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Ubi Banca, Massiah: “Ottima semestrale, triplicato il risultato 2016” video

Il Consiglio di Gestione di Unione di Banche Italiane Spa (UBI Banca) ha approvato i risultati consolidati del primo semestre del 2017, che includono, a partire dal 1 aprile 2017, quindi per un solo trimestre, le 3 Banche recentemente acquisite. I risultati economici e patrimoniali del primo semestre 2017 comprendono l’impatto dell’allocazione del “badwill”.

Tale allocazione, che deriva dalla ri-esposizione delle attività e le passività acquisite al fair value alla data di primo consolidamento, ha portato a rettificare in diminuzione principalmente i crediti deteriorati (mediante incremento dei fondi rettificativi per 560 milioni lordi e 375,3 al netto delle DTA), mentre il valore dei crediti in bonis a medio lungo termine risulta allineato al valore di iscrizione a bilancio. Rettifiche di entità decisamente più contenuta sono state effettuate sulla raccolta a medio lungo termine, sul software e sui contratti connessi ai fondi immobiliari, mentre
valori leggermente positivi sono stati riscontrati su attivi gestiti.

A seguito di tale allocazione, la quota rimanente relativa al “bargain purchase”, contabilizzata nel secondo trimestre dell’anno a conto economico risulta pari a 612,9 milioni.
Le rettifiche effettuate alle poste patrimoniali in conseguenza del processo di purchase price allocation hanno già dato luogo, nel secondo trimestre, a “reversal” sia positivi che negativi, per un
netto di +13,8 milioni di euro.
Il semestre si è quindi chiuso per il Gruppo allargato con un utile netto di 696 milioni di euro, che include il risultato di UBI Banca Stand Alone per circa 111 milioni di euro e quello delle 3
Banche Acquisite per -27,7 milioni (al netto del riversamento del badwill per +13,8 milioni).  Al netto delle poste non ricorrenti11, l’utile del Gruppo allargato si è attestato a 130 milioni,
sintesi principalmente del risultato di UBI Stand Alone, pari a 155,4 milioni di euro, e di quello delle 3 Banche Acquisite, pari a -25,4 milioni (al netto del riversamento del badwill per +13,8
milioni).

 

 

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I risultati economici del Gruppo al 30 giugno 2017 (6 mesi per UBI + 3 mesi per le 3 Banche Acquisite).
Il primo semestre del 2017 si è chiuso per il Gruppo allargato con proventi operativi a circa 1.739 milioni, riconducibili a UBI Stand Alone per 1.626,3 milioni (+2,4% rispetto al 1sem2016).
Nell’ambito dei proventi, il margine d’interesse si è attestato a 745,2 milioni e risulta composto come segue:
• 53,6 milioni, pressoché totalmente derivanti dall’intermediazione con la clientela, relativi alle 3 Banche Acquisite. Si segnala che al 30 giugno 2017 il risultato delle 3 Banche includeva già parzialmente i benefici di una prima progressiva riduzione di circa 30 bps nel costo della raccolta avvenuta nel corso del 2trim2017;
• 690,7 milioni rivenienti da UBI Stand Alone (765,6 milioni nel 2016). Alla variazione hanno contribuito un minor apporto del portafoglio titoli di proprietà (-22 milioni) a fronte di un decremento di 5 miliardi negli investimenti in titoli di debito – la cui vendita ha però generato nel semestre significativi utili da cessione (oltre 125 milioni) – e il decremento del margine relativo
all’intermediazione con la clientela (-50,6 milioni), di cui la metà dovuta alla riduzione degli interessi attivi su inadempienze probabili, scesi di oltre 24 milioni semestre su semestre. Si rammenta che il margine d’interesse non include i benefici del TLTRO, che verranno contabilizzati nel 4trim dell’anno.

Le commissioni nette si sono attestate a 761,4 milioni, di cui 47,2 milioni relativi alle 3 Banche Acquisite. Tale ultimo importo si riferisce per il 78% circa (37 milioni) all’attività bancaria tradizionale con la clientela, e per il resto ai servizi di gestione, intermediazione e consulenza nel settore titoli, confermando, assieme alla composizione del margine d’interesse, la pressoché totale focalizzazione delle 3 Banche sulle attività di raccolta e impiego con clientela.

