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Immigrati e stazione Ovest: l’affondo di Gori a Maroni e Sorte

Alla Festa del Pd a Treviglio Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, è stato "interrogato" soprattutto sulle questioni calde della politica attuale come immigrazione, autonomia ed elezioni regionali.

Alla Festa del Pd a Treviglio Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, è stato “interrogato” da Stefano Sonzogni ed Erik Molteni, entrambi consiglieri di minoranza nella cittadina della Bassa, soprattutto sulle questioni calde della politica attuale come immigrazione, autonomia ed elezioni regionali.

Incalzato sul discorso migranti, Gori si accende e accusa l’attuale amministrazione regionale di immobilismo: “Il tema dell’immigrazione è un tema che entrerà per forza di cose nella campagna elettorale per le regionali, nonostante non sia un tema di competenza delle amministrazioni regionali. Tanto poco lo è che l’attuale governo della Regione se ne è disinteressato in questi anni mentre altre regioni e altri governatori sono diventati il punto di riferimento per le rispettive aree nelle politiche di accoglienza, ponendosi accanto ai comuni.”

Un affondo diretto a Roberto Maroni, che con tutta probabilità Gori sfiderà alle prossime elezioni regionali e a cui il primo cittadino di Bergamo contesta il fatto di aver voltato le spalle ai Comuni: “Il Pirellone si è girato dall’altra parte e quelle poche volte che ha posto lo sguardo su questo tema lo ha fatto per rendere ancora più difficile la vita ai comuni e ai sindaci, minacciando sanzioni e taglio ai finanziamenti per quei Comuni che si dicevano disponibili all’accoglienza.”

Diverse le proposte di Gori volte  a gestire il fenomeno che lui ritiene positivo se regolamentato sui canali della legalità: “Auspico che nel breve periodo arrivi qualche migrante in meno e che sia possibile riaprire i canali legali di immigrazione che oggi sono praticamente sigillati. Io credo che l’Italia abbia bisogno di lavoratori stranieri, abbiamo un problema demografico enorme, con un trend di nascite di 500 mila persone all’anno a fronte dei 750 mila che invece muoiono”.

Il sindaco punta sul rimpatrio volontario assistito, pratica largamente diffusa in altre nazioni europee, che prevedere l’assistenza a quei migranti che decidono in modo spontaneo di tornare nei propri Paesi d’origine, fornendo loro formazione e competenze e un piccolo contributo economico per aiutarli ad aprire piccole attività nei loro paesi. “Si tratta di una procedura che prevede il fatto di dotare il migrante di una riserva di denaro che lo aiuti quando ritorna a casa: l’aiuto al reintegro nella società da cui si è mosso, e di mettere a disposizione, tramite fondi europei, fino a 2000 euro per permettere di avviare una piccola attività d’impresa. Per dare un idea di questa pratica la Germania l’anno scorso ha eseguito 55 mila rimpatri volontari, contro i 3 mila dell’Italia. Effettuando questo tipo di intervento anche da noi ci sarebbe quindi un allentamento della pressione sui territori.”

Non poteva mancare la domanda sulla recente polemica legata alle nuove fermate ferroviarie alla stazione Ovest trevigliese, criticate dal sindaco di Bergamo: “Una scelta strumentalizzata dall’amministrazione comunale di Treviglio e dall’assessore regionale Alessandro Sorte che ha cercato di mettere in contrapposizione gli interessi dei pendolari di Treviglio con quelli di Bergamo. Io mi sono mosso innanzitutto sotto il profilo istituzionale. Il fatto che l’assessore regionale invece di parlare della decisione nelle sedi ufficiali lo faccia solo a Treviglio e sui giornali locali mi è sembrato la conferma dello scarso rispetto verso le istituzioni delegate. Per me – conclude – non esistono pendolari di serie A e di serie B, mi piacerebbe però che la questione fosse affrontata nel suo insieme, cercando soluzioni che non siano a vantaggio di uno a scapito di altri”.

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