BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

“La Gamec al Palazzetto? Una piazza dove confrontarsi con i grandi temi”

Lorenzo Giusti, neo direttore della Gamec: "Sarebbe bello provare a immaginare il nuovo museo come un'agorà, uno spazio aperto, attraversabile, dove confrontarsi con i grandi temi del presente e coltivare relazioni interpersonali. Le agorà non si trovano sull'acropoli, ma nella città bassa”

“L’arte di oggi esprime il fluire del tempo, il rigenerarsi continuo della vita, delle idee e delle forme. È come un respiro. ‘Performa’ se stessa e testimonia la propria precarietà. Contemporaneo è esperire questo flusso”.

È questa la definizione di “contemporaneo” in arte secondo Lorenzo Giusti, nuovo direttore della Gamec di Bergamo. Studi a Firenze, Siena, Parigi, New York, Giusti ha curato numerosi progetti d’arte contemporanea in musei pubblici e gallerie tra cui Palazzo Strozzi e il Centro EX3 di Firenze, di cui è stato anche co-direttore artistico, e ha diretto il MAN di Nuoro dal 2012. Esperto in gestione museale, con un occhio particolare, da curatore, agli sviluppi del pensiero ecologico, ama affiancare a mostre storiche, di autori e correnti consacrate, progetti d’indagine sui linguaggi del contemporaneo. Sotto la sua direzione, con la cura di Anne Morin, si è tenuta a Nuoro la scorsa primavera la prima antologica in Italia di Berenice Abbott, fotografa statunitense tra le più grandi del Novecento, una scoperta per molti.

Ancora non si sa se la Gamec, traghettata fin qui dalla lunga direzione di Giacinto Di Pietrantonio, cambierà con Giusti visione e orientamento critico. È esplicita intenzione del neodirettore “perseguire gli obiettivi strategici che Gamec si è posta sin dalla sua fondazione: valorizzare e incrementare il patrimonio di opere del XX e XXI secolo, promuovere mostre e attività culturali di alto profilo ed essere un punto di riferimento per l’arte contemporanea”.

D’altra parte Giusti e Di Pietrantonio si conoscono da diversi anni e l’ex direttore, ora passato al Consiglio Direttivo del Museo, ne ha parlato con parole di stima, dicendosi felice per la nomina di una persona “capace e seria”.

A Nuoro Giusti ha condotto un programma di analisi e di ricerca che ha qualificato negli ultimi anni il MAN per nuovi studi su autori importanti e per uno “sguardo bifocale”, come lui stesso lo definisce, “capace di posarsi contemporaneamente sul passato e sul presente”.

“Sono convinto dell’utilità del dialogo tra le forme espressive del presente e quello del nostro passato recente, in particolare l’esperienza delle avanguardie storiche del Novecento, da cui conseguono molte delle riflessioni dell’oggi”. Un’affermazione che promette approcci inediti anche al patrimonio d’arte della civica istituzione e del nostro territorio.

Quanto al suo programma per Gamec, questo sarà reso noto solo dopo il suo insediamento, anche perché Giusti non crede nei modelli assoluti: ritiene che ogni contesto abbia le sue specificità e richieda sensibilità diverse. E, soprattutto, la sua esperienza in realtà differenti gli ha insegnato che occorre un periodo di ascolto prima di provare a dire qualcosa. In Bergamo, città che ha visitato in tante occasioni, riconosce una città “davvero bella”, dallo straordinario potenziale turistico e culturale che va ad arricchire “le possibilità propulsive del territorio” dalla spiccata vocazione industriale.

Prioritaria, in ogni caso, resta per lui la sfida del digitale “che ci mette davanti a una realtà trasformata e spinge il museo verso una continua revisione del proprio ruolo e delle proprie strategie operative”.

Giusti, che tiene seminari e conferenze accademiche su aree di interesse interdisciplinare (storia e fenomenologia dell’arte contemporanea, museologia, nuove pratiche curatoriali) non ha preclusioni rispetto alla contaminazioni tra le arti e le discipline del contemporaneo, tra i diversi attori culturali ed economici del territorio, o rispetto all’utilizzo del museo come contenitore di eventi anche privati.

In merito ai nuovi spazi di Gamec in città, come la sede prevista nell’attuale Palazzetto dello Sport, Giusti lo definisce un “obiettivo realmente strategico”. “Sarebbe bello provare a immaginare il nuovo museo come un’agorà”, precisa il neodirettore, “uno spazio aperto, attraversabile, dove confrontarsi con i grandi temi del presente e coltivare relazioni interpersonali. Le agorà non si trovano sull’acropoli, ma nella città bassa”.

In attesa del passaggio di consegne – il mandato di Di Pietrantonio si concluderà ufficialmente il 31 dicembre 2017 – Giusti definirà nei prossimi mesi le linee guida della sua programmazione. Mentre il 2018 si aprirà con eventi frutto della storica sinergia tra Gamec e Accademia Carrara e del lavoro impostato da Giacinto Di Pietrantonio, la grande mostra su Raffaello e il progetto monumentale di Jan Fabre per l’Oratorio dei morti della chiesa di San Lorenzo in città alta.

foto di Daniela Zedda

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.