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“Togliere i voli notturni a Orio? A rischio 850 posti di lavoro” - BergamoNews
Sala, filt cgil

“Togliere i voli notturni a Orio? A rischio 850 posti di lavoro”

Marco Sala, Filt Cgil: "La perdita di voli notturni non significherebbe la soluzione quota parte del problema. Anzi, il problema sarebbe lo stesso ma con un impatto sui lavoratori di dimensioni enormi"

Il dibattito sulle nuove rotte dell’aeroporto di Orio al Serio ha più volte portato alla ribalta la richiesta di eliminare i voli notturni. Dalle 23 alle 6 del mattino nessun volo in partenza o in arrivo dallo scalo de Il Caravaggio. Lo ha proposto il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, lo hanno rimarcato il Coordinamento dei comitati aeroportuali.

Ma c’è chi dice no a questa proposta e porta le sue ragioni con numeri.

“La soluzione proposta dal sindaco Giorgio Gori e dal Coordinamento dei comitati aeroportuali di sopprimerebbe i voli notturni non risolve il problema del rumore provocato dall’aeroporto di Orio al Serio – dichiara Marco Sala, segretario della Filt Cgil -. Basta prendere un giorno a caso, per esempio giovedì 27 luglio quando dei 162 voli di Orio al Serio solamente nove erano notturni. Bisognerebbe invece spiegare che il traffico più intenso si registra dalle 21 alle 23 e dalle 6 alle 8 del mattino, quando i voli Ryanair e WizzAir sono in decollo o in atterraggio”.

Al segretario della Filt Cgil preme soprattutto salvaguardare i posti di lavoro. “Sono circa 850 lavoratori che se si seguisse la proposta avanzata dal primo cittadino di Bergamo di puntare allo sviluppo dell’aeroporto di Montichiari significherebbe perdere. Non dimentichiamo che i merci hanno già fatto la scelta di non crescere più su Orio e hanno puntato su Malpensa con un investimento di 180 milioni di euro grazie ad un accordo con Sea che li lega fino al 2042. A Bergamo, è questo qualcuno lo dimentica, i merci hanno rinnovato il contratto fino al 2021 proprio per in quadro di incertezza che c’è. Se dopo Malpensa si apre a Montichiari, per la Bergamasca vorrebbe dire perdere 850 posti di lavoro oltre a tutto l’indotto che questo genera: le persone si spostano, mentre i pacchi hanno bisogno di qualcuno che li sposti. E questi si chiamano posti di lavoro”.

In Dhl si contano circa 510 dipendenti, a questi si aggiungono 150 tramite cooperativa, poi ci sono i 140 di Ups e di una sessantina della cooperativa, infine si devono tener conto di guardiani, manutentori e addetti alla pulizia che sono oltre una cinquantina.

“Va inoltre rimarcato che la perdita di quei voli non significherebbe la soluzione quota parte del problema – aggiunge Sala -. Anzi, il problema sarebbe lo stesso ma con un impatto sui lavoratori di dimensioni enormi. Inoltre le rotte dei voli notturni sono verso Brescia, il tema è che l’aeroporto non può più crescere e la sua crescita è stata travolgente, bisogna pensare a un modello di sviluppo sostenibile e la sua crescita è ormai insostenibile. Tuteliamo l’esistente, gli unici che hanno compiuto questa scelta sono i cargo, strano che si carichi ancora su di loro la responsabilità, mentre quel settore ha già dato, si faccia un ragionamento diverso. Aggiungo che il venerdì notte sul sabato, il sabato notte sulla domenica e la domenica notte sul lunedì, i corrieri non volano…. insomma servirebbe un ragionamento più compiuto e onesto”.

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