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Leucemia, midollo da genitori incompatibili: funziona metodo del team guidato da Locatelli foto

All'ospedale pediatrico del Bambin Gesù di Roma sono stati fatti grandi passi avanti nella lotta alla leucemia pediatrica e ai tumori al sangue, grazie ad una nuova tecnica di manipolazione delle cellule staminali

All’ospedale pediatrico del Bambin Gesù di Roma sono stati fatti grandi passi avanti nella lotta alla leucemia pediatrica e ai tumori al sangue, grazie ad una nuova tecnica di manipolazione delle cellule staminali. Il metodo, messo a punto dal team di Franco Locatelli, medico bergamasco, originario di Costa Volpino, direttore del Dipartimento di Oncoematologia e Medicina Trasfusionale al Bambin Gesù, supportati da Airc, era già stato utilizzato per quanto riguarda le talassemie (immunodeficienze) e le anemie.

Il processo permette, anche in assenza di un donatore compatibile, di eseguire il trapianto con percentuali di guarigione simili a quelle ottenute con un donatore perfettamente compatibile. Su 80 pazienti con leucemie acute resistenti ai trattamenti o con ricadute dopo i normali trattamenti, il rischio di mortalità è straordinariamente basso (5%), quello di ricaduta è del 24%, mentre il tasso di guarigione definitiva è del 71%: un valore simile, se non lievemente migliore, nello stesso periodo in bambini leucemici trapiantati da un donatore, familiare o non consanguineo, totalmente compatibile.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista internazionale “Blood” e poi rilanciati dalla American Society of Hematology.

Il trapianto di staminali rappresenta un grande successo nel campo medico. Per anni infatti sono stati scelti come donatori solo fratelli o sorelle immuno-geneticamente compatibili con il paziente, ma la possibilità che due fratelli siano identici è di 1 su 4. Il 30-40% dei pazienti non trovava perciò un donatore idoneo o necessitava di essere operato con urgenza, non avendo tempo di ricercare un donatore compatibile esterno alla famiglia. Si decise così di scegliere come donatore uno dei due genitori, compatibile al 50% con il figlio. Doveva però avvenire prima un processo di purificazione, che, nonostante riscontrasse buona percentuale di successo, non escludeva la possibilità di rischio infettivo, con una conseguente elevata mortalità.

I medici del Bambin Gesù hanno studiato perciò un nuovo metodo di manipolazione delle staminali, permettendo di eliminare le cellule responsabili delle complicazioni e lasciando un alto numero di cellule capaci di proteggere il paziente dalle infezioni pericolose.

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