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Casa del Pescatore, un successo la raccolta fondi: donati più di 370mila euro

Finora sono stati raccolti 373mila euro, una somma che permette alla cooperativa L'Innesto di esercitare il diritto di prelazione sulla Casa del Pescatore, messa in vendita dalla provincia

“Ce la faremo”. La cooperativa l’Innesto ha ufficialmente esercitato il diritto di prelazione per l’acquisto della Casa del Pescatore. Lo ha fatto forte della spinta arrivata da centinaia di persone, provenienti un po’ da ogni parte, non solo dalla val Cavallina, che hanno portato il proprio appoggio, e da una campagna di crowdfunding che ha fruttato una prima raccolta di 373.000 euro
che vanno a fortificare il capitale sociale oltre a numerose donazioni liberali.

“Ce la faremo – ripete il presidente Lodovico Patelli. L’assemblea della cooperativa ha deciso all’unanimità di dare corpo e speranza a quanti ci hanno fatto sentire la loro voce perché la Casa
del Pescatore resti un bene comune. Oggi (venerdì 18 agosto) ho presentato ufficialmente l’esercizio del diritto di prelazione, che fermerà il costo dell’operazione agli 865.000 euro richiesti dalla
Provincia per l’alienazione della proprietà. Da oggi parte un nuovo capitolo nella storia della cooperativa e di tutto il territorio: in questi giorni abbiamo incontrato tanta gente e qualche
istituzione ha iniziato a fare capolino ai nostri incontri. Ci auguriamo che gli enti pubblici decidano di aderire in qualità di soci istituzionali a questa grande operazione, che porta lavoro, economia pulita, salvaguardia del territorio e integrazione. C’è ancora tempo perché questo possa accadere”.

La campagna “Casa del Pescatore Bene Comune” parte all’indomani della decisione della Provincia di Bergamo, proprietaria della struttura, di mettere in vendita alcuni immobili con
l’obiettivo di “fare cassa” in un periodo di ristrettezze dovute alla riforma degli enti locali. La Casa del Pescatore, da luogo di svago e riposo, nel corso degli ultimi 16 anni con la gestione
della Coop è diventata punto di aggregazione per progetti ambientali e di nuova economia; ha dato lavoro a un centinaio di persone, molte delle quali appartenenti a categorie protette, grazie a percorsi personalizzati e studiati insieme ai servizi sociali del territorio. Il guadagno ricavato dall’attività ( in cui numeri nel corso di questi tre lustri è geometricamente aumentato, passando dai quattromila visitatori del 2001 ai quasi 50.000 del 2016) è stato utilizzato dall’Innesto per dar vita a nuovi e diversi progetti nell’area della Val Cavallina, in campo turistico, ambientale e sociale.

La decisione della provincia ha obbligato il consiglio di amministrazione dell’Innesto a forzare tempi e modalità per reperire i fondi necessari a mantenere la struttura nell’alveo dell’utilizzo
comune: “Intendiamoci – sottolinea Patelli – all’asta avrebbe potuto vincere anche chi non avrebbe cambiato alcunché. Ma il rischio vero, invece, è che appetiti di natura economica diversa potessero appropriarsi di questo luogo. Quest’ultima considerazione ha spinto molti cittadini a sostenerci in questa scelta impegnandosi in prima persona, mettendo risorse proprie, rinunciando anche a propri progetti, per salvaguardare e confermare il valore della Casa del Pescatore – Bene comune. Quello che queste persone hanno fatto non è un prestito a fondo perduto: è la partecipazione alla vita economica e sociale della cooperativa. Diventando soci eserciteranno diritti e doveri dell’essere parte di un’impresa sociale. La loro adesione non porta solo risorse finanziarie ma nuove idee, nuove proposte e nuova partecipazione condivisa e comunitaria che saranno presto apprezzabili attraverso nuovi progetti e lavori che la cooperativa metterà in campo. Anche il movimento cooperativo nazionale e regionale di LegaCoop, al quale aderiamo, attraverso i propri enti di sostegno alla cooperazione faranno la loro parte”.

Intanto, è ancora possibile partecipare alla campagna di finanziamento (manca ancora una quota sensibile che eviterebbe l’accensione di mutui elevati con istituti bancari), attraverso numerosi
canali social che Innesto ha messo a disposizione sul proprio sito (www.innesto.org) e sul profilo Facebook (cooperativa l’innesto onlus).

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