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Stezzano, la casa dell’architetta Pellegrinelli in copertina sulla rivista di Hong Kong fotogallery

Un magazine internazionale di architettura ha dedicato il servizio di copertina al design della sua dimora

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Luogo abitativo e spazio creativo nello stesso ambiente. HOME Journal, magazine internazionale di architettura di Hong Kong, dedica la copertina del numero pubblicato a luglio alla dimora di Stefania Pellegrinelli, architetto di Bergamo. “Un’emozione – ci confida Stefania Pellegrinelli -. Un immenso piacere vedere il proprio spazio abitativo/lavorativo sulla copertina di un magazine d’architettura internazionale. La conferma del percorso personale, culturale e professionale. La conferma che la passione, l’impegno, lo sforzo insiti nel proprio modo di operare, sono apprezzati, compresi e premiati”.

Non è la prima volta che i lavori della professionista bergamasca vengono pubblicati da riviste del settore. In questo mese, oltre alla rivista di architettura e design di Hong Kong “HOME Journal”, anche la rivista belga/olandese “Stijvol WONEN” ha riservato attenzione al pensiero architettonico di Stefania Pellegrinelli (tutti i lavori si possono vedere sul sito stefaniapellegrinelli.com). “A breve – continua Pellegrinelli – è prevista la pubblicazione di un altro mio lavoro, il bed and breakfast Panorama Cinque a Salò, ancora in Cina”.

Ambiente di lavoro e luogo di vita. Come si conciliano questi due concetti in un unico spazio?

“Lo spazio in cui vivo, è pensato con la duplice funzione di luogo abitativo e lavorativo. Puro spazio di vita, di lavoro e di gioco: nessuna distinzione, un unico coro. Tutto si relaziona in un unico contenitore architettonico, poiché non non c’è distinzione tra ciò che faccio e ciò che sono. Nessuna distinzione nel mio pensiero architettonico, tra involucro esterno ed interno di un edificio,tra gli oggetti che vi abitano e si congiungono con il medesimo ritmo nello spazio. Continuità di volumi, superfici, luce e materia, interno ed esterno, luce naturale ed artificiale: un solo dialogo in uno spazio dove superfici, volumi, oggetti e persone si intrecciano, respirando un’unica emozione”.

Formazione, idee, orientamento. Come nasce la sua passione per l’architettura?

“La mia formazione è artistica, provengo da una scuola d’arte, perché non avrei potuto fare null’altro che mi appartenesse in modo così profondo. La passione per l’arte e la sua traduzione in forme concrete e funzionali attraverso l’espressione l’architettonica, mi ha da sempre accompagnata nella vita e negli studi. Mi laureo alla Facoltà di Architettura al Politecnico di Milano nel 1997 e successivamente conseguo un Master alla Domus Academy sempre a Milano. Nel 2002 apro il mio studio professionale a Stezzano, in quanto sento impellente il bisogno di portare avanti da sola, il mio pensiero architettonico. Il mio lavoro si contraddistingue per la continua ricerca di un linguaggio formale puro e minimale, attraverso la creazione di spazi architettonici dalle forme rigorose e dai contrasti sottili, nell’ambito dell’interior design residential, il contract, spa&wellness, restaurant and shop, offices”.

Qual è il progetto a cui è più legata?

“Uno in particolare nel 2015: l’evento “A Matter of Perception, Products & Materials” organizzato da DAMN° Magazine and Mosca Partners. Mi sono occupata del progetto e dell’installazione degli arredi da me progettati per la nuova collezione “living and night” di xam, azienda di contemporany design, esposti a Palazzo Litta in Corso Magenta a Milano, per il FuoriSalone di Aprile. Esporre i propri arredi in uno spazio storico di così rilevante importanza, ma soprattutto relazionarsi al luogo dialogando in un’unica voce attraverso il proprio linguaggio contemporaneo, è stata un’entusiasmante ed impegnativa sfida”.

C’è qualcosa che inserisce sempre nei suoi progetti? Un segno o un colore

“I miei arredi e la mia architettura sono concepiti attraverso un gioco di equilibri sottili e delicati, linee filiformi in contrasto con materiali a volte ruvidi, a volte dalla peculiare personalità, ma sempre in un dialogo continuo con lo spazio architettonico pensato o trovato, con cui mi devo relazionare. E’lo spazio ed il luogo, che suggeriscono in modo spontaneo, la natura e le peculiarità dell’intervento. Utilizzo materiali morbidi come il legno ed i tessuti, che si contrappongono a linee essenziali e sobrie delle basi e delle scocche che li contengono e li reggono: la sobrietà delle forme, la cura nel dettaglio, animano questi oggetti nella luce e nello spazio creato. Nel concetto di un ambiente che non è neutro ma puro, gli oggetti progettati rimandano al significato del “soffermarsi”dell’uomo nello spazio”.

Qualche semplice consiglio a chi vuole ristrutturare casa?

“Il consiglio è quello di rivolgersi sempre ad un architetto. La frase che più spesso mi sento rivolgere, è: “Architetto, se l’avessimo contattata prima !”. Che l’architetto sia oneroso è una convinzione errata, poiché un qualificato professionista è in grado tempestivamente di consigliare -ad esempio-, l’accostamento e la qualità dei materiali più idonei, una distribuzione funzionale ed armoniosa per lo spazio in cui si deve intervenire, senza dispendio di tempo e conseguentemente di denaro. Ciò che suggerisco in origine al cliente, è quello di scegliere con attenzione l’architetto a cui affiderà la realizzazione del lavoro. La poetica, la visione del cliente deve essere vicina a quella del professionista che sceglierà, poiché essendo l’architettura anche una splendida forma d’arte, ogni professionista la esprime con una propria peculiare sensibilità, differente da qualsiasi altro”.

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