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Val Vertova, l’effetto spot delle centraline: accessi più che raddoppiati foto video

Quella che voleva essere (ed è stata) una sentita e partecipata azione di salvaguardia dell'ambiente, si è indirettamente trasformata in un'operazione di 'marketing territoriale'. Con i pro ed i contro che ne derivano

Contro il progetto delle due centraline idroelettriche da 200 Kwh avanzato dall’immobiliare camuna I° Sole si era mobilitata un’intera valle. L’ampio spazio della vicenda sui media prima, la nascita dei comitati di protesta poi e una raccolta firme che tra il luglio e il settembre dello scorso anno aveva messo in fila oltre 10 mila consensi, nonostante la rinuncia del privato ad agosto. Mesi di mobilitazione accompagnati da un fiume di foto, video e hashtag postati sul web in difesa della Val Vertova e delle sue bellezze nascoste. E così, quella che voleva essere (ed è stata) una sentita e partecipata azione di salvaguardia dell’ambiente, si è indirettamente trasformata in un’operazione di ‘marketing territoriale’ che ha portato la valle agli occhi di nuovi potenziali visitatori. Migliaia. Con i pro ed i contro che ne derivano.

Val Vertova

A dirlo sono i numeri. Stando a quelli forniti dall’infopointnei weekend del luglio 2016 sono stati 464 gli accessi registrati. Nel luglio 2017 sono ben 1187. Ad agosto dello scorso anno, sempre nei weekend, il numero degli accessi ammontava a 523, mentre sono già 209 nel primo fine settimana di quello corrente. Numeri certamente sottostimati (chi sceglie di passare una giornata in Val Vertova non è obbligato a passare dall’infopoint) ma che possono comunque aiutare a farsi un’idea dell’incremento.

“Che senza dubbio è stato notevole – conferma il sindaco di Vertova, Luigi Gualdi -. La faccenda delle centraline ha portato notorietà ad un luogo che prima non era così conosciuto”. Il maggior afflusso, com’è normale che sia, sta però creando anche qualche scompenso: “Soprattutto durante i weekend, i circa 200 posti auto (a pagamento, ndr) che sorgono nelle aree adibite alla sosta tendono a riempirsi con una certa velocità – prosegue il sindaco – ragion per cui oltre un certo limite la strada è chiusa e controllata dai volontari della Protezione Civile“, che dallo scorso 25 giugno resteranno operativi fino al 10 settembre. Dieci settimane, il doppio dello scorso anno.

Sempre stando ai dati forniti dall’infopoint, circa il 60% dei visitatori registrati nel 2017 non proviene dalla provincia di Bergamo: “Conoscendo poco la zona questi vanno inevitabilmente reindirizzati con le auto in altre parti del paese – spiega Gualdi – dov’è possibile trovare altri parcheggi o usufruire del servizio bus-navetta al fine di evitare gli ingorghi”. Che spesso non mancano: “Nella prima domenica di agosto la polizia ha dovuto elevare circa 40 multe”, fa sapere il sindaco.

“Siamo estremamente orgogliosi che la nostra valle sia così tanto apprezzata – ci tiene a precisare lo stesso primo cittadino – anche se per ora il tornaconto è soltanto d’immagine. Stiamo comunque parlando di un territorio delicato, con delle caratteristiche ben precise che vanno rispettate. Studiare delle soluzioni per il contingentamento delle auto è un passo necessario“.

Questo, nonstante gli altri problemi da fronteggiare non manchino, a partire dall’abbandono indiscriminato dei rifiuti, rendicontato puntualmente sui social network.

“Ci troviamo in una situazione ibrida – aggiunge Danilo Donadoni, del Comitato Val Vertova Bene Comune -. In base alla sentenza del Tribunale delle acque pubbliche (prevista il 22 settembre sul ricorso del privato contro i Comuni di Vertova e Gazzaniga e la Provincia di Bergamo, che ha deciso di archiviare le istanze per il rilascio delle concessioni di derivazioni delle acque, ndr) si potrà capire realmente quali soluzioni adottare, non solo per il discorso viabilistico, ma anche di valorizzazione turistica e salvaguardia dell’ambiente. La Val Vertova – conclude Donadoni – è l’ideale per sicurezza, tranquillità e frescura, ma con l’afflusso attuale non possiamo pensare di offrire alla gente soltanto dell’acqua pulita”.

UNA GIORNATA IN VAL VERTOVA – LEGGI QUI IL RACCONTO

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