Per quanto riguarda il contributo di UBI Stand Alone, esso è passato a 714,2 milioni, in salita del +7% rispetto ai 667,5 milioni del 2016, grazie all’apporto positivo delle commissioni su servizi di
gestione, intermediazione e consulenza (+8,5% a 410 milioni) – trainate dall’importante incremento del risparmio gestito e assicurativo – ma anche di quello delle commissioni derivanti dall’attività bancaria tradizionale (+5,1% a 304,3 milioni).
Il risultato netto dell’attività di negoziazione e copertura si è attestato a 148,8 milioni, di cui 151,3 attribuibili a UBI Stand Alone.
Questi ultimi sono attribuibili come segue:
– per 42,7 milioni all’attività di negoziazione (5,6 milioni nel 1sem2016);
– per 99,6 milioni alla cessione di asset finanziari, inclusi i titoli di stato italiani (86,5 milioni nel 1sem2016);
– per 10,9 milioni alla valutazione delle attività finanziarie al fair value (-8,2 milioni nel 1sem2016);
– le attività di copertura sono state negative per 1,8 milioni (-1,3 milioni nel 1sem2016).
Gli altri proventi di gestione si sono attestati a 58,8 milioni, di cui 5,5 milioni conseguiti nelle 3 Banche Acquisite.
Gli oneri operativi hanno totalizzato 1.158,2 milioni, di cui 1.021,7 milioni relativi a UBI Stand Alone (quest’ultima in riduzione di 16,4 milioni rispetto ai primi sei mesi del 2016):
– le spese per il personale si sono attestate a 716,9 milioni, di cui 634,3 milioni relativi a UBI Stand.

Alone, dove prosegue la riduzione già in atto da diversi anni (ulteriore -0,8% vs 1H2016 grazie alla diminuzione della forza lavoro media, -262 risorse, e al minor peso delle componenti variabili) e 82,6 relativi alle 3 Banche Acquisite. Sono peraltro in corso azioni che consentiranno l’ulteriore contenimento del costo del personale, pur assicurando un solido ricambio generazionale.
Si rammenta infatti che per UBI Stand Alone ulteriori risparmi di costo sono previsti sia in relazione alle uscite avvenute nella prima parte dell’anno (Accordo sindacale del dicembre 2016) sia in relazione alle 700 uscite, di cui oltre la metà attese nel corso del secondo semestre 2017, oggetto del recente Accordo Sindacale del 26 luglio scorso.
Per quanto riguarda le 3 Banche Acquisite, sono attese circa 200 uscite12 Infine, il 15 giugno scorso è stata avviata la procedura sindacale relativa all’aggiornamento del Piano industriale 2019-2020, conseguente all’acquisizione e integrazione delle 3 Banche nell’ambito del nuovo assetto organizzativo del Gruppo. Tale procedura è attesa concludersi nel mese di ottobre 2017 in concomitanza con la prima delle 3 fusioni previste in UBI Banca, relativa a Nuova Banca Marche.

Nella seconda parte dell’anno in relazione agli Accordi sindacali stipulati prima dell’acquisto delle stesse da parte di UBI.
– le spese amministrative hanno totalizzato 366 milioni, di cui 49,8 relative alle 3 Banche Acquisite, che non hanno ancora beneficiato delle sinergie organizzative ed informatiche previste
con la fusione in UBI, e 317,3 milioni a UBI Stand Alone, dove prosegue la riduzione in atto ( – 3,2% rispetto al 1H2016);
– le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali sono pari a 75,3 milioni, di cui 5,2 derivanti dalle 3 Banche Acquisite.
Le rettifiche di valore nette su crediti si sono attestate a 282,6 milioni di euro, determinando un costo del credito annualizzato di 64 punti base.
Grazie alle vendite di crediti deteriorati effettuate prima dell’acquisizione, le rettifiche su crediti nelle 3 Banche si sono attestate a 10 milioni, più che compensate dal beneficio derivante dal
riversamento del badwill allocato a rettifica del valore dei crediti deteriorati (14,5 milioni).
12 Al 30 giugno 2017, circa 445 risorse dovevano ancora accedere al Fondo di Solidarietà (sulle 532 oggetto di Accordi precedenti l’acquisizione delle 3 Banche da parte di UBI Banca)

