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Povero e invalido al 70%: il presidio fa rinviare lo sfratto di Maurizio foto

Il provvedimento è stato fermato e posticipato al 3 ottobre, data entro la quale l'Unione Inquilini si augura che sia agibile la casa popolare che spetta al cittadino come da graduatoria.

È stato rinviato di 60 giorni lo sfratto, previsto per la mattinata di giovedì 3 agosto, di Maurizio, cittadino invalido al 70% che risiede a Pradalunga: è andato così a buon fine il presidio organizzato dal Sindacato Unione Inquilini di Bergamo di fronte al suo appartamento per fermare il provvedimento.

Un’azione che si è conclusa attorno alle 15.30 quando a Maurizio è stato comunicato il rinvio dello sfratto al 3 ottobre prossimo: “Un risultato reso possibile dalla presenza del presidio, formato da circa venti persone, in gran parte famiglie sfrattate accorse in solidarietà – spiega Fabio Cochis, segretario generale dell’Unione Inquilini Bergamo – Ci dispiace che anche oggi ci siamo dovuti sostituire noi all’Amministrazione comunale che non ha politiche abitative e sociali adatte a questo tipo di situazioni”.

La pratica di sfratto per morosità è stata avviata in seguito all’impossibilità di Maurizio di pagare le spese quotidiane: “Abbiamo incontrato più volte l’Amministrazione per cercare di trovare una soluzione alla condizione di precarietà abitativa e sociale dell’uomo – continua Cochis – E con grande sorpresa abbiamo scoperto che Maurizio si trova ai primi posti della graduatoria per l’assegnazione di una casa popolare: a Pradalunga ce ne sono tre, di cui un monolocale che sarebbe adatto a lui, ma sono inagibili e devono essere ristrutturate prima che possano essere dichiarate abitabili”.

I lavori, denunciano sempre dall’Unione Inquilini di Bergamo, non sono però ancora iniziati e Maurizio rischia di trovarsi senza una casa: “Speriamo si concludano entro il 3 ottobre. Abbiamo disobbedito al tentativo di sgombero perchè non si affronta la povertà con gli sfratti: la soluzione proposta dall’Amministrazione non era in alcun modo attuabile e vorremmo fare un appello al Prefetto di Bergamo affinchè, in casi come questi e in presenza di famiglie povere, con bambini, anziani o disabili, possa intervenire per bloccare i provvedimenti”. 

(foto Più Valli Tv)

 

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