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Oppong, perché? Il dolore degli amici del ventenne annegato con un coetaneo foto

Abitava con la famiglia a Bergamo Alfred Oppong, dopo essere stato in Valcavallina: sognava di fare l'architetto.

“Caro Oppong ti ho conosciuto quando hai iniziato a lavorare dopo la scuola.. eri solo un ragazzino con tutto un mondo da scoprire.. abbiamo mangiato X tanti anni insieme tutti i giorni a pranzo e ogni giorno ci raccontavamo un po’ le nostre origini diverse… io restavo a bocca aperta quando tu mi raccontavi alcune cose e tu quando io ti raccontavo le mie e non potrò mai dimenticare quella simpatica espressione di stupore che facevi quando ti raccontavo le esperienze della mia gioventù e poi quando rispondevi con quella esclamazione tua personale BELLOOOO…”.

E’ solo uno dei messaggi stupiti e addolorati per la tragica scomparsa di Alfred Oppong, 23 anni, ghanese di origine ma da un decennio in terra bergamasca, vittima sabato di una tragedia (purtroppo non la prima in questa torrida estate) nel Sebino, a Marone.

Nella tarda mattinata Alfred e Adusei Mensah Onwumere, coetaneo di Rezzato, erano in un punto del lago in cui l’acqua era bassa, insieme a un’amica diciannovenne che, sembra, si trovasse in difficoltà. Quando a un certo punto, il lago che è infido, bisogna saperlo, è sprofondato e i due ragazzi sono finiti sott’acqua. Per loro non c’è stato niente da fare: portati in ospedale, i medici non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.

Alfred Oppong è stato portato all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo: aveva studiato al centro professionale di Trescore e vissuto in Valcavallina, poi recentemente si era trasferito in città, in Borgo Palazzo con la famiglia, papà, mamma e un fratello, disperato.  Voleva continuare a studiare, sognava di fare l’architetto, ma il suo sogno è stato stoppato in un sabato troppo caldo mentre cercava un po’ di fresco nel lago.

“Alfred Oppong ti prego vieni fuori e dimmi qualcosa. Sto sognando o cosa?”. Chiedono gli amici sulla sua pagina Facebbok

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