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Rapporti sessuali con bimba di 12 anni, il 40enne ammette: “Ne ero innamorato”

Di fronte al giudice ha ammesso le proprie responsabilità l'uomo, italiano e con precedenti penali, arrestato lunedì 14 agosto: "Sembrava più grande"

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“Mi ero innamorato di quella ragazzina. Sembrava più vecchia dei suoi 12 anni”. Di fronte al giudice ha ammesso le proprie responsabilità il 40enne, italiano e con precedenti penali, arrestato lunedì 14 agosto dalla polizia di Bergamo con la pesante accusa di aver avuto rapporti sessuali con una dodicenne.

Gli agenti lo hanno scovato dopo un’indagine partita da una denuncia di sua moglie, che insieme a una vicina di casa aveva notato strani atteggiamenti tra il marito e la giovane vittima degli abusi, di origine africana. La donna aveva anche scovato su Facebook alcune chat piuttosto ambigue tra i due, in particolare con pesanti apprezzamenti da parte dell’uomo.

Ha quindi deciso di segnalare la persona che aveva sposato. Sul caso, coordinati dal pubblico ministero Raffaella Latorraca, hanno lavorato per settimane gli uomini della squadra mobile di Bergamo, che hanno ricostruito i fatti non solo pedinando l’uomo, ma anche attraverso accertamenti medici e interrogatori fatti alla bimba che, supportata da una psicologa infantile, ha confermato gli abusi.

Nel corso dell’interrogatorio di convalida di fronte al giudice per le indagini preliminari Marina Cavalleri, il 40enne, che aveva solo lavori saltuari e non un impiego fisso, ha raccontato che gli incontri con la piccola andavano avanti da gennaio e che per lui era diventata una vera e propria relazione. “Mi ero innamorato di quella ragazzina. Sembrava più vecchia dei suoi 12 anni”, ha spiegato.

Secondo gli inquirenti l’uomo approfittava del fatto che la madre della piccola era spesso fuori casa per lavoro, e passava intere mattinate con la 12enne, con la quale avrebbe avuto più rapporti sessuali. Gli incontri tra i due venivano organizzati anche nell’abitazione del 40enne, in questo caso approfittando delle uscite per motivi di lavoro della moglie.

Al termine dell’udienza il giudice ha confermato per l’uomo, difeso dall’avvocato Luigi Villa, che non ha chiesto misure alternative, la detenzione nel carcere di via Gleno in attesa del processo.

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