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Ubi-Atalanta, più di uno sponsor: la banca finanzia il nuovo stadio?

Intanto per la maglia si pensa a un doppio sponsor: uno per il campionato e uno per le gare di Europa League

Dopo la pubblicazione dei calendari di serie A, rimane alta l’attesa di quello ancor più interessante che riguarda l’Europa, con tutte le iniziative che la società sta preparando per trasferire il popolo nerazzurro a Reggio Emilia. Troppo grande è il rammarico di non potere gustare profumo di Europa a Bergamo, quello che rimane solo nel ricordo dei non più giovanissimi.

Gli oltre 40.000 della sfida con il Malines del 20 aprile 1988 sono ormai figli di un’altra storia, di una Europa che non c’è più. Anche se, per dirla alla De Bortoli: “La memoria è un dovere civile perché altrimenti la storia sarà fatta dalle pagine peggiori”… tanto per intenderci non era ancora caduto il muro di Berlino e di euro si sussurrava soltanto.

Al di là delle rimembranze storiche – che parlando di Atalanta non guastano mai – e sottolineando il senso di appartenenza dei bergamaschi rispetto alla squadra, i Percassi sono ormai vicini a un annuncio molto importante che riguarda l’apertura della fase di lavori allo stadio, partendo proprio dai finanziamenti necessari. Perché nessuno dimentichi che la prossima Europa si deve giocare a Bergamo e servono i cosi detti “ghei”, termine preso a prestito dalla lingua dei Celti.

Per lo stesso motivo sembra che sarà Ubi Banca a farsi carico del finanziamento, sulla scia della storia dell’istituto, fatta di vicinanza ai territori, istituto che ha appena concluso con successo un aumento di capitale confermandosi terza banca d’Italia.

Ubi dunque, con al suo fianco come d’abitudine – con una partecipazione che possiamo definire istituzionale – il Credito Sportivo, ente di diritto pubblico, che dal 1957 ha sempre concorso a finanziare la maggior parte delle ristrutturazioni degli impianti sportivi italiani. E, sembra, con l’Italcementi sponsor tecnico per la fornitura di materiale.

Ma non è tutto. Risulta febbrile l’attività di complemento in seno alla società. Non la parte tecnica, che per quanto attiene alla rosa di giocatori sembra godere di consensi da parte di tifosi e addetti ai lavori. Salvo sorprese e miglioramenti che potrebbero interessare il centrocampo, con la conseguente scelta di mandare a giocare giovani interessanti come Melegoni o lo stesso Pessina, a patto che il sogno De Roon non rimanga tale.

L’interesse della proprietà è ora concentrato nel definire la voce “sponsorizzazione di maglia”. Tuttora non definita. Ma con più di un contatto in fase avanzata.

E perché non pensare addirittura a due sponsor di maglia? Uno per le gare di Europa League, con una visibilità del tutto nuova e interessante, l’altro per le partite di campionato. Un’idea non nuova nel panorama calcistico, tesa a sfruttare l’entusiasmante momento nerazzurro.

Da escludere in questo caso Ubi, che già continua nelle tradizionale sponsorizzazioni di maglia con Brescia Calcio e AlbinoLeffe. L’obiettivo principale è di non ripetere l’esperienza negativa vissuta con Suisse Gas. Non da meno quella fulminea quanto transitoria con Tws.

Ancor meglio sarebbe se lo sponsor provenisse dal territorio bergamasco. E sarebbe in effetti un’occasione ghiotta per i gruppi imprenditoriali orobici, perché la vicinanza all’Atalanta non è fatta solo di parole o di frasi tipiche come “Andiamo all’Atalanta”. Che a quelle  ci stanno già pensando i molti tifosi in coda per sottoscrivere l’abbonamento.

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