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#RiscattaLaurea, cosa ne pensano i giovani: “Un’opportunità per il nostro futuro”

Francesca Lai, classe 1993, ci parla della proposta partita da alcuni studenti romani e napoletani e ha chiesto il parere del presidente della Consulta degli studenti UniBG

Nata tra Roma e Napoli grazie all’opera spontanea e innovativa di alcuni studenti, la proposta #RiscattaLaurea sta facendo discutere soprattutto sulla Rete: sono migliaia le foto circolanti sulle bacheche di ragazzi che hanno aderito con entusiasmo al progetto. Innovativa e geniale è anche l’idea di promuovere il progetto tra la comunità universitaria in modo diretto e semplicissimo: postando una propria foto con il cartello #RiscattaLaurea.

Lo scopo dell’iniziativa è quello ottenere il riscatto gratuito degli anni del corso di studi per tutti i laureati italiani. Si tratta sicuramente di un progetto ambizioso e di non facile attuazione, che richiederà un’equipe di esperti in campo fiscale per arrivare ad esistenza; ma sarà anche un sospiro di sollievo per il futuro già incerto di giovani laureati.

I responsabili del coordinamento Luigi Napolitano e Rosario Pugliese sono riusciti a portare la loro idea al Ministero dell’istruzione: l’incontro con Marco Mancini, capo dipartimento per la formazione superiore e la ricerca, e Andrea Giorgio, responsabile della progettazione politiche pubbliche della segreteria particolare della ministra Valeria Fedeli, è stato un primo e fondamentale passo verso la concretizzazione della proposta.

Sul tema è intervenuto il sottosegretario dell’Economia Pier Paolo Barretta (Pd): “È giusto che lo Stato si assuma l’onere dei contributi dei giovani che studiano”, parole che fanno intendere un significativo interesse del Governo e la volontà di quest’ultimo di prendersi carico del problema.

Sebbene il Miur abbia confermato la disponibilità all’ascolto, è pur vero che sicuramente prima della fine dell’estate non ci sarà nessun tavolo tecnico. Ciò è dovuto anche al fatto che il Ministero dell’Istruzione non è legittimato ad attivare il tavolo tecnico dal momento che la materia pensionistica non è di sua competenza diretta.

Nonostante questo è innegabile che la campagna social sta dando i primi risultati, riscuotendo grande successo e soprattutto divenendo esempio di un uso intelligente della Rete. Non solo, la vicenda ha dato prova dell’esistenza di giovani cittadini che credono nella possibilità del cambiamento e che si mobilitano perché ciò accada: una giovane Italia che guarda avanti.

Che cosa ne pensano gli studenti? Ne abbiamo parlato con Andrea Saccogna, classe ’95, presidente della Consulta degli studenti UniBG:
“Si tratta di una proposta innovativa e positiva sotto molti punti di vista. In primo luogo, se consideriamo gli studenti di oggi come lavoratori di domani, vediamo futuri uomini e donne che andranno in pensione sempre più tardi. Non solo, non si può trascurare il fatto che, rispetto al passato, già ai nostri giorni i tempi per arrivare al pensionamento sono stati ulteriormente dilatati: è frequente il fenomeno di anziani lavoratori (o da poco pensionati) che mantengono studenti o giovani laureati che altrimenti non saprebbero come fare. Il riscatto gratuito della laurea potrebbe quindi assumere le vesti di un incentivo per i ragazzi a frequentare l’università: durante gli anni della crisi, molti hanno preferito immettersi il più velocemente possibile nel mondo del lavoro trascurando o rinunciando del tutto alla possibilità di investire nella propria educazione post-scuola dell’obbligo. Senza contare il fatto che l’Italia è tra i Paesi membri dell’UE con il minor numero di laureati, un primato che non ci fa onore se si considera che il Belpaese è patria delle prime università nate nel continente.
Ovviamente è inutile dire che ci sono dei punti deboli nella proposta, come il costo di realizzazione. Per tali ragioni dovrà essere ben studiata e soprattutto dovrà essere un’opportunità per gli studenti e non un agio immeritato. Nonostante i tempi difficili, sono convinto del fatto che sia proprio questo il momento adatto per investire sull’università e sulla formazione dei giovani cittadini”.

Sicuramente quello per lo studio sarà sempre un buon investimento: lo studio crea possibilità che possono tramutarsi in opportunità concrete. Noi giovani che guardiamo al futuro abbiamo bisogno di più certezze, abbiamo bisogno di sentirci supportati dallo Stato come priorità per il futuro. Del resto i giovani ed il futuro del Paese dovrebbero essere la priorità ed è per noi legittimo pretendere un sistema migliore.

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