi, dopo avere fatto di tutto per riprendersi il ragazzo, finisce per concludere: “Noi abbiamo assunto un impegno anche morale nei confronti dell’Atalanta di un prestito biennale che vogliamo onorare”.

Conclusione della querelle? Manca ancora una settimana alla fine del mercato e se le parole valgono come i contratti Spinazzola dovrebbe continuare a vestire la maglia nerazzurra.

Alla fine vince solo la linea della società: Percassi aveva più volte ripetuto che Spinazzola sarebbe rimasto. Con il rischio che i rapporti con la Juventus si siano incrinati.

L’ultimo a dire no alla Juventus fu Achille Bortolotti quando mandò Donadoni al Milan.

Dello stile Juventus rimane ben poco e Spinazzola, che mal consigliato aveva rifiutato più di una convocazione, dovrà farne di corse sulla fascia per riguadagnare la fiducia del popolo bergamasco.

Non mi scandalizzo. Ma non sarò di certo quello che si spellerà le mani per festeggiare il suo ritorno con la squadra.

Sto con Gasperini, che aveva dichiarato: “Il ragazzo perderà qualcosa. C’è tutto un mondo dietro”.

Nemmeno tanto nascosto richiamo agli interessi dei vari procuratori.

Dalla legge 91 del 4 marzo 1981 che determinò la fine del cartellino a vita e la successiva del 1991 denominata Bosnam sulla libera circolazione dei calciatori il mondo del calcio è cambiato molto. In peggio, devo pensare, se i principali attori hanno compreso che i contratti siano diventati carta straccia.

Mai come in questo ultimo mercato estivo si sono rinnovati casi di abbandono dei ritiri e rifiuti delle convocazioni. Penso a Conti e Spinazzola, ma serva ricordare in Europa i casi di Coutinho, pulcino nero all’Inter rinato a Liverpool, e dello stesso Dembelè del Borussia Dortmund, scomparso per giorni.

Tutto questo in Italia con il silenzio dell’Assocalciatori che risulta in stato di agitazione contro le decisioni del Consiglio Federale su ripescaggi, over e stipendi. Nemmeno una parola sull’atteggiamento di taluni suoi associati, proprio come se i contratti firmati avessero ancor meno valore dell’impegno morale, richiamato in corner dallo stesso Marotta.

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