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Morte di Bara nel burrone, solo 15 stranieri a Ubiale: “Non siamo razzisti” foto

Il sindaco Gotti risponde alle accuse di parenti e amici del ventenne deceduto dopo la festa. In paese solo tre famiglie straniere su 1404 abitanti

Ubiale Clanezzo è un paesino situato all’imbocco della Val Brembana. Fino a settimana scorsa era conosciuto per l’aria buona e per il castello medievale. Da domenica sera, invece, è salito alla ribalta delle cronache per la morte di un ragazzo di colore di soli 20 anni, Mamadou Lamine Thiam, per gli amici Bara, lo studente senegalese di Almè ritrovato senza vita in fondo a un burrone.

Del giovane si erano perse le tracce la notte precedente, quando era fuggito da una festa in paese dopo un litigio con un ragazzo e un inseguimento da parte di alcuni uomini in servizio come addetti alla sicurezza.

Il sostituto procuratore della Repubblica di Bergamo, Fabio Pelosi, ha iscritto nel registro degli indagati per omicidio preterintezionale uno di loro, un 50enne di Ubiale, oltre a un ragazzo di 25 anni e a una ragazza di 35 (LEGGI QUI). Dalle immagini delle telecamere del paese si vede il ragazzo inseguito da tre soggetti fino alla zona del cimitero dove si è consumato il dramma.

Gli inquirenti che indagano sull’accaduto stanno ascoltando le testimonianze di parenti e conoscenti del ragazzo, oltre che dei presenti alla festa, il Power Sound Festival al campo sportivo di via Garibaldi. Emergono una serie di testimonianze, alcune discordanti tra loro.

Nel frattempo gli amici di Bara, che sabato sera erano con lui, e i suoi genitori, puntano il dito contro gli ubialesi, arrivando a definirli razzisti per aver provocato la morte del giovane. Un’accusa che i 1404 abitanti smentiscono con fermezza.

ersilio gotti ubiale

A partire dal sindaco Ersilio Gotti (lista civica di Centrosinistra Nuovi Orizzonti), che difende i suoi concittadini: “Non mi risulta alcuna tendenza discriminatoria nei confronti degli stranieri – le sue parole – . Tanto è vero che non ci sono mai stati episodi di razzismo. La gente di Ubiale è tranquilla e vive in modo pacifico”.

Una curiosità emerge dai dati sulla popolazione del piccolo paesino brembano: dei 1404 abitanti, solo una quindicina non sono italiani, mentre non risultano profughi ospitati, come conferma lo stesso Gotti: “Abbiamo solo tre famiglie straniere, rumene – spiega il Primo cittadino – , tutte persone tranquille, oneste e ben inserite nella società. Non ci sono invece profughi”.

Il sindaco preferisce non commentare quanto accaduto sabato sera: “Lasciamo lavorare gli inquirenti, sono certo che la verità verrà a galla. Al momento in tanti dicono la loro, spesso senza cognizione di causa. Dico solo che conosco le persone che lavoravano alla festa ed è tutta brava gente”.

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