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Riparte il Volley Bergamo: “Ultimo anno con Foppapedretti, ma noi andremo avanti”

Parole di ottimismo dal dg Panzetti nel giorno della presentazione delle prime aggregate alla squadra: "Questa società deve avere un futuro"

Primo giorno di scuola per il Volley Bergamo, nel suo ultimo anno targato Foppapedretti come annunciato due mesi fa dalla proprietà. Presenti alla consueta chiacchierata di inizio anno con i giornalisti cinque atlete (Boldini, Cardullo, Imperiali, Marcon, Paggi), che da martedì 22 inizieranno il lavoro in palestra, oltre a Sylla, di passaggio poco prima dell’inizio della sua avventura con la maglia azzurra. Assenti Battista, Malagurski, Malinov, Popovic, Strunjak impegnate con le rispettive nazionali, che rientreranno alla spicciolata nelle settimane a venire. Problemi e ritardi inopportuni sono invece quelli legati alla schiacciatrice venezuelana Acosta, uno dei volti nuovi, per la situazione politico sociale della nazione sudamericana.

“Il fatto che sia l’ultimo anno con Foppapedretti – ha sottolineato il dg Giovanni Panzetti – non significa che sia l’ultimo anno del Volley Bergamo, sono ottimista e la società avrà un futuro anche dopo. La squadra di quest’anno è stata costruita con difficoltà puntando anche su giovani studiate o consigliate da osservatori amici, è stata molto rivoluzionata, gli obiettivi che ci poniamo sono quelli di disputare un campionato nella parte alta della classifica e speriamo di essere la sorpresa come già avvenuto altre volte negli anni passati quando non eravamo favoriti”.

Dopo l’era Lavarini, trasferitosi in Brasile, volto nuovo anche in panchina con Stefano Micoli, proveniente da Novara dove ha vinto lo scudetto come vice di Fenoglio: “Da bergamasco sento una grande responsabilità – esordisce il tecnico – ma la vivo con ottimismo e voglia di metterci grande impegno. Inizialmente ci concentreremo sul lavoro fisico aumentando i carichi di lavoro gradualmente anche se ho a che fare con molte giocatrici esperte che sanno gestirsi. Curerò io anche la preparazione fisica e, quando torneranno le ultime reduci dagli impegni europei a inizio ottobre, potremo iniziare a dare anche un’impronta di gioco. Mi piacerebbe vedere una pallavolo veloce nelle ripartenze, non per scimmiottare il gioco maschile ma per esaltare le qualità delle nostre atlete”.

La parola poi è passata alle ragazze con la veterana Paola Paggi ad annunciare che questo sarà il suo ultimo anno da giocatrice. Nonostante ciò rimane immutato il suo entusiasmo: “Ci ho pensato e credo sia il momento giusto, metterò la mia esperienza a servizio del gruppo, credo di essere un esempio soprattutto per le più giovani che si affacciano al mondo del professionismo anche se quando sono in palestra mi gioco il posto perché voglio scendere in campo. Avere un buon mix con giovani talentuose potrebbe diventare un’arma vincente. Mi piace molto la diagonale Malinov-Malagurski, Lia ha una famiglia alle spalle importante e una grande passione, sta facendo miglioramenti notevoli. L’opposta per anni ha fatto ottimi campionati e anche in Nazionale si è fatta valere”.

Paggi è pronta a lavorare con il nuovo tecnico: “Con Micoli ho già lavorato quando era vice di Fenoglio e mi trovo molto bene, da primo ha una grossa chance e ci metterà molta determinazione. Lavarini da tanti anni era qui e aveva bisogno di aria nuova perché gli servivano nuovi stimoli, per lui è la strada giusta per rimettersi in gioco”.

La schiacciatrice Francesca Marcon dopo tante battaglie da avversaria è pronta a lottare per la maglia rossoblù: “È un sogno giocare qui per la storia di questa società, ho respirato da subito un clima familiare all’interno di un team molto professionale. Sono una che non si accontenta mai e a 34 anni punto ancora a migliorarmi, cerco sempre nuovi stimoli. Come squadra daremo del filo da torcere alle favorite che sono Conegliano, Novara e Modena. Ci aiuteranno sicuramente i tifosi molto calorosi, in passato ho giocato a Busto e credo che il pubblico per passione e spinta sia simile”.

Infine Paola Cardullo, pronta da subito dopo l’ultimo anno condizionato da un grave infortunio: “Innanzitutto sto bene e il mio recupero lento è stato voluto e pianificato, necessitava di tempi di recupero lunghi. Con Suelen nessun dualismo ma entrambe abbiamo avuto i nostri spazi, io fino a gennaio non ero ancora al 100% e lei ha fatto benissimo. Il fatto che ci sia stata competizione è positivo perché ti stimola a dare il meglio. Quest’anno parto alla grande, ero stanca di stare male e dal punto di vista mentale è una liberazione. Il mix di giovani e esperte deve essere il nostro punto di forza, molte delle giovani non le conosco e non le ho mai viste giocare quindi non mi sbilancio sugli obiettivi. Firmerei comunque per arrivare in semifinale scudetto e in final four di Coppa Italia”.

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