Al 30 giugno 2017, le coperture dei crediti deteriorati si attestano per il Gruppo allargato al 48,8% includendo i write-off (40,2% esclusi i write off).
Nel periodo sono stati contabilizzati circa 99 milioni di rettifiche di valore netto per altre attività e passività, essenzialmente legate alla svalutazione dell’investimento nel Fondo Atlante per 89,3 milioni da parte di UBI Stand Alone.
Le imposte del periodo si sono attestate a 79,4 milioni, definendo un tax rate del 40,81%, e non includono alcun beneficio di iscrizione di DTA sulle perdite pregresse delle 3 Banche Acquisite che inizierà a rilevarsi a valle delle incorporazioni societarie.
Infine, sono statti registrati nella prima parte dell’anno oneri legati al Piano Industriale (progetto Banca Unica, progetto integrazione 3 banche acquisite, incentivi all’esodo) per circa 20 milioni al
netto delle imposte e dei terzi.

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I risultati economici del 2trim2017
L’evoluzione del 2trim2017 evidenzia un risultato positivo di 629 milioni: le 3 Banche Acquisite vi hanno concorso con un risultato negativo di 27,7 milioni (al netto del riversamento del badwill
per 13,8 milioni), sintesi di una gestione ordinaria ancora condizionata dagli oneri operativi, nonostante la riduzione del costo del credito, mentre UBI Stand Alone ha realizzato un utile netto di 43,8 milioni, penalizzato dall’ulteriore svalutazione dell’investimento nel Fondo Atlante (circa 71 milioni lordi e 50 netti), pur in presenza di un’evoluzione favorevole delle componenti “core” (+52,3 milioni l’incremento congiunturale del risultato di gestione).
L’utile netto del secondo trimestre si confronta con la perdita netta di 829 milioni registrata nel corrispettivo periodo del 2016 (scaturita dalla contabilizzazione della quasi totalità degli oneri legati al Piano Industriale) e con il risultato netto di 67 milioni conseguito nei primi tre mesi del 2017.
Dal punto di vista congiunturale, i proventi operativi hanno totalizzato 940,8 milioni, di cui 112,8 milioni di pertinenza delle 3 Banche Acquisite e 828,2 milioni di UBI Stand Alone. Questi ultimi
evidenziano un progresso rispetto agli 815,5 milioni degli stessi tre mesi del 2016, ma soprattutto a 798,2 milioni del primo trimestre 2017, da ricondurre alla crescita di pressoché tutte le
componenti di ricavo, a fronte di una sostanziale stabilità del margine d’interesse.
Nel 2trim2017, infatti il margine d’interesse migliora a 398 milioni per il Gruppo allargato, grazie all’apporto delle 3 Banche Acquisite (54,5 milioni, pressoché totalmente conseguiti nell’ambito
dell’intermediazione con clientela), mentre risulta sostanzialmente stabile a 343,5 milioni il margine d’interesse generato da UBI Stand Alone. Il secondo trimestre evidenzia in particolare per UBI
Stand Alone l’apporto positivo fornito dall’intermediazione con la clientela (302 milioni rispetto ai 301 del 1trim2017), grazie da un lato all’evoluzione dei volumi attivi (+0,7% l’incremento delle
consistenze medie lorde fruttifere) e dall’altro all’effetto tasso sulla raccolta a più lunga scadenza.
Nei due trimestri la forbice con clientela è rimasta sostanzialmente invariata, ma il mark-down,confermando il trend del precedente esercizio, sta lentamente migliorando.
Si rammenta che il margine d’interesse non include i benefici del TLTRO, che verranno contabilizzati nel 4trim dell’anno.

Le commissioni nette si attestano a 410,5 milioni, di cui 47,2 milioni rivenienti dalle 3 banche Acquisite (realizzate prevalentemente nel comparto dell’operatività più tradizionale) e 363,4 milioni
del Gruppo UBI Banca storico (+12,5 milioni). Il miglioramento conseguito da UBI Stand Alone è 8 riferito sia alla crescita dell’apporto dei servizi di gestione, intermediazione e consulenza (+3,8
milioni a 206,9 milioni) sia a quella dei servizi bancari (+8,7 milioni a 156,5 milioni).

Il risultato dell’attività finanziaria totalizza 83,4 milioni nel 2trim dell’anno, di cui -2,6 milioni dalle Nuove Banche per effetto prevalentemente della cessione di crediti, e circa 86 milioni da UBI
Stand Alone. Quest’ultima mostra un progresso di +20,6 milioni rispetto ai 65,4 milioni dei tre mesi precedenti, grazie soprattutto all’attività di cessione, salita a 59,1 milioni dai 40,5 del primo
trimestre 2017. La negoziazione ha contribuito con 18,7 milioni (23,9 nel 1trim2017) mentre le attività a FVO hanno assicurato 7,9 milioni (circa 3 nel 1trim2017).

