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Scuola, il ministro Fedeli annuncia: “Erasmus anche alle superiori”

Lunga intervista a Il Sole 24 Ore per la ministra dell'Istruzione, la bergamasca Valeria Fedeli, che fa il punto sulla situazione nelle istituzioni scolastiche

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In vista della manovra di autunno “sto lavorando per estendere l’Erasmus agli ultimi due anni delle superiori, in modo tale da far diventare curriculare questa formidabile esperienza formativa”, mentre per gli insegnanti “il mio impegno è ridare dignità e prestigio alla loro professione nel nuovo contratto, che spero sarà chiuso entro dicembre”. Lo annuncia il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, in un’intervista al Sole 24 Ore in cui anticipa alcune delle novità in arrivo con il nuovo anno scolastico. Tra queste c’è anche il debutto, alla primaria e alla secondaria di primo grado, della prova Invalsi in lingua inglese, una novità di cui “beneficeranno in primis le famiglie meno abbienti che non possono permettersi costosi corsi privati”, dice la Fedeli.

Il ministro sottolinea l’importanza dell’esperienza scuola-lavoro: “L’alternanza obbligatoria è stata una importante innovazione culturale e didattica. Dobbiamo ora puntare su progetti seri e di qualità anche perchè nel 2018/2019 l’esperienza di formazione ‘on the job’ sbarcherà agli esami di Maturità. Entro l’anno promuoveremo gli Stati generali dell’alternanza, e a breve partirà un portale nazionale di supporto alle scuole: ci sarà anche un ‘bottoncino rosso’ affinchè gli studenti possano denunciare eventuali abusi”.

Avere in classe tutti gli insegnanti il primo giorno di lezioni “è un impegno che ho preso – continua sempre la Fedeli -. Quest’anno la mobilità ha avuto numeri più contenuti”, “le operazioni di immissioni in ruolo stanno procedendo regolarmente. E grazie alla stabilizzazione di 15.100 posti in organico di diritto anche le supplenze lunghe si ridurranno. Negli scorsi anni hanno sempre superato quota 100 mila. Siamo convinti che nel 2017/2018 scenderemo sotto questa soglia”.

Quanto al rinnovo del contratto per i docenti, “nella trattativa con il sindacato affronteremo pure il tema degli scatti d’anzianità – conclude il ministro -. Intanto per i professori universitari mi impegno apertamente a sbloccare gli scatti: è un atto doveroso. E per i presidi lotterò affinché si armonizzino le loro retribuzioni con quelle della dirigenza pubblica”.

LEGGI QUI L’INTERVISTA COMPLETA SUL SOLE 24ORE

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