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Bollette da pagare, camicie da stirare? Alla Comac il maggiordomo che aiuta il lavoratore fotogallery

Sembrano sofisticazioni da grandissime aziende, al contrario diventerà presto realtà a Bonate Sotto, alla Comac, dove entro fine anno si comincerà con una sperimentazione per la messa a punto del servizio: ne parla Giorgio Donadoni.

Telefonino e buoni pasto? Sì grazie, ma la nuova frontiera è un’altra, il maggiordomo aziendale, qualcosa a metà strada fra l’assistente personale e il fattorino: prende nota di quanto serve a ogni lavoratore e torna con le camicie stirate o le ricevute delle multe e delle bollette pagate. Tempo risparmiato per chi lavora e maggiore produttività e attaccamento verso l’azienda.

E’ l’ultima novità del cosiddetto “work-life balance”, ovvero la necessità di trovare un equilibrio tra lavoro e vita privata. Sembrano sofisticazioni da grandissime aziende, al contrario diventerà presto realtà a Bonate Sotto, alla Comac, dove entro fine anno si comincerà con una sperimentazione per la messa a punto del servizio.

E non è finita qui, perché in azienda si sta studiando anche la creazione di una sala deposito per la spesa, con la possibilità di mettere in fresco i cibi deteriorabili, e una room service per i sacchi della tintoria.

“Da noi le persone contano – spiega convinto Giorgio Donadoni, socio fondatore con delega all’organizzazione aziendale, risorse umane, comunicazione e Customer Care, – ma non vogliamo essere né paternalisti né ipocriti: è uno scambio bilaterale. Noi diamo lavoro e opportunità per il territorio e un aiuto concreto per conciliare impegno in azienda e vita privata, le persone ci mettono la testa, il cuore e la voglia di fare. L’etica è al primo posto, la visione è di lungo periodo, i risultati ci danno ragione”.

Fatturato in crescita a 37 milioni di euro a fine 2017, contro i 34 del 2016, 140 dipendenti, un export che copre il 95% del totale. Il focus: impianti di infustamento e imbottigliamento per birra, soft drinks e acqua. Oggi il marchio Comac si lega ai più importanti produttori di bevande quali Heineken, CocaCola, Carlsberg, ed è leader mondiale nel campo dell’infustamento con un rete di assistenza altamente ramificata.

Gli impianti nascono in casa, nelle quattro sedi sorte fianco a fianco, e si sta pensando ad un quinto capannone, a cui si aggiungono un laboratorio di ricerca a Parma e una sede commerciale a Dallas, negli USA, dedicata anche all’assistenza after sales.

Tutto comincia nel 1990, per iniziativa dei fratelli Giorgio e Fabio Donadoni e i fratelli Marco e Giuseppe Scudeletti. Amici da sempre, condividevano molte cose, fra cui l’idea di mettersi in proprio. Un po’ di esperienza c’era: nella zona, grazie ad una grande azienda leader negli anni ’70 poi chiusa, erano nate diverse società e si erano create competenze diffuse. “Noi – spiega Giorgio Donadoni – abbiamo ragionato subito in termini di distretto per presentarci sul mercato con un’offerta completa. Ci hanno detto tutti di no. Il risultato? Noi ci occupavamo solo di infustamento, oggi produciamo linee complete e siamo in cerca di personale, gli altri hanno chiuso”.

In tutta l’azienda, reparto produzione compreso, trionfa la lean philosophy, ogni cosa al posto giusto e al momento giusto per ridurre al minimo ogni tipo di spreco. La riorganizzazione ha toccato anche i magazzini, dove è stata adottata la scaffalatura verticale per ridurre al minimo le perdite di spazio e di tempo. “Però – ammette Donadoni – con i fornitori si fa un po’ fatica a far passare questi nuovi concetti, ma ci proviamo”.

La sensazione è di una produzione altamente sofisticata dove non manca la sapienza artigianale. L’elettronica è protagonista ma la creazione segue passo passo le richieste del cliente. I grandi impianti, che poi finiscono nelle megafabbriche di birra di tutto il mondo, vengono costruiti in 4-5 mesi, testati e poi nuovamente smontati, impacchettati e spediti. Da lì in poi è il regno dell’after sales e del service, veri fiori all’occhiello: i problemi (pochi) vengono risolti sul nascere dalla sede centrale o dai centri di assistenza, anche tramite sistemi a distanza.

Le grandi linee di infustamento e imbottigliamento sono ancora il core business di Comac, ma sta crescendo anche la richiesta di macchine molto più compatte, destinate al mercato in espansione della birra artigianale. Con una precisazione. “In questo ambito – spiega Donadoni – siamo stati anticipatori e abbiamo aperto un importante mercato negli Stati Uniti, dove però la birra artigianale non è realizzata come a volte capita da noi, con impianti quasi casalinghi, ma ha già un suo preciso profilo tecnologico e produzioni con numeri importanti”.

Disegnatori meccanici, programmatori PLC , progettisti meccanici e elettrici, processor sono alcuni dei profili più richiesti in azienda, ma alle competenze tecniche sono da aggiungere quelle trasversali come l’attitudine al lavoro di gruppo, la proattività, il lavoro di team, la capacità di lavorare sotto stress, e naturalmente la conoscenza della lingua inglese. I corsi, in questo ambito sono tenuti da un insegnante madrelingua con diversi orari durante la settimana, e alla cui frequenza – facoltativa – è legata una quota di retribuzione accessoria in base al raggiungimento di
livelli certificati.

Le teste migliori si attirano e si trattengono anche grazie ad un piano welfare via via sempre più articolato, all’interno del quale trovano spazio anche la palestra interna accessibile a tutti i dipendenti e il giardino multisensoriale e multifunzionale con connessioni internet in cui i collaboratori possono trascorrere in relax le pause. Il giardino, pensato come un percorso a spirale, è destinato anche ad ospitare, in orari extra lavorativi, le feste private dei dipendenti o i pasti preparati dalla mensa aziendale.

Per questi interventi Comac ha ricevuto il premio Odysseus 2016 di Confindustria Bergamo, nella categoria “Innovazione organizzativa e welfare aziendale”. Da sottolineare, in ambito welfare, pure l’istituzione di un contributo economico variabile fra i 100 e i 500 euro al mese in base al raggiungimento di obiettivi attraverso il monitoraggio di parametri stabiliti e misurabili.

Nel frattempo il profilo tecnologico diventa sempre più sofisticato. Sono in dirittura d’arrivo due monoblocchi per birra completamente elettronici e una macchina per l’individuazione delle minifughe di anidride carbonica dai fusti, quest’ultima una novità mondiale. Investimenti che si candidano per beneficiare delle facilitazioni del piano “Industria 4.0” volute dal ministro Carlo Calenda.

Tutte le novità Comac saranno in vetrina a Monaco di Baviera dall’11 al 15 settembre a “Drinktec 2017”, salone internazionale per l’industria delle bevande e del liquid food.

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