Il risultato della gestione assicurativa, riferito alle 3 Banche Acquisite e al solo secondo trimestre, si è quantificato in 4,1 milioni.
L’analisi congiunturale evidenzia nel secondo trimestre oneri operativi per 636,2 milioni, di cui 141,8 milioni riferiti alle 3 Banche Acqusite (82,6 milioni il costo del personale, 49,8 milioni le contenimento in atto, ha presentata una flessione di 22,3 milioni rispetto ai 522 milioni dei primi tre mesi dell’anno, grazie alla favorevole dinamica di tutte le componenti:
– le spese per il personale, in calo di 6,8 milioni (da 320,6 a 313,7 milioni), sintetizzano i primi risparmi conseguenti all’evoluzione dell’organico (le uscite per esodi anticipati ex Accordo Sindacale del’11 dicembre 2016 si sono principalmente concentrate a fine febbraio), ma anche i benefici conseguenti all’adozione delle varie forme di prestazioni lavorative concordate con le OO.SS..
– le altre spese amministrative sono scese di 15,4 milioni a 151 milioni, anche in considerazione dell’incorporazione nei dati dei primi tre mesi dell’anno della stima del contributo ordinario al Fondo di Risoluzione per 31,6 milioni (poi rettificato in 27,7 milioni nel secondo trimestre). Al netto di tale contributo, le spese correnti mostrano una crescita concentrata in ambito progettuale,
essenzialmente per pubblicità e prestazioni professionali IT;
– le rettifiche di valore su immobilizzazioni materiali e immateriali si sono mantenute stabili a 35 milioni.
Il secondo trimestre evidenzia 147,8 milioni di rettifiche di valore nette su crediti, fra i valori più bassi degli ultimi anni, confrontandosi con i 134,8 milioni rilevati nei primi tre mesi.
Il costo del credito del secondo trimestre si è pertanto attestato allo 0,63%, dallo 0,64% dei primi tre mesi (dati annualizzati).
Il conto economico del 2trim2017 è stato impattato dalla contabilizzazione di 82,7 milioni quali rettifiche di valore nette per deterioramento di altre attività/passività finanziarie, di cui 77,3
milioni di pertinenza del Gruppo “stand alone” (per 70,6 milioni riferiti alla svalutazione dell’investimento nel Fondo Atlante, che va ad aggiungersi ai 18,7 milioni di svalutazione netta
effettuati nel 1trim2017) e per 5,4 milioni proveniente dalle 3 Banche Acquisite. Infine, il periodo registra, in relazione al progetto Banca Unica e al progetto di integrazione delle 3
Banche Acquisite, oneri non ricorrenti per 11,6 milioni, già al netto di imposte e terzi.

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Gli aggregati patrimoniali (UBI Banca + 3 Banche Acquisite)
Al 30 giugno 2017, gli impieghi verso la clientela
Nel dettaglio, all’interno dell’aggregato: si attestano complessivamente a 94,2 miliardi,
e risultano in crescita dello 0,5% rispetto ai 93,8 miliardi del 31 dicembre 2016, effetto combinato della crescita dell’1,6% degli impieghi di UBI Stand Alone (a 83,2 miliardi da 81,9 a fine dicembre
2016) e di una contrazione degli impieghi delle 3 Banche Acquisite (a 11 miliardi da 11,9 a fine dicembre 2016).
– i crediti in bonis verso la clientela si attestano a 85,8 miliardi (+1,5% rispetto a dicembre 2016): UBI Stand Alone registra un incremento dei crediti del 2,2% a 75,4 miliardi, grazie all’evoluzione positiva (+3,7%) delle poste a medio lungo termine, mentre le 3 Banche Acquisite segnano una contrazione degli impieghi in bonis di circa 0,4 miliardi a 10,3 miliardi;
– i crediti deteriorati netti ammontano a circa 8,5 miliardi, in contrazione dell’8,7% dai 9,3 di fine 2016 sia grazie alla discesa dei crediti deteriorati lordi, sia grazie alle maggiori rettifiche legate anche all’allocazione del badwill.

