BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Tragedia di Bara, la famiglia rifiuta i soldi raccolti alla festa di Ubiale foto

Il padre: "Avrebbero dovuto fermare i festeggiamenti, invece hanno continuato come se nulla fosse successo. Si tengano il loro denaro"

“Avrebbero dovuto fermare almeno un giorno la loro festa, invece hanno continuato come se nulla fosse successo: è stata una grande mancanza di rispetto”. Sidy Thiam, il papà di Mamadou Lamine, Bara per gli amici, il ventenne senegalese di Almè ritrovato senza vita in un burrone nella serata di domenica 23 luglio, ha rifiutato i soldi raccolti all’Ubiale Power Sound Festival, la festa in cui suo figlio si trovava fino a pochi minuti prima di perdere la vita, dopo una rissa e un inseguimento da parte di tre persone, ora indagate.

Gli organizzatori avevano deciso – in modo discutibile – di proseguire la rassegna musicale, annunciando con un comunicato una simbolica raccolta fondi: “…Giovedì 27 riprenderà regolarmente la manifestazione con la maxi-tombolata e si è deciso che parte del ricavato sarà donato alla famiglia di Bara unendoci agli amici e alla raccolta che gli stessi hanno provveduto a effettuare per il rimpatrio della salma del ragazzo in Senegal…” (LEGGI QUI).

Il signor Thiam, ancora scosso per la perdita del proprio figlio, non ha nemmeno aperto la busta che gli è pervenuta dal Power Sound e l’ha  rispedita al mittente: “Non so neanche quanti soldi abbiano raccolto – spiega – e non mi interessa. Si sono comportati male. Sì tengano pure il loro denaro, anche perché non mi potrà ridare mio figlio. E poi abbiamo avuto tanti aiuti da amici e conoscenti di Bara. Non sono nemmeno riuscito a contare le banconote”.

Il padre della vittima non risparmia poi un attacco al sindaco di Ubiale Clanezzo, Ersilio Gotti (lista civica di Centrosinistra Nuovi Orizzonti): “È venuto a porgerci le condoglianze del suo Comune solo otto giorni, ben otto giorni, dopo la tragedia. Anche questa l’ho vista come una mancanza di sensibilità”.

Nel frattempo sarà aperta oggi, mercoledì 2 agosto, con un giorno di ritardo per ragioni legali, la camera ardente con la salma del giovane studente senegalese che sognava di giocare nella Juve come il suo idolo Gonzalo Higuain. All’ospedale Papa Giovanni di Bergamo è prevista una nutrita presenza di parenti e amici per l’ultimo saluto.

Fino a giovedì, quando la salma sarà accompagnata in Senegal per il rito funebre a Dakar, la città in cui Bara era nato nel 1997. Un viaggio reso possibile proprio grazie alle donazioni benefiche di chi lo conosceva.

Proseguono intanto le indagini dei carabinieri di Zogno e del nucleo investigativo di Bergamo, coordinate dal sostituto procuratore Fabio Pelosi, per chiarire meglio come siano andate le cose la sera della tragedia. Si sta cercando ancora di chiarire le responsabilità dei tre indagati, C.B., 54 anni di Ubiale, e la coppia di fidanzati R.M., 25 anni di Alzano lui, B.I., 35 anni di Sedrina lei, che avrebbero inseguito il ragazzo fino al punto in cui, cadendo nel burrone, ha trovato la morte.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da simona71

    Apprezzo la sobrietà della famiglia di Bara e trovo vergognoso che la festa sia proseguita,è stata una mancanza di rispetto inaccettabile