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Stadio e parcheggio al Lazzaretto: tre appunti, uno anche a Percassi

L'amministrazione non doveva cedere, Percassi poteva pensare a una scelta alternativa, la Lega farebbe meglio a ripensare a quando nel 2001 diede il via libera all'operazione: tre occasioni sprecate per Bergamo

La settimana che si chiude porta con sé un cambio davvero importante per la città: il Comune di Bergamo ha ceduto all’Atalanta lo stadio Azzurri d’Italia. Un percorso previsto, studiato, calcolato che ora è arrivato al logico epilogo.

Non senza una sorpresa finale: un accordo parallelo per l’uso a parcheggio, nelle giornate di svolgimento delle partite, del Lazzaretto.

Un accordo che ha causato tensioni e che rischiava di far saltare il rogito finale. Da una parte il nuovo proprietario, la società che fa capo alla famiglia Percassi, che voleva fortemente quei 250 posti, peraltro gratis, dall’altra il Comune di Bergamo che avrebbe preferito lasciare libero dalle auto quel bellissimo spazio cittadino. Alla fine si è giunti alla conclusione di lasciar parcheggiare le vetture pagando un canone, con una concessione di 5 anni durante i quali la società dello stadio allestirà uno spazio per le auto. Decisione che ha scatenato l’opposizione leghista, assurta al ruolo di paladina del Lazzaretto.

In merito a questo ci sentiamo di fare almeno tre appunti.

Il primo: dal momento che il Lazzaretto è un complesso monumentale di altissimo pregio, che merita una valorizzazione, da un’amministrazione comunale che si sta battendo per togliere le auto dalle piazze, ci saremmo aspettati il mantenimento di questa linea con un no chiaro e tondo all’imprenditore che già ha acquisto a buon prezzo l’impianto sportivo. C’è da augurarsi che i 25mila euro annuali del canone che verserà l’Atalanta servano per valorizzare al meglio questo gioiello architettonico.

Il secondo: la Lega che insorge oggi dimentica forse che la Giunta Tentorio, in cui era in presente, ha rinnovato gli accordi con l’Atalanta stipulati nel 2001 dal Governo Veneziani, destinando ancora a parcheggio il Lazzaretto. Coerenza vorrebbe oggi un buon silenzio.

Il terzo appunto è per il nuovo proprietario Antonio Percassi. Un imprenditore illuminato – e a Bergamo ci sono, si pensi a Domenico Bosatelli che per il suo Chorus Life donerà una palestra alla città – avrebbe proposto al quartiere e a Bergamo una soluzione alternativa. Con duplice obiettivo: da una parte di salvaguardare uno spazio storico e bellissimo, dall’altra, magari, di ripagare, almeno un po’ i disagi che il quartiere soffre durante le partite per il via vai, per i parcheggi abusivi, a volte anche per le tensioni create da gruppi di tifosi.

Per esempio avrebbe potuto affittare uno dei cortili o spazi inutilizzati della ex Reggiani per proporre lì un parcheggio alternativo: durante le partite utilizzato dalla società per i propri ospiti, negli altri giorni una sorta di interscambio da cui raggiungere il centro coi mezzi pubblici o comunque un’area sosta per i residenti della zona.

Insomma, la partita sulla vendita dello stadio poteva essere un’opportunità per la città. Spiace constatare che si è persa un’occasione.

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