Per quanto riguarda la qualità del credito, a fine giugno, lo stock di crediti deteriorati lordi, pari a 14.141 milioni, si è ridotto (-1,6% rispetto ai 14.374 del dicembre 2016) e rappresenta il 14.1% del
totale crediti lordi. Nel dettaglio:
– in UBI Stand Alone lo stock lordo scende a 12.146 milioni dai 12.521 di fine 2016
– nelle 3 Banche Acquisite lo stock lordo sale lievemente a 1.994 milioni dai 1.853 di fine
2016
I flussi lordi da crediti in bonis a crediti deteriorati sono stati pari a 715,9 milioni nel primo semestre dell’anno, e derivano dalla somma dei nuovi flussi registrati in UBI Stand Alone – in
continua contrazione a 616 milioni (ossia -8,1% 1sem2017 su 1sem2016) – e dei flussi in entrata registrati nelle 3 Banche Acquisite, pari a 100 milioni nel 2trim2017.
Le evidenze di fine giugno 2017 mostrano coperture in significativo progresso rispetto a dicembre 2016.
Includendo i crediti stralciati, la copertura del totale crediti deteriorati sale al 48,8% (era il 44,6% a dicembre 2016). I crediti stralciati ammontano a 2,4 miliardi. Escludendo i crediti
stralciati, la copertura del totale crediti deteriorati è pari al 40,2%, in deciso rialzo rispetto al 35,6% del dicembre 2016, anche, ma non solo, per effetto dell’allocazione del badwill a incremento dei
fondi di rettifiche.
L’effetto combinato di riduzione degli stock lordi e di maggiori coperture, ha favorito la contrazione dei crediti deteriorati netti, le cui consistenze si attestano a fine giugno 2017 a 8.452
milioni (da 9.258 milioni a dicembre 2016), rappresentando il 9% del totale dei crediti netti. In termini di composizione per classi:
– lo stock di sofferenze nette ammonta a 4.050 milioni (4.075 a dicembre 2016). Includendo i crediti stralciati, la copertura delle sofferenze si attesta a giugno 2017 al 59,2% (58,6% a
dicembre 2016). Analoga dinamica caratterizza la copertura delle sofferenze al netto dei crediti
stralciati che raggiunge il 46,3% a fine giugno 2017 (45,6% a fine dicembre 2016);
– la categoria delle inadempienze probabili (cd. “Unlikely to pay”) ammonta in valori netti a 4.157 milioni (4.881 a dicembre 2016), esprimendo una copertura del 34,3% (24,8% a dicembre 2016);

– le posizioni scadute/sconfinanti nette ammontano a 246 milioni (rispetto ai 302 milioni di dicembre 2016), con una copertura del 9,5%.
Per quanto attiene il profilo della raccolta, si segnala il consolidamento della positiva evoluzione dell’aggregato di raccolta totale core da clientela ordinaria14 (che accoglie la raccolta diretta core
da clientela ordinaria e la raccolta indiretta) attestatosi a 179 miliardi a giugno 2017, rispetto a 176,1 miliardi a dicembre 2016.
Più in dettaglio, la raccolta diretta da clientela ordinaria, pari a 83,6 miliardi (86,3 miliardi a dicembre 2016) risulta in contrazione essenzialmente per effetto della progressiva scadenza degli
stock di obbligazioni collocate sulla clientela captive (-3 miliardi rispetto a dicembre 2016, in diminuzione sia in UBI Stand Alone che nelle 3 Banche Acquisite), non sostituite anche nel
contesto della normativa sul bail-in, e della riduzione delle consistenze depositi vincolati sulle 3 Banche Acquisite (-0,6 miliardi), a fronte di significativa evoluzione del risparmio gestito.
La crescita dei conti correnti e dei depositi rimane forte in UBI Stand Alone (+2 miliardi a 54,3 miliardi a giugno 2017) mentre gli stessi scendono leggermente nelle 3 Banche Acquisite (-0,5
miliardi), al pari delle altre forme di raccolta più onerose sopra descritte, a seguito del recente avvio di una politica di riduzione dei tassi passivi; nel complesso, i conti correnti e i depositi ammontano a 62,8 miliardi (61,3 a dicembre 2016).

