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Orio: “850 lavoratori a rischio? Verrebbero solo trasferiti e ne beneficerebbe la salute di tutti”

Il Comitato Aeroporto di Bergamo e il sindaco di Orio al Serio replicano al segretario generale della Filt Cgil di Bergamo: "Non siamo contro i cargo ma contro i voli notturni, l'insostenibilità della crescita dello scalo è legata ai problemi di salute che determina per centinaia di migliaia di persone".

Nella battaglia verbale sul futuro dello scalo di Orio al Serio, il segretario generale della Filt Cgil di Bergamo Marco Sala ha guardato il problema dal punto di vista occupazionale: “Sopprimere i voli notturni non risolve il problema del rumore provocato dall’aeroporto di Orio al Serio – ha sottolineato – Sono circa 850 lavoratori che se si seguisse la proposta avanzata dal primo cittadino di Bergamo di puntare allo sviluppo dell’aeroporto di Montichiari significherebbe perdere”.

Un intervento al quale hanno risposto Gianluigi Mologni del Comitato Aeroporto di Bergamo e il sindaco di Orio al Serio Alessandro Colletta. 

“È necessario fare qualche precisazione e fornire qualche informazione proprio per avere ‘un ragionamento più compiuto e onesto’ come lui stesso afferma – spiega Mologni – Già il fatto di dire che le ‘rotte notturne sono verso Brescia’ dimostra che non si è al corrente dell’impatto dei voli notturni sulla popolazione (e sono decine di migliaia di persone!!!) che abitano nei paesi ‘verso Brescia’. Basterebbe guardare i dati del rumore (sono sul sito della SACBO) per verificare che a Cassinone per esempio il rumore (medio giornaliero) si attesta sui 70 decibel. E poiché un dato logaritmico significa che siamo almeno a otto volte il limite massimo della Zonizzazione Acustica per garantire una convivenza tra attività aeroportuale e il diritto ad una vita dignitosa (i famosi 60 decibel previsti per stare sotto le fasce di rispetto aeroportuali). Ma significa anche almeno 20 volte di più di quello che è il limite previsto per gli edifici sensibili (ospedali, case di riposo etc.) dove la gente vive anche di notte. E questo rumore è prodotto soprattutto dai voli notturni che la normativa europea giustamente conteggia in modo più incisivo. Allora dobbiamo trasferire qualche centinaio di posti di lavoro a Montichiari (non in Romania) o dobbiamo delocalizzare interi paesi? E se è vero che decollano verso est i rullaggi li fanno in testa pista a ovest e si sentono forte anche a Orio, Campagnola e persino a Colognola. Oltretutto è un rumore a bassa frequenza che non viene filtrato neppure dai doppi vetri. E non viene neppure conteggiato nel calcolo del rumore da parte delle centraline.

Gli aerei notturni sono pochi? Il signor Sala forse si dimentica che di notte (dopo le 23 e fino a notte fonda) volano aerei charter o di linea più o meno in ritardo. E sono decine e decine ogni notte. Come possiamo togliere questi e lasciare solo i cargo?

Sala finalmente è arrivato ad ammettere che ‘l’aeroporto non può più crescere, e la sua crescita è ormai insostenibile’. Finalmente, perché finora avevano sempre detto il contrario, sempre ‘in nome dell’occupazione’. Però ‘la chiusura dei voli notturni non è la soluzione’. E quale sarebbe la soluzione per il signor Sala?

Che l’aeroporto sia ‘seduto in mezzo alla città’ è un dato assodato. E che quindi la prima cosa da fare sia quella di eliminare i voli notturni è altrettanto inevitabile. Come hanno fatto aeroporti ben più grandi di Orio come Francoforte e Zurigo ma anche la quasi totalità degli aeroporti italiani, che hanno certamente assai meno problemi ambientali di Orio. Senza che nessuno morisse di fame.

Non dimenticando che i voli notturni a Orio sono stati effettuati illegalmente per anni (parole testuali del Dirigente della Presidenza del Consiglio dei Ministri) e che ancora adesso SACBO non è in grado di dimostrare che i voli notturni vengono effettuati nel rispetto dei limiti dei 60 decibel come previsto dalla normativa vigente.

Ma il dato più importante, di cui troppo spesso ci si dimentica, è che la ‘insostenibilità’ della crescita dello scalo è legata ai problemi di salute che essa determina per centinaia di migliaia di persone. Pochi posti di lavoro (trasferiti a pochi chilometri, non licenziati) valgono questo rischio? Ma è mai possibile che a questi signori i casi di eternit, Icmesa, Petrolchimico etc. e adesso dell’Iilva non abbiano proprio insegnato nulla? Si parla tanto (anche a sproposito) di ‘lavoratori a rischio’, dimenticando che sono molto più a rischio le migliaia e migliaia di persone che a causa dell’aeroporto hanno e avranno problemi di salute e di rischio di incidente aereo sopra la città (e non a caso l’aereo finito fuori pista e che solo per un puro miracolo non ha determinato un disastro immenso, era un cargo). E questi non rischiano di essere trasferiti a Montichiari, ‘rischiano’ di finire in Ospedale o sottoterra.

Signor Sala, il sindacato dovrebbe difendere ‘tutti i lavoratori’ compresi quelli che hanno la sfortuna di abitare vicino all’aeroporto (magari da ben prima che l’aeroporto cominciasse a svilupparsi), se si vuol fare un ragionamento ‘più completo e onesto’.

Cordialmente,

Mologni Gianluigi del Comitato Aeroporto di Bergamo”.

All’intervento di Mologni si aggiunge anche la precisazione del sindaco Colletta: “In qualità di coordinatore dei sindaci aeroportuali mi preme sottolineare che i sindaci, escluso Bergamo in questo caso, hanno sempre sostenuto che i voli notturni vadano trasferiti, senza fare distinzione sulla tipologia degli stessi. Non siamo contrari ai cargo ma ai voli notturni. Siamo vicini ai lavoratori, non è giusto dire che siamo insensibili a questo tema. L’altro aspetto è che i voli notturni pesano di più di uno diurno: la nostra preoccupazione è che eliminandoli si aumenti in modo sconsiderato quelli nelle fasce diurne. La nostra battaglia è da sempre contro l’aumento sconsiderato dei voli e contro i voli notturni”.

 

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