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Trescore, paura dopo la sparatoria: 4 arrestati, tutti di una famiglia rom foto

Gli abitanti sono sotto shock. Sale a quattro il numero delle persone in manette, tutte della famiglia Nicolini. La sparatoria è stata ripresa da una telecamera di sorveglianza

Gli abitanti di Trescore Balneario sono sotto shock dopo la sparatoria tra due bande rom rivali avvenuta nel primo pomeriggio di martedì 8 agosto in piazza Pertini.

Sembrava un film quello andato in scena intorno alle 14.30, con inseguimenti in auto, testa a testa tra Hummer e infine un conflitto a fuoco il cui bilancio è di un ferito, un 36enne, non grave. Sono stati lui e un altro, appartenenti alla famiglia rom Nicolini, dopo che si erano recati al vicino ospedale Sant’Isidoro, i primi a essere arrestati dai carabinieri. Uno voleva farsi medicare al pronto soccorso per le ferite al gomito, al torace e alla spalla sinistra, l’altro aveva cercato di nascondersi tra le corsie.

Dopo le perquisizioni nel campo dove stazionano, i militari ne hanno arrestati altri due, appartenenti al medesimo nucleo famigliare: tra loro ci sarebbero la moglie e i due figli del capo clan. Sono tutti accusati di rissa, tentato omicidio e detenzione abusiva di pistole e oggetti atti a offendere.

L’altra cosca apparterrebbe alla famiglia Horvat, sempre di etnia rom. All’origine dello scontro potrebbero esserci le tensioni legate al controllo della zona, dopo le recenti operazioni delle forze dell’ordine che hanno modificato le gerarchie.

Gli attimi della sparatoria sono stati ripresi da una telecamera di video-sorveglianza del paese: gli inquirenti, coordinati dal pubblico ministero Antonio Pansa, stanno ora vagliando le immagini per individuare gli altri protagonisti, in tutto una decina.

Lo scontro era iniziato con un inseguimento, partito all’altezza di un distributore di carburante dove tre dei sei mezzi coinvolti si sono incontrati, e proseguito con una fuga proseguita fino all’ufficio postale, dove c’è poi stata la rissa a mano armata. Probabilmente un appuntamento che si è trasformato in una trappola. Fatto sta che lì nella piazza dove fino a un’ora prima c’era il mercato settimanale, in pochi secondi si è scatenato l’inferno: prima, secondo alcuni testimoni, con uno scontro frontale tra due Hummer, poi con una raffica di colpi.

Almeno una quindicina quelli esplosi, diversi ad altezza d’uomo, con l’intento quindi di uccidere. Poi si è passati alle mazze e alle spranghe, oltre che alle mani. Il conflitto è durato una decina di minuti, sotto gli occhi esterrefatti dei passanti.

È seguito un fuggi fuggi generale, con tre mezzi, i due Hummer e un’Alfa Romeo di grossa cilindrata, abbandonati sul piazzale e poi sequestrati dai carabinieri insieme alle armi. Gli inquirenti sarebbero ora sulle tracce di tutti i protagonisti dello scontro: apparterrebbero alle famiglie rom già al centro di un’indagine di militari e guardia di finanza che, la scorsa settimana, aveva portato al sequestro di un milione di euro tra beni e auto di lusso.

Non è la prima volta che a Trescore si registrano episodi simili. Il 9 maggio scorso un rom aveva sparato allo zio e alla cugina, senza tuttavia riuscire a ferirli. E sempre a Trescore il 3 dicembre del 2015 i carabinieri avevano sequestrato una borsa contenente due pistole, una Glock calibro 9 e una Beretta calibro 7,65, oltre a 4 caricatori e una cinquantina di munizioni, ritrovata nei pressi di una delle ville di una famiglia rom.

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