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Scoprire le Orobie in moto, l’emozione curva dopo curva

Ilaria Mazzoleni, architetto bergamasco che vive tra Bergamo e gli Usa, ci regala questa riflessione su una giornata in motocicletta.

Ilaria Mazzoleni, architetto bergamasco che vive tra Bergamo e gli Usa, ci regala questa riflessione su una giornata in motocicletta alla scoperta delle Orobie. 

Ogni volta che spingiamo noi stessi un pochino oltre, il mondo ci offre molte emozioni. Che non significano comfort e piacere, ma pensiero evoluto ed attitudine nuova.

Ieri è stato uno di quei giorni. Predisposta da mesi e questo momento ho vissuto con felicità l’offerta di un giretto in moto, in luoghi ben conosciuti, con curve e vegetazione a me cara. Ma anche esteso poi ad un luogo che da anni desideravo visitare.

Così il viaggio è cominciato. Non un’iniziazione, ero già stata altre volte in moto, ma sì un’iniziazione a visitare il mio territorio in moto, con un ospite che non è “autista della domenica”, ma che della moto ha fatto la sua professione e che con essa ha un rapporto molto speciale, capace di trasmetterlo a chi “gli sta dietro”.
Il viaggiare “con le curve” mi ha dato la possibilità di essere finalmente quella motociclista che tutti nella zona tanto odiano. Sì, li odiano perché vanno forte, come vanno forte le bici, le auto e anche i pedoni distratti che stanno in mezzo alla strada. Non facciamo gioco forza sul dire che tutti, ma tutti, amiamo vedere il mondo dal nostro punto di vista!

E proprio per quello, il mettersi sul sellino, mi ha dato l’opportunità di guardarlo ieri da un altro punto di vista. Ed è stato magnifico, a momenti scomodo, ad altri pauroso, ma per lo più rilassante ed emozionante. Il sentire l’aria e i profumi del bosco avvolgerti e scomparire dietro di te, il vedere il mondo attorno come da una sfera di cristallo in rotazione. Tutto è stato emozione, anche la scivolata e ripresa (per fortuna!). Sospensioni, ammortizzatori, pneumatici, freni…. motore che romba e accelerazione, motore spento e silenzio. Le curve conosciute anticipate con il movimento di testa e corpo, quelle sconosciute temute con un sussurro dentro.

Certo tanto hanno fatto due fattori chiave: l’autista (grazie!) e il paesaggio scelto, curva dopo curva su e giù per le magnifiche Orobie, quasi deserte sotto il sole d’agosto.
Ieri, ho sentito e imparato molto!

Ilaria Mazzoleni

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