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Bruni, i giovani e l’aeroporto: “Orio è cresciuto insieme alla generazione Erasmus”

Roberto Bruni, presidente della Sacbo, la società dell'aeroporto di Orio al Serio, è stato ospite di BGY. L'argomento della nostra intervista? Aeroporto e giovani di oggi.

Doppia intervista al presidente della Sacbo, Roberto Bruni: l’aeroporto per i giovani qui su Bgy e lo sguardo più ampio per Bergamonews (leggi).

Roberto Bruni

“Quando io ero giovane l’aeroporto per me era un volo Itavia per Roma che feci insieme alla mia fidanzata, ora mia moglie. Direi che adesso Orio ha fatto passi da gigante contando circa 11-12 milioni di passeggeri l’anno. Anche se il volo per Roma ora non c’è più…”

Roberto Bruni, sindaco di Bergamo dal 2004 al 2009, è stato nominato da pochi mesi presidente della Sacbo, la società dell’aeroporto di Orio al Serio e nella mattinata di venerdì 18 agosto è stato ospite di BGY.

L’argomento della nostra intervista? Aeroporto e giovani di oggi. Quella cosiddetta generazione Erasmus che ha fatto dell’aereo e degli scali aeroportuali la sua seconda casa e mezzo di trasporto prediletto.

“Un tempo l’idea di volare era un patrimonio culturale di pochi, ora con lo sviluppo delle strutture aeroportuali è diventata alla portata di tutti”, afferma l’avvocato Bruni.

Ma prima o poi ci sarà una nuova generazione di giovani che svegliandosi dal torpore, nel quale il potere li ha intrappolati, rovisteranno nelle soffitte impolverate dei loro genitori e troveranno uno zaino e un sacco a pelo e a questo punto andranno “lungo la strada” a riprendere il cammino interrotto.”, scriveva Jack Kerouac in “On the road” agli inizi degli anni ’50.

E ora? Le distanze si sono accorciate, il mondo è a portata di smartphone e di una video-chiamata Skype, le amicizie sono diventate oltreoceano e non si spezzano più, l’amore ha imparato a sopravvivere o ad adattarsi ai chilometri di distanza e quella Strada di Kerouac si è tramutata in rotte aeroportuali e attese al Gate. Al giorno d’oggi basta puntare il dito sulla cartina e un volo (per i più fortunati, anche low cost) ti porterà alla meta prescelta: poco importano gli scali e le ore di volo, il wanderlust racchiuso nel nostro DNA deve essere soddisfatto. E noi giovani, sempre in bilico tra voglie alternate di andare e restare – per citare il cantautore Francesco Guccini – lo sappiamo bene.

“I giovani d’oggi sono cresciuti con l’aeroporto di Orio. Possiamo dire che la loro crescita è stata direttamente proporzionale, cosicché la generazione Erasmus è diventata la maggiore creatrice e fruitrice del nostro aeroporto, grazie in particolar modo allo sviluppo della compagnia Ryanair – che conta l’85% del traffico di Orio – e dei voli low cost. L’aeroporto deve continuare a crescere con i giovani.”

La pagella di Orio?

“Servizi ottimi, ma spero si faccia ancora un progresso con la nuova gara in programma, in tema di pulizia. E che si continui a crescere per offrire maggiore qualità e quantità nelle rotte e per rendere ancora più alla portata delle nuove generazioni il servizio offerto dall’aeroporto.”

Nuove rotte per rendere fruibile ai viaggiatori del domani il percorso transnazionale ideato per la candidatura di Bergamo all’interno del patrimonio Unesco, ad esempio… (leggi qui)

“Me lo segno come consiglio, grazie. In particolar modo per rendere più vicina a noi la Croazia, con un volo verso Spalato, che di certo manca alle rotte di Orio. E anche ideare nuovi negozi all’interno del nostro aeroporto che possano essere di maggiore interesse e più alla portata del portafoglio di un ragazzo.”

Pronti per il prossimo viaggio? Il mondo cresce, le rotte cambiano e noi dobbiamo “riprendere il cammino interrotto.”

O sarebbe meglio dire il volo?

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