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Principe di Napoli, per il No alla vendita la raccolta firme si fa al bar

Una battaglia oltre il classico porta a porta, che si giocherà anche tra un caffè e l'altro al Bar 15 di via Pignolo

“Ad agosto aperti per petizione. Oltre il porta a porta, le firme si raccolgono al Bar 15 di Via Pignolo. Vi aspettiamo”. Nello specifico, si tratta del ‘No’ alla vendita dell’ex Principe di Napoli, lo stabile sito in via Pignolo 11 che nel 1870 venne acquistato dall’Ente Morale con i fondi lasciati dal pittore Giacomo Trecourt, che due anni dopo li destinò con lascito testamentario con l’espresso vincolo dell’uso sociale. Per oltre un secolo l’asilo è stato gestito dalla Suore della Carità e dalle Canossiane prima della chiusura nel 1983. Otto anni più tardi, nel 1991, l’Ente Morale viene soppresso e la commissione amministratrice – il presidente è monsignor Tarcisio Ferrari, allora parroco di Sant’Alessandro alla Croce – cede gli immobili al Comune di Bergamo che lo accetta con tutti i vincoli come previsto dallo statuto e dal precedente vincolo testamentario.

Dalla storia alla contemporaneità, la delibera della vendita, che era prevista per lo scorso 25 luglio in consiglio comunale, è slittata grazie all’ottenimento di una sospensiva per via della mancanza del parere dell’Ats (vincolante secondo la legge regionale per quanto riguarda lo scioglimento degli enti di assistenza come l’ex asilo), poi però confermata. Ad ora, non si sa che cosa ne sarà dell’edificio, e con ogni probabilità si tornerà a parlare della questione in consiglio comunale a settembre, dopo l’estate. Nel frattempo, però, il comitato cittadino “Gruppo di opinione della Piazzetta” s.Spirito ha avviato una raccolta firme (che dovrebbe proseguire fino a settembre inoltrato) contro la svendita dell’ex Principe di Napoli. I cittadini chiedono al Comune di Bergamo di fermare il processo di vendita dell’immobile, e che venga aperto un tavolo di discussione tra l’amministrazione stessa, il comitato e le altre associazioni per concordarne un utilizzo pubblico. Nel frattempo la battaglia si giocherà anche al bar, tra un caffè e l’altro.

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