BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Trionfo Ferrari in Ungheria, Vettel e Raikkonen commuovono l’Italia

Il primo disputa l'intero Gran Premio con un guasto allo sterzo, ma protetto eroicamente dal compagno vince e vola a +14 nel Mondiale. Ce lo racconta Daniele Cancelli, classe '1997

Una domenica indimenticabile, una delle vittorie più belle della leggendaria storia della Ferrari, una doppietta che conferma la competitività della Rossa di quest’anno e che, soprattutto, commuove i Ferraristi per i valori tecnici e morali dei propri piloti. Dopo la gara maledetta di Silverstone serviva una reazione decisiva che riportasse certezze ed entusiasmo al team di Maranello e che permettesse a Vettel di trovarsi primo in classifica durante la sosta estiva; non solo abbiamo assistito a una reazione, ma ad una doppietta (l’83esima della storia) che ha entusiasmato i tifosi di tutto il mondo e ha permesso a Vettel di andare in vacanza con ben 14 punti di distacco su Hamilton.

La superiorità della Ferrari in questa gara è stata palese sin da subito, grazie alla strepitosa prima fila di sabato e alla partenza perfetta: la vittoria, quindi sarebbe risultata una semplice formalità; il grave problema allo sterzo di Sebastian, però, ha rimescolato le carte ed annullato il gap tecnico, lasciando col fiato sospeso tutti i Ferraristi da ogni parte del mondo. Il pilota tedesco ha realizzato una vera impresa, riuscendo a vincere il Gran Premio nonostante il grave handicap, aiutato da un toccante Raikkonen che, rinunciando ad una vittoria a mani basse, ha coperto le spalle al compagno di squadra, difendendolo dall’arrivo delle Mercedes, terminate terza e quarta.

Hamilton ha incredibilmente restituito il terzo posto al compagno di squadra al traguardo, rispettando l’ordine di scuderia, dopo il precedente favore del finlandese, rinunciando a tre ulteriori punti in classifica: scelta controversa, che farà discutere e che in classifica potrà rivelarsi decisiva. Le Ferrari giungono al traguardo in parata, davanti a una folla impressionante, corniciata da innumerevoli bandiere del Cavallino. Un trionfo indimenticabile, paragonabile ad Interlagos del 2007.

Questa vittoria è merito di tutti: dei due piloti, autori di una gara perfetta; del lavoro di Giovinazzi al simulatore di Maranello, che ha regalato preziose indicazioni al team; di Maurizio Arrivabene, che nel post gara ha ringraziato il nostro Paese, per la passione e la spinta che regala alla Scuderia; di Sergio Marchionne, visibilmente commosso e inorgoglito dalla prestazione della Rossa.

Questo può essere davvero l’anno buono: le Ferrari sono competitive in ogni tipologia di tracciato, Vettel è in stato di grazia e non sbaglia un colpo, il team è unito più che mai e, soprattutto, in Italia e nel mondo è tornato un entusiasmo straordinario che non si percepiva da anni.

Un decennio di astinenza da titoli mondiali sono un’eternità, lo sono ancor più per la scuderia più leggendaria al mondo, la Nazionale italiana dei motori; quest’anno ci sono tutti i presupposti per tornare a trionfare, riportando il titolo a Maranello, 10 anni dopo quel giorno indimenticabile in cui, a Interlagos nel 2007, proprio Raikkonen, davanti a Massa, fece esplodere di gioia il popolo Ferrarista.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.