A giugno 2017, la raccolta indiretta si conferma ottima interprete delle esigenze di investimento della clientela e raggiunge i 95,8 miliardi di euro, in crescita complessivamente di oltre 6 miliardi
(+6,7%) da fine 2016 (+7,%1 in UBI Stand Alone e +2,6% nelle 3 Banche Acquisite). In particolare a fine semestre:
– il risparmio gestito in senso stretto raggiunge i 42,3 miliardi (+5,4% rispetto a dicembre 2016);
– la raccolta assicurativa si attesta a 19,7 miliardi (+6,9% rispetto a dicembre 2016);
– la raccolta amministrata ammonta a 33,8 miliardi (+8,3% rispetto a dicembre 2016).

Con valuta 29 marzo 2017, l’esposizione del Gruppo verso la BCE a titolo di TLTRO2 è salita a 12,5 miliardi di euro, dai 10 miliardi ottenuti a giugno 2016; l’intero importo è riferito a UBI Stand Alone. Il profilo di scadenza contrattuale di tale esposizione TLTRO2, iscritta tra i “Debiti verso Banche” e quindi non inclusa nella raccolta diretta, prevede 10 miliardi a giugno 2020 e 2,5 miliardi a marzo 2021.
Il Gruppo continua a beneficiare della solida posizione di liquidità, con indici (Net Stable Funding Ratio e Liquidity Coverage Ratio) costantemente superiori a 1, e uno stock di attività stanziabili complessivamente pari, al 30 giugno2017, a 25,4 miliardi di euro, (di cui 10,6 disponibili), già al netto degli haircut.

A giugno 2017, le attività finanziarie del Gruppo hanno una consistenza al mark to market di 18 miliardi di euro (-17,8% rispetto a dicembre 2016), di cui 11,9 miliardi relativi a titoli di stato
italiani (16,5 miliardi a dicembre 2016). A fine giugno 2017, il patrimonio netto consolidato del Gruppo UBI Banca, incluso il risultato di periodo, si attesta a 9.956,2 milioni di euro, e beneficia sia dell’aumento di capitale che della contabilizzazione del badwill.

In termini di indici patrimoniali, a fine giugno 2017 il CET1 ratio fully loaded è pari all’11,32%; il CET1 ratio phased in si attesta all’11,42%; in ambedue i casi, l’incremento degli RWA – dovuto all’inclusione delle 3 Banche Acquisite e alla crescita degli impieghi in UBI (gli RWA si attestano a 69,2 miliardi a fine giugno rispetto ai 59,2 miliardi relativi a UBI Stand Alone a fine mazo2017) -, è stato compensato dalla crescita del CET1 derivante dalla contabilizzazione del badwill, dall’aumento di capitale, dalla vendita di un hedge fund e dal miglioramento della riserva AFS.
Sempre a fine giugno 2017, il Total Capital Ratio risulta pari, in termini fully loaded, al 13,94%, e in termini phased in al 14,06%. Infine, il Leverage ratio ammonta fully loaded 5,61% e phased in al 5,66%.

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Al 30 giugno 2017, le risorse umane del Gruppo UBI Banca risultavano composte da 22.122 unità (17.244 in UBI Stand Alone e 4.878 nelle 3 Banche Acquisite). Sempre al 30 giugno 2017,
l’articolazione territoriale contava 1.954 sportelli (1.948 filiali in Italia e 6 all’estero).
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Dichiarazione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Elisabetta Stegher, quale Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Unione di Banche Italiane Spa attesta, in conformità a quanto previsto dal secondo comma dell’articolo 154 bis del “Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria”, che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.
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Prevedibile evoluzione della gestione ordinaria
L’evoluzione del margine di interesse nella seconda parte del 2017 rifletterà la rilevazione nel quarto trimestre del beneficio una tantum previsto nell’ambito del programma TLTROII oltre che il
positivo andamento dei volumi di impiego e la progressiva riduzione del costo della raccolta da clientela delle tre Banche Acquisite.
Si prevede che le commissioni nette nel secondo semestre 2017 continueranno a beneficiare del processo di ricomposizione della raccolta totale a favore del risparmio gestito. Proseguirà l’attento governo dei costi anche grazie all’uscita prevista di circa 700 persone, di cui oltre la metà nel 2017, sulla base dell’Accordo Sindacale siglato nel mese di luglio. Si prevede di mantenere il trend di riduzione del costo del credito complessivo di UBI e delle 3 banche acquisite rispetto al 2016. Si conferma infine la previsione di integrazione delle Banche Acquisite nel rispetto dei tempi e degli
oneri di integrazione pianificati.

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