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Misteri e favole rock: Paul is dead, ovvero la morte di McCartney

Filippo Sella, avvocato di Bergamo appassionato di musica, inizia oggi una collaborazione con Bergamonews. Si parte con una rubrica dedicata ai misteri e alle favole attorno ai protagonisti del rock.

Filippo Sella, avvocato di Bergamo appassionato di musica, cinema, fumetti, sport, subbuteo, suonatore di chitarra, piano, cantante da crociera, inizia oggi una collaborazione con Bergamonews. Si parte con una rubrica dedicata ai misteri e alle favole attorno ai protagonisti del rock.

filippo sella

“Mio Cuggino” è il titolo di una vecchia canzone di Elio e le storie tese che tratta di leggende metropolitane tipo dell’uomo (il cuggino) che dopo una notte di bagordi si ritrova in un fossato senza un rene, o del tale (sempre il cuggino) che “schiantato con la moto, tolto il casco, si è aperta la testa”.

Parafrasando il testo della canzone vorremmo parlare di alcune tra le più curiose leggende legate al mondo della musica pop rock.

Paul is dead (PID)

Paul McCartney, genio incontrastato del pop rock e cofirmatario della maggior parte dei pezzi dei Beatles, nasce a Liverpool il 18 giugno 1942 per poi morire, secondo alcuni, il 9 novembre 1966, in un incidente stradale alla guida della sua Aston Martin.

La teoria sostiene che i restanti Beatles, d’accordo con il manager Epstein, avrebbero sottaciuto la morte dell’amico. Messisi alla ricerca di un sostituto, l’avrebbero trovato in tale William Stuart Campbell, attore scozzese che, per somigliare maggiormente a Paul, si sarebbe sottoposto ad una plastica facciale.

L’attuale cantante, che da oltre 50 anni sforna dischi e tour con o senza i Beatles o gli Wings, sarebbe un sosia!!!!!

Molteplici le conferme, per i sostenitori della leggenda PID, della prematura dipartita del bello dei fab four. Avete tra le mani due tra i più indispensabili album di sempre e non solo dei Beatles….”Sgt. Pepper” e “Abbey road”? Bene, procediamo ad analizzare gli indizi del PID citando solo le ipotesi più singolari e meglio verificabili, tra le migliaia avanzate.

1) Sulla copertina anteriore di “Sgt. Pepper”(1967), proprio sotto la scritta “Beatles” in rosso, vi è una composizione floreale in giallo che riproduce un basso a 4 corde di impostazione mancina e di forma simile a quello (mod. Hofner) suonato dal nostro.
Interpretazione: i sopravvissuti hanno voluto commemorare il caro Paul, che, in effetti, suonava il basso ed era mancino.

beatles

2) Stesso disco, copertina interna. Sulle spallette della divisa indossata da Paul compare l’acronimo OPD dai più interpretato come “Officially pronunced dead”, cioè dichiarato ufficialmente morto. In realtà da indagini più approfondite tale sigla risulta essere un distintivo dell’OPP, Ontario Province Police.

3) Copertina esterna. Paul è l’unico che compare di spalle: forse un sosia non così rassomigliante?

beatles

4) Sulla copertina di “Abbey road” (1969), la famosissima foto della strisce pedonali, vi sono più elementi da considerare

a) La processione dei quattro Beatles viene così letta: George Harrison – primo da sinistra – è vestito tutto in jeans, tipico abbigliamento dei becchini inglesi, Ringo Starr – terzo da sinistra – in abito elegante scuro, come un impresario di pompe funebre, John Lennon – ultimo a sinistra – tutto in bianco, come un pastore di anime ed infine Paul, elegantissimo e a piedi nudi, proprio come un defunto. Per i teorici del PID tale foto va interpretata come una cerimonia funebre in cui Paul sarebbe il cadavere, accompagnato dagli altri tre sodali.

b) A riprova viene sottolineato come Paul sia l’unico non allineato al passo degli altri (al tempo dell’album vivi, lui morto)

c) Il bassista poi tiene la sigaretta nella mano destra, quando tutti sanno che è mancino … è forse un sosia quello ritratto nella copertina?

d) Guardando il maggiolone giallo a sx della copertina – tra le teste di George e Paul- si legge una targa: LMW 28IF. Interpretazione: Living McCartney Was 28 IF  Cioè se fosse vivo avrebbe 28 anni. In realtà, il presunto defunto, era nato nel ’42, per cui nel ’69 (anno del disco) ne aveva solo 27!!!!

5) Nell’inserto interno all’album “Magical mystery tour” (1967) appare una foto con una scritta proprio sotto la figura di Paul che riporta “I was”, io fui.

Per onor di cronaca va detto che i più accaniti sostenitori hanno colto molteplici messaggi ascoltando i nastri/vinili dei Beatles al contrario e non, in cui spesso ricorrerebbe la frase “Paul is dead”.

Queste le ipotesi più suggestive circa la leggenda PID: per chi intendesse approfondire l’argomento suggerisco il libro “Il caso del doppio Beatle” che analizza i pro e i contro del PID in modo analitico, allegando ampia documentazione fotografica.

Ps.  L’unico e vero incidente stradale che ebbe Paul si verificò il 26 dicembre 1965, alla guida di un motorino a Liverpool nei pressi della casa paterna. Cadendo Paul si ruppe un dente e si ferì al labbro, da qui la decisione di farsi crescere i baffi così da coprire la cicatrice. I segni della caduta sono evidenti sulla copertina dell’album “Yesterday and today” del 1966, il cosiddetto “album dei macellai” famigerato per la copertina poi censurata e coperta; così come nei videoclip dei brani ”Rain” e  ”Papereback writer” anch’essi del 1966.

L’immagine di copertina è gentilmente concessa dall’autore, Stefanino Benni

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