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Cantone sulla Consip: fondato sospetto di gara truccata per spartirsi 2,7 miliardi

Giovanni Bianconi e Fiorenza Sarzanini, due firme di punta del Corriere della Sera, raccontano nell’edizione di domenica 6 agosto che “l’appalto della gara Consip era truccato e che 3 aziende si sono spartite 2,7 miliardi” tagliando fuori i concorrenti.

Giovanni Bianconi e Fiorenza Sarzanini, due firme di punta del Corriere della Sera, raccontano nell’edizione di domenica 6 agosto che “l’appalto della gara Consip era truccato e che 3 aziende si sono spartite 2,7 miliardi” tagliando fuori i concorrenti. Si tratta delle conclusioni dell’Anac, l’autorità Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone. Nell’inchiesta sono coinvolti l’imprenditore Alfredo Romeo e il papà dell’ex premier, Tiziano Renzi.

Lo scoop del quotidiano milanese racconta del “fondato sospetto di un accordo di cartello fra tre imprese concorrenti per spartirsi i lotti principali escludendo così le altre aziende”. E del dossier è stato trasmesso alla Procura di Roma, titolare dell’inchiesta sull’aggiudicazione di quei lavori che ha fatto finire in carcere l’imprenditore Alfredo Romeo per corruzione, mentre Tiziano Renzi e il suo amico Carlo Russo sono indagati per traffico di influenze illecite; nell’ambito della stessa indagine sono coinvolti anche il ministro Luca Lotti, il comandante generale dell’Arma dei carabinieri Tullio Del Sette e il generale Emanuele Saltalamacchia, inquisiti per la fuga di notizie che mise sull’avviso i vertici Consip degli accertamenti della magistratura.

Ora però si apre un altro filone nel quale si dovrà verificare l’operato dei vertici della centrale degli acquisti, per stabilire che ruolo abbiano avuto rispetto alla divisione tra le aziende delle commesse per la manutenzione e la ristrutturazione di centinaia di edifici pubblici. Le conclusioni di cantone sembrano dunque dare ragione all’inchiesta di Henri John Woodkock.

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