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Punto da un calabrone, Roberto muore dopo due giorni di agonia

Martedì era stato punto dall'insetto mentre con un amico stava sistemando un capanno per la caccia a Spino al Brembo

Si è spento all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo dopo due giorni di agonia Roberto Frigeni, 53 anni, appassionato di caccia. Nella mattinata di martedì 8 agosto l’uomo, residente a Bracca, intorno alle 8.30 era stato punto da un calabrone mentre, con un amico, stava sistemando proprio un capanno per la caccia a Spino al Brembo, frazione di Zogno, in vista della stagione autunnale.

Sembrava un incidente banale, ma nel giro di pochi minuti, invece, Frigeni ha perso i sensi a causa di uno shock anafilattico, provocato dal veleno dell’insetto che lo ha punto appena ha aperto la porta di quel capanno.

Vani i tentativi dell’amico di rianimarlo, così come quelli dei medici intervenuti sul posto. Ricoverato in terapia intensiva al Papa Giovanni, dove era arrivato in elisoccorso, giovedì pomeriggio è stato dichiarato morto.

Dipendente di una tipografia a Valtesse, originario di Arcene, Frigeni abitava a Bracca da diversi anni. Molto conosciuto in paese, lascia nel dolore una figlia ventenne, Elisabetta, e la moglie Silena Wanderley. La sua grande passione era la musica e la batteria in particolare: suonava negli “Shadow”, con i quali si era esibito per l’ultima volta il 29 luglio a una festa di Bracca.

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