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Insegnanti sul piede di guerra a Bergamo: in 272 a rischio esclusione dalle graduatorie

Lunedì mattina alcuni insegnanti hanno chiesto un chiarimento all'Ufficio Scolastico Provinciale in merito all'annuncio dell'inizio del procedimento di cancellazione dalle graduatorie a esaurimento della scuola dell'infanzia e primaria.

Lavoratori della scuola in agitazione a Bergamo per la comunicazione, pubblicata venerdì 28 luglio sul sito dell’Ufficio Scolastico provinciale, dell’inizio del procedimento di cancellazione dalle graduatorie a esaurimento della scuola dell’infanzia e primaria.

Una sorta di fulmine a ciel sereno per 272 insegnanti, chiamati sostanzialmente ad aggiornare il provveditorato sull’iter dei rispettivi ricorsi in merito alla possibilità di rimanere all’interno delle stesse: “In esecuzione delle sentenze del Giudice del Tribunale di Bergamo e della Corte d’Appello di Brescia – Sezione Lavoro, passate in giudicato, con le quali è stato negato il diritto all’inclusione nelle Graduatorie ad Esaurimento per l’insegnamento nella scuola dell’Infanzia e Primaria – scrivono dall’ufficio scolastico provinciale – si provvederà alla cancellazione dei ricorrenti, anche se inclusi con ‘riserva’ in esecuzione di ordinanze cautelari del Giudice Amministrativo. Gli interessati – continua – potranno presentare, entro il termine di 5 giorni dalla data di pubblicazione dell’avviso, eventuali osservazioni pertinenti con il procedimento ‘de quo’. Scaduto il predetto termine la scrivente Amministrazione procederà al provvedimento di cancellazione dalle G.A.E. di scuola infanzia e/o primaria della provincia e alla conseguente risoluzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato o determinato a suo tempo stipulati con clausola risolutiva all’esito del giudizio di merito”.

Un avviso che, tengono a precisare dall’Ufficio Scolastico, non è un annuncio di un automatico e immediato depennamento dalle graduatorie ma la chiara volontà, propedeutica alle nomine di ruolo che verranno fatte il 4 e 5 agosto e che interesseranno una cinquantina di persone, di capire chi abbia ancora titolo per stare nelle graduatorie stesse.

“Il problema – spiega Elena Bernardini della Cgil Scuola – si è creato a livello normativo: prima del 2001 il diploma magistrale era abilitante ma il termine era riferito solo alla possibilità di affrontare il concorso per entrare in ruolo ma nel 2014 il Consiglio di Stato ha dato ragione a un gruppo di insegnanti che aveva chiesto che venisse data l’abilitazione diretta all’ingresso in ruolo. Una sentenza che ha creato un disequilibrio: nel 2015 il Tar ha invece inserito queste persone nelle graduatorie ad esaurimento ma con riserva, permettendo loro di lavorare ed essere assunte con clausola risolutoria in caso di sentenza negativa”.

La verifica dell’Ufficio Scolastico provinciale, ora, mira all’individuazione di quegli insegnanti in graduatoria che abbiano presentato più di un ricorso e abbiano già avuto una sentenza negativa: “Le nomine di ruolo – continua Bernardini – dovrebbero essere fatte senza problemi ma finchè non ci sarà una sentenza definitiva sulla questione gli insegnanti rimarranno in una situazione provvisoria, col rischio che da un momento all’altro possano essere chiamati a licenziarsi. L’obiettivo della norma è quello di portare a esaurimento le graduatorie ed arrivare all’immissione in ruolo solamente tramite concorso che verrebbe fatto ogni due anni: ricorsi e sospensive fanno sì che non riesca mai ad arrivare a questo punto”.

Tra gli insegnanti in graduatoria la preoccupazione è alta e ne è testimonianza l’incontro che hanno voluto e ottenuto lunedì 31 luglio con il responsabile dell’Ufficio Infanzia e Primaria Savino Nota: “Dopo 20 anni di precariato – commenta qualcuno – ora dobbiamo affrontare anche quest’altra situazione precaria”.

Un pasticcio in piena regola che, ancora una volta, mette a rischio la qualità e la continuità dell’insegnamento.

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