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“Ti ricordi quell’estate? Devi solo aprire gli occhi per vederla”

Margherita Monticelli, classe 2002, racconta la sua vita e i suoi pensieri su diario e vuole condividerli con BGY

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Quella era proprio una bella estate, vero?

Che poi, quando un’estate non lo è? Sole, cuore, amore. Lo dice pure la canzone. Se lo dicono in una canzone, una cosa così, vera la deve essere per forza, che poi la trasmettono alla radio, la sentono tutti e si fanno un’idea sbagliata.

Che caldo faceva quell’estate. Ti ricordi? Correvamo solo per sentire un po’ d’aria fresca.

E le serate? Le nottate? Quelle intorno al falò. Con tuo cugino Sergio che suonava la chitarra. Quante foto che facevi. Sempre con la macchinetta in mano. Fotografavi noi. Quello che vedevi. Volevi catturare la memoria dei tuoi occhi e a volte di dimenticavi di assaporarli quegli attimi. Però, sai, ripensandoci, tu pensavi anche a quello. Sempre col naso all’insù, puntato verso il cielo. Come un timoniere. A cercare la tua isola che non c’è. Un battito di ciglia e via. Altro che Peter Pan..

Ma guarda che Bennato con “seconda stella a destra” non intendeva per forza quelle che stanno in cielo. Di stelle ce ne sono tante ovunque. La tua stella polare se vuoi la trovi anche qui. Devi solo essere bravo. Attento. Devi solo aprire gli occhi..

Devi solo aprire gli occhi..

Ma non ti stanchi mai di tenerli sempre chiusi? Non hai paura che ti si incollino le palpebre? Forse tu no. Tu non hai mai paura. Tu sei coraggiosa. Io no. Io paura ce l’ho. E te lo urlo se vuoi. Non mi importa niente. La figuraccia la faccio, faccio la figura del codardo, dello stupido, pazienza.

Rideranno. Poi tanto si dimenticano. Ma se lo faccio, tu gli occhi li apri?

Ce le ho ancora le tue foto, sai? Qui con me. Vieni. Guardale. Devi solo aprire gli occhi..

Senti come sono vissute, strappate e rincollate, raggrinzite dalla pioggia asciugata che dispettosa ha cercato di cancellarle. Di cancellare quei ricordi. Momenti vissuti a portata di click. Ma ci sei tu in quelle foto. Non ti si vede. Ma ti si sente. Sono forti come te. Tu non puoi essere cancellata.

E il profumo? Il profumo che c’era? Quel profumo di fiori d’arancio? Te lo ricordi? Quello non lo potevi fotografare. Te lo ricordi. Lo so. Me lo ricordo anche io, sai?. Me lo ricordo talmente tanto che mi sembra di sentirlo ancora in questo giardino piangente

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